Scelse la location in via Nicolaci, fece venire esperti infioratori da Genzano, organizzò un corteo di carrozze d’epoca e uno spettacolo di danza classica all’aperto con il corpo di ballo del San Carlo di Napoli. Un successo strepitoso e l’evento diventò storia
La Civetta di Minerva, 17 novembre 2017
Presidente dell’Ente provinciale Turismo di Siracusa era Vella e direttore ne era Italo Russo. Il Comune dì Noto, sindaco Rizza e assessore Celeste, chiese all’EPT una sovvenzione per una mostra di fiori in primavera. L’EPT rispose che invece di dare la sovvenzione avrebbe provveduto ad organizzare direttamente in proprio la manifestazione.
Il direttore Russo interpellò Aldo Formosa il quale, oltre che occuparsi di teatro e di spettacoli, era anche in quel periodo giornalista professionista a capo dei servizi culturali del quotidiano “II Diario”, chiedendogli di ideare l’impostazione da conferire alla manifestazione che doveva avere un lancio nazionale. All’idea banale di una semplice mostra di fiori, Formosa propose invece una cosa rivoluzionaria, più spettacolare e inedita per Noto: l’Infiorata. Durante una riunione al Comune di Noto Formosa spiegò la sua idea che si basava su quanto ogni anno si faceva a Genzano: “l’Infiorata”, appunto. E per rendere ancora di maggior livello nazionale l’iniziativa propose anche uno spettacolo all’aperto di danza classica con il Corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli, essendo lui amico di alcune di quelle danzatrici. Aldo Formosa indicò anche il luogo ideale per realizzare l’evento: costruire un palcoscenico in legno appoggiato alla facciata di Palazzo Ducezio, avendo davanti la naturale platea della grande scalinata della chiesa, capace coi suoi gradini di almeno 3000 posti a sedere.
Un palcoscenico “modulare” che, una volta smontato e riposto nei magazzini del Comune, sarebbe andato bene per il futuro con un notevole risparmio dì costi. Così fu fatto. Ad Aldo Formosa l’EPT diede carta bianca. Egli contattò un maestro infioratore di Genzano, che venne a Noto per un sopralluogo. Si scelse via Nicolaci, si invitarono i pittori e gli artisti di Noto a presentare i “bozzetti”, si coinvolse un entusiasta gruppo di giovani per la raccolta di “maju” e di fiori dì campo da assemblare poi in una necessaria policromia, Formosa chiamò una squadra di professionisti per costruire il palcoscenico.
Non restava che fissare la data. Il maestro di Genzano tornò a Noto con la propria squadra di infioratori, avvertendo però che dall’anno successivo avrebbero dovuto essere i giovani di Noto, avendo dalla prima edizione imparato la tecnica, a proseguire la tradizione.
Attirò a Noto, assieme ad una “parata” di carrozze d’epoca voluta dal presidente Vella, molte decine di migliaia di visitatori. Lo spettacolo del balletto del San Carlo di Napoli riscosse un successo strepitoso, e l’Infiorata di Noto diventò storia che ogni anno si ripete ininterrottamente nella terza settimana di maggio. Una festa di colori non solo in via Nicolaci.

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