A Siracusa l’Europa dialoga con i cittadini: “Non siete soli”

Frans Timmermans: “Non c’è giustificazione per il razzismo, i populismi e i regionalismi vanno combattuti, dobbiamo aiutare gli africani nella loro terra con forti investimenti, dobbiamo credere nei valori di questa Europa, l’Italia non è sola nell’accoglienza”

[Salvo La Delfa] Un ottimo esempio di democrazia è stato quello che si è consumato ieri a Siracusa. Un esempio che dovrebbe essere una “best practice” da utilizzare anche da politici ed amministratori locali che spesso si sottraggono alle loro responsabilità eludendo o dribblando le domande non solo dei cittadini ma anche dei giornalisti.

Il Primo vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans ha dato risposta alle tante domande che sono state poste durante l’incontro aperto che si è svolto nella splendida cornice di Piazza Duomo per parlare di “Futuro dell’Europa e crisi migratoria”.

Sono in tanti a partecipare. Vengono da ogni parte della Sicilia e della Calabria ed ognuno ha chiarimenti, domande da porre, suggerimenti da dare. Come precisa subito la giornalista Angela Caponnetto di Rai News, che modera l’incontro, lo scopo dei “dialoghi” è di avvicinare i cittadini europei al processo decisionale, creando momenti di scambio e confronto per comprendere i bisogni e conoscere le aspettative.

Franciscus Cornelis Gerardus Maria “Frans” Timmermans è olandese, ha 56 anni, è nato a Maastricht, e dopo la laurea in letteratura francese ha intrapreso l’attività politica che l’ha portato a diventare deputato al Parlamento olandese e poi ad avere diversi incarichi all’interno del Parlamento Europeo. E’ cattolico e padre di quattro figli. Un uomo sorridente, che da quanto visto ieri, è ottimista che crede nei valori di una Europa unita, pur conscio dei tanti problemi che l’affliggono. Conosce un italiano forbito pur pronunciandolo con l’accento olandese. Per circa un’ora e mezzo tiene bene il confronto con i cittadini anche se diverse volte annaspa, è titubante all’incalzare delle domande e delle richieste di chiarimento.

Dopo i saluti  dell’assessore regionale Bruno Marziano, tocca al vicesindaco Francesco Italia: “L’Europa possiede dei fantasmi che sono i populismi e i regionalismi. Dobbiamo respirare i valori della carta europea, l’uguaglianza, l’integrazione e la pace. Senza integrazione non può esistere futuro. I valori dell’Europa vanno mantenuti, non c’è una alternativa”

Frans Timmermans: “Noi europei siamo capaci di solidarietà e di amore ma anche di guerra e di paura. Siamo in un momento che dobbiamo fare una scelta. Mettiamoci nei panni dei genitori che hanno messo i loro figli, i loro bambini, sulla barca che è approdata oggi a Palermo. Pensiamo per un attimo se fossero stati i nostri bambini. Se non siamo capaci di vedere con gli occhi degli altri non siamo più esseri umani. Ho incontrato tante persone oggi a Siracusa ma nessuno mi ha detto che bisogna fermarsi ad ospitare i migranti. Qui l’accoglienza funziona bene ed io farò del mio meglio a Bruxelles per portare avanti le esigenze di questa terra”.

Perché non aiutarli in Africa?

“La soluzione strutturale sarebbe quella, dare loro ottimismo per evitare che vengano in Europa. Sarebbero necessari degli investimenti in Africa ed uno sforzo supplementare. Per fare ciò c’è bisogno di soldi. I Paesi europei riescono a mettere sul tavolo solo tre o quattro miliardi di euro ma ci vorrebbero centinaia di miliardi”.

Solo questa terra e questa provincia stanno affrontando l’immigrazione, l’Italia è sola

“Sono costantemente in contatto con l’Italia. La marina italiana sta facendo un lavoro enorme, proteggiamo le frontiere esterne meglio di prima. Non posso dire che l’Italia è sola, ma posso affermareche la solidarietà non proviene da tutti i Paesi Europei. L’Europa è una comunità di valori e deve accettare di essere tutti solidali quando c’è un problema. L’Europa è una comunità di valori”.

