Simona Arnone: “Voto una sinistra che mi ha deluso”

“…ma rimane per me l’unica alternativa al non voto”. La dirigente scolastica: “Per la nuova amministrazione comunale spero in una città migliore, da amare, non solo a parole”

La Civetta di Minerva, 16 febbraio 2018

Tra poco si va a votare. Bisognerà scegliere tra la continuazione (rassicurante? deludente?) del governo Gentiloni (o comunque di centrosinistra) oppure cambiare e tornare al centrodestra di Berlusconi a trazione Salvini. Oppure la novità/incognita del M5S. La tua opinione?

Mi chiedi di scegliere fra tre opzioni che non mi soddisfano, ma all’interno delle quali devo muovermi. Non lascio il Paese per mia mano a questa destra becera, squallida e pericolosa, nè all’incompetenza pentastellata portata avanti al grido di onestà e fake news, per cui cosa resta da fare ad una donna di sinistra? Votare a sinistra, una sinistra che non nego mi ha deluso, ma che rimane per me l’unica alternativa al non voto. Mi aiuta il fatto che a rappresentarmi ci sarà una persona il cui operato si è distinto per onestà e competenza e che rappresenta questo territorio rappresentando anche me, Sofia Amoddio: questo rende la mia scelta meno sofferta.

Cosa salvi, cosa condanni di questa legislatura? Cosa hai apprezzato e cosa cambieresti. Cosa ti aspetti da un nuovo governo?

È stata una legislatura caratterizzata dall’arroganza di un leader che non ha saputo abbracciare tutte le anime di una sinistra lacerata, poco incline al dialogo con le parti sociali, non scevro da logiche di potere e intrighi finanziari, promotore di una legge elettorale tra le peggiori delle ultime legislature e di una riforma costituzionale confusa, complessa e poco rispettosa della nostra Costituzione.

Ma è stato anche un governo attento ai diritti dei più deboli e comunque operativo: il decreto fiscale 2018 non è tutto da buttare via, prevede interventi per le famiglie, i professionisti, le imprese, i trasporti e i territori, l’eliminazione della tariffazione delle bollette telefoniche e le pay tv a 28 giorni, lo stanziamento di 500 milioni al Fondo per le PMI.

Una legislatura che ha consentito il risparmio di 350 milioni di euro solo con il bilancio della Camera dei Deputati, che ha tentato di tutelare i diritti primari: unioni civili, divorzio breve, reato di tortura, biotestamento, legge contro il caporalato, legge contro il femminicidio, legge sull’autismo, legge contro le dimissioni in bianco, legge sullo spreco alimentare, consumo normato del suolo, stanziamenti per l’edilizia scolastica, lotta a bullismo, cyberbullismo e odio in rete, tutela dei minori non accompagnati.

Si poteva di certo fare di più, per esempio per la scuola e approvando una legge dovuta come lo “ius soli”. Quindi luci e ombre, meriti ed errori di una legislatura comunque non solo da criticare, a mio parere, ma che non ha saputo rapportarsi e dialogare con un Paese lacerato e in crisi

Dal nuovo governo mi aspetterei un programma chiaro, che venga rispettato e che non sia caratterizzato da facili promesse impossibili da mantenere. Mi aspetterei governabilità, rispetto per i diritti civili, una politica d’accoglienza normata e lasciata meno al volontariato, che non si fermi solo alla prima accoglienza, modalità che acuisce delinquenza e conflitti anche a sfondo razzista, una politica di risanamento economico, un’attenzione meno burocratica e più fattiva per scuola e sanità. Una sobrietà che in primis riguardi chi le poltrone le occupa. Più competenza relativa al settore di cui ci si occupa, quindi nomine e incarichi basati su questo e non di natura esclusivamente politica. Più attenzione al bene comune, ambiente e beni culturali, un intervento sulle infrastrutture, soprattutto nelle zone del Paese più arretrate, trasparenza e meritocrazia, lungimiranza.

Voglio un  governo che sani la frattura tra cittadini e politica in questo Paese e ci allontani dal Medioevo culturale in atto.

Analisi del governo di città. Cosa ti ha deluso, cosa salveresti? Cosa ti aspetti dalla prossima amministrazione? Quali priorità avverti? E quale candidato sindaco o schieramento politico pensi possa meglio svolgere il compito?

A livello locale sono molto delusa: un’amministrazione, e non mi riferisco solo all’ultima, che non ha saputo dialogare con tutte le parti sociali, che non ha migliorato le condizioni di una città che è e rimane periferia spesso degradata da un punto di vista culturale e non solo, che ha valorizzato un’isola, Ortigia, buona per un turismo mordi e fuggi ma senza un progetto di qualità. Vetrina che si nutre della sua stessa bellezza e non di altro, senza iniziative culturali promotrici di un turismo di alto profilo.

Impegno nella scuola pari a zero, edilizia scolastica, strade, piano urbanistico davvero pessimi, città sporca e dalle periferie degradate e tristi. Stagioni teatrale (a parte l’Inda) e musicale e promozione museale quasi assenti, senza alcun collegamento in rete ad iniziative di livello nazionale e regionale e non all’altezza di una città di tale bellezza, bellezza davvero vilipesa.

Da salvare? Una città accogliente, comunque, attenta per senso civico ad una politica inclusiva e in tal senso ha operato anche l’attuale amministrazione, senza però un programma a lungo termine.

Un’amministrazione che ha peraltro subito attacchi a volte ingiusti da parte di chi pratica un’idea politica gridata e giustizialista, che paga e ha pagato anche errori del passato, e il sistema Siracusa ne è un esempio.

Non so quale candidato sindaco possa esprimere al meglio la mia idea di città, so che pretendo attenzione per le periferie, la scuola, le infrastrutture, un progetto che migliori la qualità di vita in questa città, che la promuova in più di un senso e le consenta lentamente di uscire da questo stato di arretratezza sociale e culturale che la caratterizza da anni, lasciandola in una condizione di emarginazione distonica rispetto alle sue potenzialità.

Tra le priorità: riqualificazione ambientale e delle periferie, strade, pulizia, promozione turistico-culturale, attenzione a scuole che versano in condizioni strutturali pessime per una politica trentennale clientelare e poco attenta. Una città fruibile, di tutti. Una politica attenta al bene comune e non a biechi giochi di potere locali e sistemi di corruzione che non consentono nessun progetto migliorativo del tessuto cittadino. La Politica è servizio, è amministrazione: credo sia un diritto/dovere prioritario, fuori da sistemi di alleanze e protagonismi inutili. Motivo per cui la competenza è prioritaria e su questo deve avvenire la scelta di chi occuperà ruoli decisionali, non in base a discutibili accordi, rotazioni di poltrone e assessorati al servizio di un’idea di politica molto squallida e decisamente poco lungimirante.

Non serve una manciata di voti, ma una città migliore, d’amare, non solo a parole. Personalmente sono stanca di slogan vuoti, voglio i fatti. E vorrei che tutti, cittadini e amministratori, imparassero a fare sistema, promuovendo qualità e onestà, piuttosto che autoreferenzialità e interessi individuali o di consorteria.

Da leggere

SERIE D, ESORDIO VINCENTE E CONVINCENTE DEL SIRACUSA

Tribuna Centrale non praticabile, quindi tutti in quella Laterale, pochi i tifosi in Gradinata, Curva …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti