Ed Eliot scrisse: “Comanda il Re o comandano i Baroni…

Essi hanno una sola legge: d’afferrare il potere e tenerlo”. Solo un vero partenariato tra cittadino e politici può portare al soddisfacimento di ambedue le esigenze

 

La Civetta di Minerva, 20 ottobre 2017

Apri un giornale qualunque oppure accendi un qualunque TG, l’inondazione di malenotizie ti arriva alla gola. E così ti ricordi di avere letto da ragazzo le parole di un Grande come Thomas Stearns Eliot nel suo “Murder in The Cathedral” ambientato nel 1170. Rileggendole, quelle parole sembrano scritte oggi per quello che ogni giorno succede. “Il destino attende nella mano di Dio – scrive Eliot – non nelle mani degli uomini di Stato che, chi bene chi male, fanno piani ed enigmi mentre i loro scopi gli si trasmutano in mano secondo la trama del tempo”. E quando si apprende di litigi e scissioni nella politica, mentre i protagonisti auspicano riappacificazioni, Eliot interviene: “Quale pace potrà mai sorgere tra l’incudine e il martello?”

E affondando poi il dito nella piaga: “Non vedo proprio nulla di conclusivo nell’arte del governo temporale, se non violenza, duplicità e frequente malversazione. Comanda il Re o comandano i Baroni, il forte con la forza e il debole con l’opportunismo, essi hanno una sola legge: d’afferrare il potere e tenerlo. E chi è deciso può manovrare la cupidigia degli altri, mentre il debole è divorato dalla propria”.

Così non dobbiamo meravigliarci quando due che in politica erano amici rompono l’amicizia. Eliot ammonisce: “La costanza nell’amicizia non dipende da noi, ma dalle circostanze. Una falsa amicizia può diventare vera. Ma, troncata una volta, la vera amicizia non si può rammendare. È più facile che l’inimicizia si faccia alleanza: l’inimicizia che non conobbe mai amicizia può trovare un accordo più facilmente”. Ma, ci chiediamo oggi, che cosa possiamo aspettarci di buono dal futuro?

Eliot ce lo spiega: “Noi non sappiamo molto del futuro se non che di generazione in generazione sempre accadono, ripetendosi, le stesse cose: nascite, morti, sponsali, guerre dissennate, odio e violenza… Gli uomini apprendono poco dalla esperienza propria o da quella altrui. Ma nella vita dell’uomo non ritorna mai lo stesso tempo. Soltanto lo sciocco, fisso nella sua follia, può pensare di poter fare girare lui la ruota nella quale egli gira”. Per chi infine vuole tornare su quanto ha fatto per adornarlo in meglio e renderlo più appariscente, Eliot sentenza: “Il meglio è nemico del bene”.

La nostra alternativa per vivere una vita migliore, per avere una società più giusta, libera e una democrazia sana, rimane in ogni caso il frutto del partenariato tra il Politico e il Cittadino. Per non perdere l’occasione, rappresentata da questa campagna elettorale, di iniziare un processo a favore della speranza e del bene, dobbiamo farci carico della costruzione di un rapporto di fiducia. Instaurare il dialogo, e soprattutto i rapporti di fiducia all’interno della società, della classe politica, e tra gli stessi cittadini e i soggetti politici sarebbe la premessa ideale per il cambiamento.

In ossequio all’esigenza che ha la stessa democrazia, di esercitare il potere quale strumento finalizzato al servizio del cittadino, a garantire maggiore giustizia nonché istituzioni forti e più rappresentative, e al contempo nel rispetto delle ambizioni ed esigenze che hanno i politici verso il Potere, l’instaurazione e il consolidamento del Partenariato tra il cittadino e il politico può apportare un significativo contributo al soddisfacimento di ambedue le esigenze.

Meditate, gente: meditate…

 

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