Ph: Pietro Lombardo

Siracusa Calcio, stiamo perdendo il nostro giocattolo?

Meritevole iniziativa del fotografo Piero Lombardo. E persino la tifoseria si ricompatta. “Venite allo stadio, leoni azzurri hanno bisogno dei cori di tutti noi”

La Civetta di Minerva, 19 gennaio 2018

C’è fermento in questi giorni sotto il cielo azzurro. E per azzurro non intendiamo solamente il colore del medesimo cielo, ma anche e soprattutto il colore della bandiera che rappresenta la locale squadra di calcio. Che, per chi non lo sapesse, milita nel campionato italiano di serie C, girone C. Per un neofita, che mosso a curiosità andasse a guardare la classifica, la situazione che scorgerebbe non sarebbe poi così drammatica, visto che il Siracusa naviga al quarto posto dietro solamente alle tre corazzate del girone, e cioè il Lecce, il Catania e il Trapani, società che si sono dichiaratamente attrezzate quest’estate per ammazzare il campionato e tornare prontamente in B.

E quindi? Perché mai allora quest’aria di vittimismo, di catastrofismo che si respira in città, negli ambienti calcistici e non? Bella domanda! Se non fosse che il siracusano, con la nuvola di catastrofismo, ci vive. Forse persino Fantozzi passerebbe per un vincente, se paragonato al cittadino medio aretuseo, che vede complotti in ogni dove e tragedie inverosimili dietro ogni angolo. Probabilmente è l’influsso millenario delle tragedie greche, che qui si rappresentano come in nessun altro posto al mondo, che sortisce questo letale effetto.

Ma andiamo con ordine. È rimbalzata, di social in social, la notizia che la società calcistica, presieduta da Gaetano Cutrufo, sarebbe a rischio penalizzazione per via di alcuni ritardi nei versamenti alla Lega calcio o nell’erogazione degli stipendi ai calciatori. E questa notizia, come si poteva facilmente immaginare, è piovuta sui tifosi con lo stessa potenza che provocherebbe un meteorite precipitato sulla città. Apriti cielo: piogge di insulti, proclami di ribellione, dichiarazioni belliche e quant’altro sono state riversate sulla rete, tanto che qualcuno addirittura paventava il rischio di fallimento a fine stagione. Ma stiamo davvero rischiando la rottura di questo giocattolo?

Questa ed altre domande ci sarebbe piaciuto molto rivolgerle direttamente al presidente, che è stato appunto allertato da noi circa la disponibilità ad incontrarci per chiarire davvero la situazione. Disponibilità che inizialmente ci è stata data, ma che poi  – al momento di fissare un appuntamento – è venuta a mancare, probabilmente perché in questo periodo il presidente sarà subissato da ogni tipo di richieste e ci rendiamo conto che rispondere a tutti non gli venga poi così agevole. E quindi i dubbi restano.

Avremmo voluto chiedere al signor Cutrufo cosa veramente è cambiato nell’ambiente. Un ambiente che solo fino a due anni fa era ubriaco di gioia per il ritorno nel calcio professionistico. Dopo la promozione, quella notte, s’era addirittura radunato un vero e proprio mare di gente che ha atteso il pullman dei giocatori che tornavano da Rende per riversare un tributo come se ne vedono solo per le vittorie di coppe e scudetti, col pullman scoperto che si faceva largo a fatica tra due ali di folla in corso Matteotti, a notte fonda, fino ad arrivare in piazza Archimede dove fra trombe, fumogeni, cori e bandiere si era creata un’atmosfera da brividi. E adesso? Dove è finito quell’entusiasmo? A chi è da imputare maggiormente una simile débậcle mediatica? Come si è riusciti a disperdere un simile bacino di afecionades?

Le ragioni di un simile fenomeno sono diverse: dalla mancanza di operazioni di promozione e merchandising, soprattutto in provincia e nelle scuole, alla mancanza forse di figure chiave in società che dovrebbero fungere da collante fra la società e la piazza. Ruolo che, a detta di molti, un paio di stagioni fa era svolto in modo ottimale dalla signora Simona Marletta, che col suo entusiasmo – che manifestava platealmente sbracciandosi e tifando a bordocampo ogni domenica – riusciva nel compito di coinvolgere la tifoseria.