Gli sbarchi dalla Libia si sono ridotti da 23 mila a 11 mila ma questa riduzione, frutto degli accordi con i libici, ha portato al riempimento delle carceri libiche dove i migranti vivono in condizioni disumane. In Cecenia ci sono campi di concentramento per omosessuali.

“Chi afferma di non trattare con la Libia ha l’obbligo di fare almeno un’altra proposta per risolvere il problema. Noi dobbiamo trattare con la Libia perché in caso contrario arriverebbero dalla Libia tantissime persone. Il nostro impegno è quello di permettere che le associazioni non governative possano ritornare in Libia per verificare la situazione e per creare condizioni di vita migliori per i migranti. Quello che accade adesso in Libia è sicuramente inaccettabile. Con la Russia è in atto un sistema di boicottaggio, le relazioni tra UE e Russia non sono buoni. Abbiamo più volte criticato la Russia per l’atteggiamento che ha con gli omosessuali”.

Lei è un uomo solo, impegnato e ci crede, ma L’Europa finge di occuparsi dell’accoglienza e nei fatti non fa niente. La stessa Europa che accoglie è quella che fornisce armi in Africa, e non porta cibo. Nessun intervento mirato per aiutare gli africani nei loro luoghi.

“In Europa ci sono tante cose che non vanno bene. C’è tanta gente da convincere, tanta paura che aiuta i nazionalismi e i populismi estremi. Abbiamo paura di ciò che non conosciamo e ci sono politici che alimentano la paura. La paura sente solo se stessa. Possiamo convincere la gente solo con l’esempio. Ci sono tante cose che non vanno ma tante altre che vanno bene”.

Tutti i musulmani sono considerati integralisti perché c’è una stampa che lancia messaggi di questo tipo. Sono questi messaggi sbagliati che ricevono i nostri giovani. Cosa sta facendo l’Unione europea per far terminare questo terrorismo della parola?

“Noi abbiamo bisogno di stabilire degli accordi con i musulmani che non vogliono gli integralismi. Il terrorismo non può mettere a disagio un miliardo e trecento milioni di fedeli musulmani. Gli integralisti sono una minima parte e devono essere isolati. L’Unione Europea sta lavorando contro “Hate Speech”, i messaggi di odio che passano sulla stampa. Ci sono iniziative per evitare che ciò accada”.

Gli europei sono venuti nella nostra Africa e con il colonialismo si è preso le nostre ricchezze. Noi siamo diventati poveri e siamo stati costretti a migrare in Europa, perdendo quel poco che avevamo e perdendo i nostri cari nel tragitto. Arrivati in Europa siamo stati insultati con messaggi di odio nei nostri confronti.

“Ci dispiace per la tua disavventura. Capiamo che significa perdere la propria famiglia e rimanere soli. Il razzismo è una creazione degli uomini. Non esiste e non c’è scusa per il razzismo. E’ vero quello che hai detto tu sul colonialismo ma è anche vero che i politici africani si sono dimostrati incapace di amministrare bene non utilizzando i soldi per far crescere la società ma accumulando ricchezze per il proprio conto”.

I minori non accompagnati rimangono quasi tutti in Sicilia. Per noi gestirli non è semplice. Cosa fa l’Europa?

“Bisogna intervenire in questo campo”.

Chiude l’incontro con l’auspicio di diminuire la paura che si sente in Europa integrando ancora il popolo europeo e sconfiggendo in questo modo i nazionalismi e i regionalismi.

“Dobbiamo creare una società che dialoghi. In molti Paesi Europei ci sono ancora differenze di classe: i ricchi diventano più ricchi e i poveri ancora più poveri. Abbiamo in corso la quarta rivoluzione industriale, ogni rivoluzione ha visto cambiamenti importanti della società e noi ora stiamo assistendo a cambiamenti epocali. Dobbiamo stare attenti: il mondo è grande e l’Europa diventa sempre più piccola”.

 

 

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