E impedisce l’accesso alle guide turistiche chiudendo il portone. L’ipotesi è però avvalorata da un atto di donazione del 22 gennaio 1496 firmato dal notaio Vallone
La Civetta di Minerva, 20 ottobre 2017
Nei 10 anni passati, il Festival “Le vie dei tesori” aveva acceso i riflettori su Palermo e le sue bellezze da visitare e scoprire. Da quest’anno, undicesima edizione, il programma ha coinvolto altre quattro città della Sicilia: Agrigento, la città dei templi e delle memorie pirandelliane; Caltanissetta, cuore dell’Isola, con le sue abbazie, le sue dimore storiche, i musei tutti da scoprire; Messina con il suo porto, il suo mare, i luoghi sopravvissuti al terremoto del 1908 e la città Liberty; Siracusa con i vicoli pittoreschi di Ortigia, le memorie ebraiche nel quartiere della Giudecca, le biblioteche, lo splendore dei cortili storici.
Quindi un importante riconoscimento culturale per la nostra città che ha offerto durante il fine settimana tra il 15 e il 17 Settembre scorso a cittadini e visitatori la opportunità di visitare, scoprire e ammirare particolari e non usuali siti di interesse storico e turistico.
A Festival concluso e a riflettori spenti abbiamo ascoltato alcuni, tra visitatori e accompagnatori, comunque protagonisti dell’evento che ha riscosso un indubbio successo di pubblico di cui in generale tutti i media hanno dato il giusto risalto. Ma tra tante luci, un’ombra ci è sembrato di cogliere, o piuttosto un episodio che ha colpito il nostro interesse e di cui vorremmo informare.
Tra i siti riaperti per l’occasione al pubblico, particolare interesse ha destato la Chiesa di San Giovanni Battista, meglio conosciuta come Chiesa di San Giovannello e, secondo alcune fonti (sicuramente da approfondire) già sinagoga.
Ed è proprio questa ipotesi storica che è stato motivo di contrasto tra accompagnatori e il parroco della chiesa che non riconoscendo queste fonti, nega in maniera assoluta la possibilità che il sito in passato fosse una sede religiosa ebraica e non consente alle guide di illustrare questa ipotesi e indicare le caratteristiche che l’accomunano alla struttura tipica di una sinagoga. Addirittura l’operato di chi gestisce il sito è stato caratterizzato da varie forme di ostruzionismo: tenendo chiusa la porta d’ingresso, mettendo corde al passaggio e anche con l’affissione di un avviso riportante la negazione dell’ipotesi di sinagoga. Insomma la Chiesa è inibita alla visita sia a chi, esercitando il proprio diritto alla professione, vorrebbe poter liberamente esprimere la propria ipotesi (tra l’altro supportata da ricerche e documenti) nonché a quanti in quel sito vorrebbero poter eventualmente individuare tracce e testimonianze ebraiche.
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Ad avvalorare l’ipotesi non accettata dal parroco, oltre alla stranezza dell’ubicazione di una chiesa all’interno di un quartiero giudaico, vi sono varie testimonianze, atti di convegni, pubblicazioni di illustri studiosi e anche un documento del 22 gennaio 1496: un atto di donazione firmato dal notaio Vallone che conferma la preesistenza della sinagoga alla chiesa di San Giovanni. Ed infine alcune caratteristiche dell’edificio tipiche di una sinagoga.
Inoltre, pare che ci siano iniziative di rappresentanti e studiosi della comunità ebraica che da tempo studiano il sito e seguono la vicenda, volte ad intervenire presso l’arcivescovo di Siracusa in modo da ottenere un atteggiamento non ostativo.
Insomma, al di là di dove stia la ragione e l’attendibilità, non giova certo a nessuno né tantomeno alla verità che il sito venga inibito alla visita e alla libera illustrazione e spiegazione. Così come a tutti appare ovvio che non si può pensare di imporre il proprio pensiero negando e impedendo quello degli altri. Piuttosto ci sembra che atteggiamenti di tolleranza, collaborazione e confronto possano sicuramente fornire elementi utili alla conoscenza, all’informazione e alla libera fruizione di siti storici e culturali, siano essi cristiani o ebraici.
Nelle more che i ricercatori, gli studiosi e gli atti ci forniscano obiettivi e reali riscontri fugando ogni eventuale dubbia interpretazione, ci aspettiamo una sollecita riapertura del sito con la libera illustrazione e spiegazione degli addetti ai lavori (fino a prova contraria).

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