C’è della genialità, non certo del bene, in chi ha inventato le due Cassim srl con e senza punto. Immaginiamo le risate quando i presunti truffatori hanno incassato i soldi facendoli scomparire. Ma ride bene chi ride ultimo (la Guardia di Finanza)
La Civetta di Minerva, 17 novembre 2017
Una denominazione per un’operazione della Guardia di Finanza che come spesso accade colpisce per quel tanto di ironia e gioco con cui le Fiamme Gialle amano contrassegnare le proprie indagini, e gli esempi sarebbero tantissimi. Quel puntino che sembra lasciato lì per caso tra la parola rifiuti e zero “Operazione Rifiuti . Zero”, quasi fosse un refuso, è invece proprio la chiave di volta del sistema (siamo agli inizi del 2000) con cui alcune società del gruppo Quercioli Dessena hanno cercato di frodare il fisco: due società omonime, la Cassim, una con il puntino e una senza.
La prima è una società immobiliare con sede in Siracusa nata sulle ceneri, e per sostituire la So.Ge.Ma, società attiva nel settore dei rifiuti, da una parte indebitata con l’erario per oltre 15 mln di euro e dall’altra creditrice del Comune di Augusta per 2mln e 300mila euro, cifra dovutale per servizi precedentemente espletati. È l’azione decisa dell’avvocato della società Giuseppe Cassone a ottenere prima dal Tribunale di Siracusa l’ingiunzione al pagamento a favore della Sogema, e poi la conferma ad ottemperare dal Tar di Catania. Ma ovviamente se l’ingente somma fosse entrata nella disponibilità della neonata Cassim con il puntino, sarebbe stata aggredita e incassata dal fisco; da qui lo stratagemma: creare una società parallela, la Cassim senza puntino, su cui far transitare i 2.300.000 euro (il primo reato contestato dalla Guardia di Finanza: “Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”).
Sarà una società “riconducibile” allo stesso legale, la New Centro srl, ad assumere nel 2001 la nuova denominazione ed è in questa che confluirà il denaro per andare a configurare il secondo reato – “Truffa in danno dello Stato, derivante da una serie di artifici e raggiri posti in essere dagli indagati che inducevano in errore il Commissario ad Acta sull’identità del creditore del Comune di Augusta, sulla sua qualità di “soggetto non inadempiente nei confronti dell’Erario” e, pertanto, sulla possibilità di erogare il pagamento oggetto del decreto ingiuntivo, determinandolo, per l’effetto, a disporre, sul c/c bancario appartenente alla società sbagliata, il pagamento di Euro 2.504.183,02” – e insieme il terzo reato: “Bancarotta fraudolenta per la distrazione del patrimonio della Cassim (con il punto)”.
Quindi sia il Commissario nominato dagli stessi giudici amministrativi di Catania sia l’amministrazione comunale di Augusta non capiscono il gioco e vengono tratti in inganno!
Intanto la Sogema trasferisce il ramo d’azienda ancora attivo e produttivo a un’altra società, la Pastorino srl (attualmente gestore del servizio rifiuti non solo ad Augusta ma anche a Modica, Melilli, Caltanissetta, Priolo, Oristano), che nel 2007 continua l’attività della Sogema.
E non manca nell’elenco dei reati anche quello di riciclaggio. Le indagini dei Finanzieri permettono infatti – grazie allo sviluppo di una Segnalazione di Operazione Sospette emersa dal sistema investigativo di indagine valutaria (S.I.V.A.) – di accertare che tutti i soldi della Cassim con il punto, provenienti dal Comune di Augusta, transitano sul conto di “società specchio” e vengono poi distribuiti “a pioggia” a fronte di “causali chiaramente fasulle” tramite prelievi, bonifici e assegni (bancari e circolari). Gli oltre 2 milioni e mezzo si dissolvono nel nulla, se ne perdono le tracce, utilizzati dai vari beneficiari per scopi personali.
Tra i deferiti all’Autorità Giudiziaria per il reato di riciclaggio – Aldo Spataro (nato il 1956), Marcello Carmelo Scapellato (1970), Iole Rivelli (1956), Giuseppe Cassone (1956), Barbara Golaska (1956), Giuseppe Cartelli (1951), Nicola Siniscalchi (1967), Serena D’Anna (1980), Sebastiano Attardo (1972) – non solo lo stesso avvocato della Sogema ma anche l’avvocato Piero Amara e la moglie Sebastiana Bona, e ancora, per responsabilità amministrativa degli enti, la Pastorino Srl in quanto, per il proprio interesse e vantaggio, il suo ex amministratore unico e legale rappresentante, anche lui della famiglia Quercioli Dessena, oggi deceduto, “versava su un conto corrente bancario della predetta società titoli di credito emessi dalla Cassim (con il punto), facendo confluire su altro conto corrente intestato alla medesima società altre somme di denaro ugualmente ottenute dalla Cassim, questa volta senza punto, con la truffa ai danni dello Stato”.
Ma non finisce qui: grazie alle complesse indagini della Guardia di Finanza partite su input della procura di Siracusa sul finire del 2014 (ilProcuratore Capo della Repubblica Francesco Paolo Giordano insieme ai Sostituti Vincenzo Nitti e Marco Di Mauro), è in corso una richiesta di fallimento sia per la Cassim. S.r.l. (con puntino) che per altre cinque società riconducibili al gruppo Quercioli Dessena: la CG Ambiente S.r.l., la Gestioni Patrimoniali S.r.l., la Italian Citrus Pectine S.r.l., la Progefin Gap S.r.l. e la So.Si.Se. S.r.l.. Intanto già si è provveduto al sequestro preventivo d’urgenza riguardante numerosi conti correnti bancari, beni immobili e mobili e quote societarie fino alla concorrenza di oltre due milioni e mezzo di euro riconducibili agli amministratori e ai prestanome delle società del gruppo Quercioli Dessena.

Commenti recenti