Quei misteriori costi Enel di “oneri di sistema”

La società avverte che per kw si pagano solo 0,88 € e poi ci aggiungono tassa e guadagni, che fanno lievitare l’importo della bolletta anche del triplo

 

La Civetta di Minerva, 1 dicembre 2017

Sarà tutto regolare (nel senso che sarà conforme a regole forsennate, emanate da un potere dissennato, sguattero delle lobby più dissolute) ma c’è da rimanere allibiti. E sarà anche il caso di suscitare un putiferio senza precedenti. Ma esponiamo con ordine i fatti e le ragioni di tanta indignazione.

Un cittadino consumatore si prende la briga, una tantum, di inforcare gli occhiali e di controllare le voci riportate nella bolletta della luce elettrica. Com’è possibile, porco di un cane, che le fatture in questo reame debbano tutte finire con cifre sì oscene? Com’è possibile che, disponendo di un impianto solare fotovoltaico che produce più dell’energia consumata, si debba sempre sborsare e tacere? Come mai la bolletta non reca notizia del quantum di energia ceduta alla rete ma solo dei kilowattora che vanno pagati? Non sarebbe più giusto o più trasparente evidenziare le due voci poste a confronto e il diverso prezzo dell’energia ceduta e di quella importata? Mistero. Ma sin qui transeat.

Quel che poi l’ignaro cittadino (che si è sempre fidato dei conti effettuati dal sistema controllato e programmato dal gestore) scopre manda su di giri le sfere del suo apparato genitale, già abbondantemente messe a dura prova dall’indignazione per un sistema politico che lo sta esponendo sempre più alla rapacità di un apparato predatorio e parassitario (ancora osannato da un pensiero becero che divinizza il libero mercato e l’imprenditoria privata) e che lascia imputridire, senza opportuni controlli, il malaffare anche nelle pubbliche amministrazioni.

Cosa legge infatti il nostro incauto curioso?

Spese per l’energia consumata: 7,92 €. Totale imposte ed IVA: 4,57 €. E sin qui nulla quaestio: le tasse son da pagare. Ma subito dopo trova altre voci aggiuntive con l’indicazione di somme sproporzionate. Spese per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore: 14,07 € (il doppio!). Spese per oneri di sistema: 21,47 € (il triplo!).

A questo punto la domanda (o una raffica di domande) sorge spontanea: i calcoli prodotti dal sistema di computo automatizzato saranno certamente esatti, ma chi ha ideato tale sistema? E quale legislatore o quale autority ha legittimato un criterio in base al quale la fornitura di energia elettrica (ossia il trasporto mediante una rete che già esisteva ed era stata creata dall’ENEL ente pubblico, prima delle forsennate privatizzazioni) deve costare al consumatore il triplo dell’energia consumata? “E che significa quell’espressione spese per oneri di sistema” che arriva a pesare sulla somma finale (48,03 €) per ben tre volte rispetto al costo dell’energia consumata? A conti fatti, la tassazione incide ben poco: essa rappresenta poco più del 10% dell’importo totale della bolletta. La sproporzione tra i costi fatturati appare notevole o addirittura fuori da ogni logica.

Più in basso il cittadino, già fuori dai gangheri, trova elencate dettagliatamente due accise e l’IVA, che gravano complessivamente sul consumo fatturato (di soli 9 kw) per appena 4,57 €. Questo è ciò che va allo Stato dei 48 e passa euro che egli dovrà sborsare per pagare i nove kw di energia consumata. Tra tasse e costo dell’energia (7,92 €) pagherà in tutto solo 12,49 €. Tutto il resto (trasporto e non meglio precisati oneri di sistema) costituisce un sovraccarico di ben 35,54 €. Possibile? Carta canta. Riproduciamo a fianco una parte della fattura, omettendo i dati anagrafici per rispetto della privacy.

In una delle pagine successive (in cui nulla si legge a chiarimento degli oneri di sistema) troviamo una specificazione che ha il sapore di una beffa: “Il costo medio unitario della presente bolletta è di € 5,336667 € per kw. Il costo medio unitario della spesa per l’energia in questa bolletta è di 0,88 € per kw”. Che precisione ammirevole! Ti spiegano che il costo medio fatturato per ciascun kw consumato sarebbe di soli 0,88 € per kw e che invece ti fanno pagare 5,33 € perché ci hanno aggiunto la tassa dovuta e i loro lauti guadagni, occultati tra le voci di trasporto e oneri di sistema.

Che saranno mai gli oneri di sistema? Chi saprebbe specificarli dettagliatamente? È da ritenere congruo il prezzo finale? L’autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (il carrozzone intermedio a cui il potere politico, inetto, ha delegato la regolamentazione del sistema tariffario) consultata al sito https://www.autorita.energia.it/it/elettricita/prezzirif.htm reca le seguenti indicazioni: Potenza impegnata 3 kW, contratto per abitazione di residenza anagrafica, consumo pari a 2.700 kWh/anno escluse le imposte. Prezzi calcolati sulla base dei corrispettivi aggiornati al quarto trimestre 2017. Prezzo monorario: €/kWh 0,170012. Prezzo biorario fascia F1:  €/kWh 0,177522. Prezzo biorario fasce F2 e F3: €/kWh 0,166472. 

Da quanto sopra riportato sembrerebbe che l’autority abbia regolato solo il prezzo vivo dell’energia.

Ma esplorando il sito https://www.autorita.energia.it/it/elettricita/distr.htm troviamo le seguenti precisazioni, relative al periodo 2016-2019: «La tariffa obbligatoria per il servizio di distribuzione copre i costi per il trasporto dell’energia elettrica sulle reti di distribuzione». Il che vuol dire che anche i costi del trasporto sono stati definiti dall’autority. Ma può una autorità terza aver fissato costi di trasporto così esosi da risultare doppi rispetto a quelli del costo vivo dell’energia? Vorremmo capirci di più e cerchiamo di leggere l’allegato file in pdf ma clicchiamo inutilmente senza riuscire ad aprirlo. Difficoltà del nostro computer o inefficienza del sistema? A questa domanda cercheremo di dare risposta tentando di aprire il file pdf da un altro computer. Prossimamente. Ma intanto ci chiediamo come mai i signori politici che hanno combinato il pasticciaccio brutto della privatizzazione non si siano preoccupati di monitorare gli effetti perversi della loro scelta e di fare marcia indietro.

Si dirà che una rondine non fa primavera e che una singola bolletta non è significativa. Ne consultiamo un’altra. E scopriamo che a 35 euro di spesa per l’energia sono stati sommati 6 € di imposte ed IVA, 10 € “altri importi materia energia”, 16 € per il trasporto e infine 8 euro di oneri di sistema, talché il totale da pagare raggiunge la cifra di 73,36 €. Abbiamo omesso i centesimi per semplificare e rendere più agevole la lettura. Questa bolletta è meno scandalosa della prima, ma la somma finale ci pare sempre troppo elevata: è più del doppio rispetto al costo dell’energia consumata.

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