Insomma fatto sta che una stranezza di fondo c’è. Perché sportivamente parlando alla compagine azzurra nulla si può rimproverare, dato che nessuno dei vertici societari aveva mai fatto proclami di promozione. E allora cosa ha spinto il presidente a dichiarare apertamente ai social di aver perso l’entusiasmo e di pensare addirittura ad una eventuale cessione? Avrà già avuto dei contatti importanti con qualche gruppo pronto a rilevarne la proprietà?  Potremo mai auspicare un giorno, con Cutrufo o con qualchedun altro, di portare il calcio che conta nella città di Archimede? La città in questi giorni si sta interrogando, sono partiti dibattiti, forum e riunioni d’ogni tipo pur di cercare di fare quadrato e di capire fino a che punto bisogna preoccuparsi per le sorti della società azzurra. E fra tutte queste iniziative, volevamo porre l’accento su quella che riteniamo essere la più organizzata e la più incisiva.

Partendo dai social, Pietro Lombardo, fotografo e collaboratore esterno del Siracusa calcio (le foto correlate sono a sua firma), ha ideato e creato l’evento “Sosteniamo I Nostri Leoni”, con la fattiva collaborazione dell’associazione Amici di Siracusa, nella persona di Roberto Giuffrida, ed altri tifosi storici sempre presenti da anni allo stadio, come Giuseppe Scandurra, Enzo Di Falco, Luca Regina, Rossella Garro, Raffaele Strano, Stefano Stilo e Fabio Rotondo. Lo scopo di questa iniziativa, che ha preso piede su Facebook e sta riscuotendo centinaia di condivisioni, è chiaramente espresso nelle stesse note, e cioè: “Sosteniamo la squadra della nostra città. Ogni siracusano doc dovrebbe venire al De Simone a sostenere i nostri leoni, quindi fate un regalo ai vostri bambini, ai vostri familiari, ai vostri amici. Ogni abbonato compri un biglietto e lo regali a parenti, amici o conoscenti, che da tempo non vengono allo stadio, per il figlio di un vicino di casa, insomma per una persona cara.

“L’iniziativa vuole promuove una maggiore presenza di tifosi, durante le partite casalinghe del Siracusa Calcio, in modo che questa città renda il giusto omaggio alla squadra che attualmente si trova in quarta posizione di classifica, in zona play off, e che sabato 20 gennaio, alle ore 20.30, tornerà in campo contro la compagine del Rende, che dista in classifica solo di un punto. L’invito è stato girato a più di 1500 iscritti nelle varie liste di amici e conoscenti dei nostri collaboratori, ed è stato anche rivolto ai commercianti siracusani, con l’intento di indurre chi volesse partecipare a devolvere un numero libero di biglietti dello stadio ai loro più affezionati clienti, tramite un sorteggio da realizzare di volta in volta. Inoltre l’iniziativa è stata già pubblicizzata da due telemittenti locali e sono state effettuate le interviste e video in trasmissioni sportive locali (vedi foto).

“La prossima partita dei Nostri Leoni riempiamo in ogni ordine di posto il nostro stadio. Non rimanete a casa, sosteniamo l’orgoglio sportivo di Siracusa, i nostri leoni hanno bisogno dei cori di tutti noi. Correte alle biglietterie e fate il vostro dovere e dimostrate il vostro valore, la vostra tenacia, il vostro orgoglio cittadino, la vostra grinta nel dire: Io sono siracusano e tifo solo i miei leoni».

Queste erano espressamente le note dell’iniziativa che da giorni girano e rimbalzano di social in social, con la speranza che questi volenterosi tifosi doc riescano davvero a smuovere il piccolo tifoso che c’è in ognuno di noi. Intanto un primo traguardo è già stato raggiunto, perché  da fonti attendibili all’interno della tifoseria organizzata, ci è stato comunicato che è stato finalmente trovato un accordo per dissipare ogni motivo di contrasto che ha visto da due anni a questa parte due frazioni di tifosi separarsi, dei quali un gruppo presidiava la curva Anna e l’altro un settore della gradinata. Ebbene all’insegna e per amore verso quelle maglie azzurre, già dalla prossima partita in casa domani sera col Rende, la curva si  mostrerà nuovamente unita e compatta, affinchè nulla si lasci d’intentato per ribadire a gran voce alla società e al resto della cittadinanza, che il Siracusa è dei siracusani e bisogna amarlo incondizionatamente, senza se e senza ma.

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