Molte amministrazioni hanno risposto solo dopo mesi. Ad aprile, per esempio, “Melilli era ancora inadempiente”. “Si è riscontrata, a tutti i livelli amministrativi, l’assenza di regolari metodologie e di procedure di rilevazione”
La Civetta di Minerva, 6 ottobre 2017
Inizi difficili quelli dell’Ufficio Speciale per la differenziata voluto dalla Presidenza della Regione Sicilia. Si è partiti dall’anno zero non solo nei rapporti con i Comuni ma già per mettere ordine e riorganizzare a livello regionale un sistema di monitoraggio del tutto inefficace. La preesistente piattaforma web di rilevazione dati per un verso non era aggiornata, per l’altro aveva raccolto, solo per i primi sei mesi del 2016, le informazioni provenienti da pochissimi comuni, dati per di più disarmonici e incompleti: del tutto assenti per esempio quelli sulla tipologia del servizio di raccolta comunale (indifferenziata a cassonetto, differenziata a cassonetto, porta a porta, etc.) e/o sugli affidamenti del servizio agli operatori economici.
Primo impegno dell’ingegnere Salvo Cocina quindi quello di rendere più funzionale la piattaforma per poi aprire il fronte con i Comuni: “L’Ufficio ha subito riscontrato una scarsissima risposta dei comuni ed ha avviato conseguentemente una puntuale e continua azione di sollecito anche per le vie brevi e via mail. Molti comuni non hanno risposto se non dopo mesi e molti altri hanno rappresentato grandi difficoltà per il reperimento dei dati da noi richiesti a causa dell’insussistenza di procedure e di precedenti. Ciò specialmente per i comuni il cui servizio è svolto dall’ATO in liquidazione tramite i Commissari. Si è riscontrata, a tutti i livelli amministrativi, l’assenza di regolari metodologie e di procedure di rilevazione dati e monitoraggio per la mancanza sia di direttive e controlli, come di una corretta prassi gestionale, sia di personale incaricato a questi compiti. D’altra parte molti Comuni riescono a malapena ad assicurare il servizio “levando la spazzatura dalla strada” ma non sono in grado di garantire soddisfacenti livelli di raccolta differenziata e non hanno regolare contezza delle varie quantità dei rifiuti prodotti per codice merceologico”.
L’ufficio ha così dovuto fare i conti con i forti ritardi con cui i Comuni hanno provveduto all’immissione dei dati necessari al monitoraggio e ad aprile di quest’anno nella provincia di Siracusa risultava ancora inadempiente il comune di Melilli mentre Portopalo aveva presentato dati incompleti. Quindi non è stato raro il caso di segnalazioni all’autorità giudiziaria e di note di sollecito e diffida da parte dell’Ufficio Speciale pur di raggiungere il primo obiettivo imposto ai Comuni per smuovere una situazione ormai incancrenita: l’incremento dell’1% per ogni mese, da giugno a novembre 2016, rispetto ai valori percentuali ufficiali registrati dall’Ispra nel 2015.
“Anche se singoli comuni, specialmente quelli più grandi e i capoluoghi, non sono riusciti pienamente nella crescita mensile fissata, la regione siciliana, nel suo complesso di 390 comuni, ha ottemperato a queste disposizioni. E risulta anche di molto migliorata, rispetto al 2016, la situazione di immissione dati… questo dopo centinaia di mail di sollecito e decine di note di formale diffida al caricamento corretto dei dati. L’Ufficio inoltre si è dotato di una nuova piattaforma web e ormai almeno il 95% dei comuni è in grado di inserire i dati necessari al rilevamento sebbene ancora si registrino mancanze e imperfezioni che costringono l’Ufficio a un ulteriore lavoro di verifica. C’è attualmente un ritardo di 4 mesi nelle procedure di registrazione e quindi il risultato non può dirsi soddisfacente”.
E se ormai il 90% dei Comuni ha predisposto i Piani per la raccolta differenziata, e non tutti hanno però indicato l’obiettivo prescritto del 65%, il vero problema è se siano in grado di metterli in atto: a volte ci si imbatte in difetti di piano a volte in carenza nell’esecuzione semmai perché la società che ha in appalto il servizio ha insufficienti risorse umane o attrezzature inadeguate. E poi c’è l’altra componente fondamentale per la buona riuscita del piano: i cittadini, riottosi alla partecipazione responsabile o incapaci di conferire i rifiuti in maniera corretta e ordinata. Da diffondere quindi l’istituzione degli ispettori ambientali, presenti in una decina di comuni tra cui Siracusa, che svolgono un ruolo non solo di accertamento delle violazioni (le sanzioni sono di esclusiva competenza della polizia municipale) ma soprattutto di tutoraggio e supporto per la cittadinanza. E ancora da adottare una politica, seria, di sgravi fiscali e una congrua presenza sul territorio di centri comunali di raccolta.
“Inoltre – chiarisce ancora Cocina – per una completezza e verificabilità dei dati registrati, sarebbe anche opportuno incrociare i numeri della raccolta differenziata con quelli relativi alla quantità del rifiuto urbano indifferenziato smaltito nelle discariche, e in questa direzione è andata una mia specifica richiesta alla presidenza regionaleˮ.

Commenti recenti