Accadde oggi: cinque anni fa come ora si era sotto elezioni

Stessi appelli, stessi timori, contendenti, risultato possibile… Una campagna deludente, ma non scoraggiamoci: possiamo subito rifarci con le amministrative

 

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

Tra le moltissime cose deprecabili, disprezzabili, criticabili che Facebook ti offre (quasi ti obbliga, se ci vuoi stare) da vedere e da leggere, ce n’è una che invece amo e apprezzo molto: è la sezione “Accadde oggi”. È facoltativa, ci devi andare apposta e ti consente di rivedere e rileggere le cose pubblicate e commentate nello stesso giorno degli anni addietro. Ti aiuta a capire cosa pensavi, scrivevi o leggevi, anni prima, cosa succedeva e come lo osservavi. Insomma, in un certo senso, non esageriamo, ma comunque ti dà uno spaccato del passato.

Io la consulto quasi sempre, se mi ricordo, e ultimamente ho trovato davvero impressionante scoprire che proprio 5 anni fa di questi giorni, ricorreva ugualmente la campagna per le elezioni politiche: qualche clic e sei immerso nell’atmosfera di quel periodo, al culmine della propaganda elettorale. Stesso agone, stesse enfasi, stessi proclami, uguali insulti tra avversari, stessi leader da sostenere o avversare, noiosi appelli per l’uno o per l’altro. Veramente sorprendente constatare come 5 anni fa c’era ugualmente la stessa lotta a tre (M5S, Forza Italia e PD); come 5 anni fa ci si lamentava del ritorno (ancora!) di Berlusconi e di quanti potessero ancora votarlo senza vergogna (ancora non era né condannato né interdetto); come ci si meravigliava di come in Sicilia, a Siracusa, qualcuno potesse votare e fare propaganda per la Lega. Cinque anni fa come oggi le stesse accuse le stesse schermaglie tra una fazione e l’altra.

Grazie alla sezione Accadde Oggi di fb, dunque, ho potuto risfogliare link e post con le stesse preoccupazioni avanzate dagli organi della U.E., stessi appelli di personalità di spicco per evitare l’astensionismo, stessi manifesti, più o meno, di intellettuali contro il pericolo del razzismo e del fascismo. La solita, legittima indignazione per il dilagare del populismo e per il voto di pancia.

A cinque anni di distanza, è ancora tutto assolutamente attuale e ricorrente. Siamo sempre allo stesso punto, a preoccuparci per le stesse cose, a temere gli stessi rischi. Non abbiamo fatto nessun passo avanti.

Qualche piccolo cambiamento obiettivamente c’è stato, in riferimento alla pubblicità. Nessun tabellone 3 X 6, intere file di cartelloni elettorali in bianco o quasi (a questo punto inutili e dispendiosi), solo pochissimi manifesti. Pochi volantini sui parabrezza, tra l’altro di chi si dichiara ambientalista. Sono mancati i confronti fra gli sfidanti, sono mancati i programmi. Per quel che servono. La campagna elettorale dunque, sempre più si orienta su luoghi e metodi diversi. Sarà colpa del mancato finanziamento dei partiti o di una strategia di sobrietà?

A parte questo aspetto, puramente strategico, per il resto è un ritorno al passato. E il problema non è tanto che le cose si ripetano o chi le ripete. Il problema cardine è che a distanza di 5 anni il Paese è rimasto arenato. Sostanzialmente tuttora diviso in tre, senza leader carismatici e credibili, un Paese che ancora non riesce a liberarsi da una figura ingombrante e imbarazzante quale il pregiudicato e condannato Berlusconi. Una sinistra che continua, sempre e per sempre, a litigare e a dividersi. Un Paese, dopo 5 anni, con la stessa insicurezza e indecisione di voto, con una larghissima percentuale di probabili astenuti o confusi, con un ulteriore e inutile sistema elettorale e purtroppo con la stessa probabilità di non aver nessuno vincitore reale. Così che molto verosimilmente si assisterà ad un sostanziale pareggio tra i maggiori contendenti e con un possibile ritorno al voto a breve tempo o, in alternativa, si ripeterà un governo istituzionale, dalla coalizione innaturale, che galleggerà fino al varo di un’altra ed ennesima legge elettorale.

Concludendo, una campagna, dunque, abbastanza deludente. Almeno per chi si aspettava forme e contenuti incoraggianti. Ma non dobbiamo disperare. Non tutto ancora è finito.. Non disperiamo: la campagna elettorale continua. Ci sono le amministrative. Evviva. Le elezioni non finiscono mai.

 

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