Esiste un problema di capacità di gestione dei Comuni se non si riescono a produrre progetti esecutivi e ad utilizzare i finanziamenti che Stato, regione e UE mettono a disposizione. Ad Augusta nemmeno un euro
La Civetta di Minerva, 16 febbraio 2018
AUGUSTA – Non si è ancora spenta l’eco della débacle registrata dall’amministrazione comunale nel non cogliere l’opportunità offerta dai fondi CIPE di cui abbiamo parlato in uno dei numeri precedenti del giornale, che si registra un altro fatto che lascia senza parole:la Regione ha finanziato 88 interventi a favore delle scuole, estrapolando dal piano triennale 2015-2017 gli interventi privi di copertura finanziaria. Così alcuni Comuni potranno beneficiare delle risorse stanziate dalla Legge di bilancio nazionale per il 2017 con i finanziamenti del MIUR. Ma i progetti approvati in provincia di Siracusa sono appena due: uno per Lentini e un altro per Carlentini.
Su un contributo totale di 76,8 milioni di euro (adeguamento sismico e nuove costruzioni; per interventi finalizzati all’ottenimento del certificato di agibilità delle strutture, di messa in sicurezza e per l’adeguamento alla normativa antincendio) in provincia di Siracusa arrivano appena 1,5 milioni di euro. Ad Augusta zero .Eppure non è un mistero che servano interventi decisivi per le scuole di ogni ordine e grado. Se Augusta non ha goduto di finanziamenti non è per scelta della Regione ma ciò è accaduto in relazione ai progetti presentati. Pochi, evidentemente, se rapportati alle necessità delle scuole di tutta la provincia.
Esiste, dunque, un problema di capacità di gestione dei Comuni se non si riescono a produrre progetti esecutivi e ad utilizzare i finanziamenti che Stato, regione e UE mettono a disposizione. La triste realtà risulta questa: il Governo mette a disposizione i fondi e i Comuni non li utilizzano! Intantonella vicina Lentini (città che ha dichiarato il dissesto come Augusta) la nuova Amministrazione, utilizzando un bando, ha approvato tre progetti di riqualificazione di tre edifici scolastici prevedendo interventi per complessivi 4.6 milioni di euro. Il Bando, finanziato con fondi dell’UE, del ministero dell’Istruzione “Edilizia scolastica Asse II (FESR) Azione 10.7 Avviso 35226 del 16 agosto 2017, era volto a far fronte prioritariamente alle esigenze di messa in sicurezza e riqualificazione degli immobili pubblici adibiti ad uso scolastico.
In particolare i fondi erano destinati per: adeguamento e miglioramento sismico; adeguamento impiantistico e interventi di messa in sicurezza finalizzati all’ottenimento dell’agibilità degli edifici; bonifica dall’amianto e da altri agenti nocivi; accessibilità e superamento delle barriere architettoniche; efficientamento energetico e, in senso più ampio, miglioramento dell’eco-sostenibilità degli edifici; attrattività delle scuole, intesa come miglioramento della qualità ed ammodernamento degli spazi per la didattica e realizzazione di spazi funzionali per lo svolgimento di servizi accessori agli studenti (es. mensa, spazi comuni, aree a verde, realizzazione di infrastrutture per lo sport e per gli spazi laboratoriali), finalizzati alla riqualificazione e al miglioramento della fruibilità degli spazi (interni ed esterni), anche per promuovere una idea di scuola aperta al territorio e alla comunità.
Il Comune di Augusta speriamo abbia presentato (la scadenza per l’inoltro delle candidature era le ore 15.00 del 12 febbraio 2018) progetti per interventi di messa in sicurezza e riqualificazione di edifici scolastici, per soddisfare alcune esigenze di riqualificazione degli istituti scolastici cittadini, dalla palestra del liceo (di proprietà comunale) al completamento e la riqualificazione degli edifici del complesso Costa 2 che da oltre un decennio arrostiscono al sole inutilizzati e decadenti, nonchè necessità di messa a norma di varie scuole (in merito ci risulta che qualche progettino sia stato approntato con la collaborazione di un dirigente scolastico).
Il bando del ministero prevede che anche gli enti locali in dissesto potevano presentare la propria candidatura per i propri edifici, con l’unica limitazione operativa di dover indicare la scuola che, grazie alla stipula di un accordo, provvedesse alla gestione delle procedure amministrative e contabili relative agli interventi da effettuare in caso di ammissione al finanziamento. Perdendo anche quest’occasione sarà legittimo il sospetto che, come nelle migliori tradizioni di alcune precedenti amministrazioni, alla incapacità amministrativa non sia estranea la volontà di occuparsi solo di pratiche che si sia in grado di gestire, partendo dalla nomina dei progettisti, e di cui si possa gestire tutto l’iter amministrativo in proprio, senza contaminazioni né interferenze, come sembra dimostrare la incredibile vicenda del San Domenico.
Le precedenti vituperate amministrazioni, pur con i loro limiti e le loro insufficienze hanno garantito alla città, in continuità con il lavoro svolto di chi li ha preceduti, la realizzazione di una serie di opere pubbliche che, pur progettate dalle amministrazioni precedenti, hanno visto la luce successivamente a causa dei noti problemi connessi con la burocrazia e le lungaggini amministrative. Così, grazie a questa normale, razionale e comprensibile pratica la città, nonostante amministrazioni deboli, limitate o insufficienti, ha potuto godere di opere pubbliche che hanno garantito il rifacimento di alcune strade importanti, la risistemazione della rete di illuminazione pubblica nell’isola, la realizzazione di piazze (piazza Fontana amministrazione Gulino, piazza Unità d’Italia amministrazione Carrubba), la realizzazione del lungomare Rossini (sempre Carrubba) e così via o di una riprogettazione dei servizi come quella della raccolta dei rifiuti di cui questa amministrazione, nella continuità, ha potuto beneficiare.
Se continua così (siamo già a metà mandato) c’è il rischio concreto che di questa amministrazione ricorderemo solo le polemiche, la presunzione e l’imbarbarimento del clima politico/civile.
Intanto con il Consiglio Comunale si continua a dar sfoggio di incompetenza, superficialità, approssimazione ed arroganza, come hanno dimostrato gli ultimi tre consigli. il primo dove una granitica maggioranza ha respinto un ordine del giorno che invitava l’amministrazione ad intervenire su un manufatto in pieno centro dove era stata accertata la presenza di amianto sul tetto fatiscente (in merito, successivamente il Sindaco, nonostante l’opinione del Consiglio, emetteva un’ordinanza urgente per rimuovere il problema, forse perché il clamore sollevato dalla vicenda avrebbe potuto determinare l’intervento della magistratura, di cui si avverte la lentezza rispetto a molteplici eventi pur formalmente segnalati) e il secondo convocato senza aver cura di provvedere alla nomina del segretario della seduta, il che ha determinato, tra evidenti imbarazzi (per chi se ne è reso conto n.d.r.) e nervosismi. Si è dovuto mandare tutti a casa invalidando la convocazione.
L’ultimo consiglio è andato a vuoto per assenza della maggioranza a causa del Sindaco impegnato altrove, come se il Consiglio Comunale non fosse un organo autonomo ed indipendente dall’esecutivo…
A cosa dovremo assistere in futuro? Facendo la somma degli episodi fin qui registrati nel Consiglio Comunale di Augusta, si fa strada la conferma dell’opinione secondo cui la realtà supera sempre la fantasia o peggio “ fa più danno un cretino che un terremoto”.

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