Sul parabrezza dell’auto, un proiettile e un foglio con su scritto: “Se non ti calmi questa è per te o per tuo figlio”. Operante negli uffici di Siracusa e Noto per il rilascio dell’invalidità civile, la minaccia “è certo legata alla mia attività professionale”
La Civetta di Minerva, 22 settembre 2017
Intimidazione malavitosa al dottor Eugenio Bonomo, medico legale dell’Asp. Non è la prima volta che il professionista di Melilli subisce minacce simili: una sera del 1994 tre uomini lo hanno aspettato nell’area condominiale della sua abitazione per invitarlo ad essere “più elastico” nel riconoscere il diritto alla pensione di invalidità; e, a distanza di qualche mese, due individui su una motocicletta, casco a travisare il volto, lo hanno affiancato, mentre era fermo a un semaforo, per augurargli provocatoriamente “buon lavoro”.
Per due volte gli è stata rubata l’autovettura sotto casa e la terza volta quella comprata di seconda mano è stata gravemente danneggiata. Più recentemente, ancora per quattro volte, ha trovato segni profondi, tracciati con un chiodo, sulla carrozzeria della propria automobile, parcheggiata sotto la sede dell’Inps: una perseveranza che lo ha indotto a non ricorrere più all’intervento del carrozziere. In passato erano poi stati recapitati in vario modo altri messaggi minacciosi come per esempio il disegno di due bare, una con il suo nome e l’altra col nome del dirigente del centro medico legale di Siracusa, insieme ad avvertimenti in classico stile mafioso.
Questa volta sul parabrezza della sua auto ha trovato un proiettile calibro 7,62, come quelle in uso per i fucili da guerra della Nato, vicino a un foglio bianco dispiegato che conteneva minacce di morte anche nei confronti del figlio. “Certo, ho reagito male… un tremito violento, non per paura bensì per rabbia di fronte a tanta vigliaccheria”, ha detto Bonomo.
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Il medico ha subito chiamato i carabinieri che hanno fatto i rilievi del caso e messo in luce il messaggio, scritto in maiuscole a stampatello: “Dottore se non ti calmi questa è per te o per tuo figlio. Ora l’ai capito o ancora no”. Sia lui che i militi si sono ben guardati dal toccare il foglio con quel messaggio sgrammaticato (forse a bella posta per sviare i sospetti). Immediatamente, infatti, si è richiesto l’intervento del nucleo specializzato a rilevare le impronte digitali: “Affinché il cerchio si chiuda presto”, commenta Bonomo. Ma a cosa addebitare tanto odio? “Sicuramente alla mia attività professionale. Al vaglio delle forze dell’ordine sono diverse ipotesi. Sono sicuro che tutto si chiarirà quanto prima”.
Altro atto di minaccia nei confronti del cantante siracusano folk Aurelio Caliri: sulla sua auto ha trovato un caricatore di mitra, che parlava più di mille parole. Considerata la sua attività, al momento le motivazioni sono inspiegabili. Un paio di settimane fa, peraltro, lo scoppio di una bomba carta in via Tisia è stato avvertito in larga parte dei quartieri alti di Siracusa. L’intimidazione stavolta è stata diretta nei confronti di Carlo Gradenigo, titolare del pub Hmora. Pochi i danni ma lo scoppio ha provocato tensione e paura.
La mafia torna a farsi sentire prepotente nella nostra città, colpendo con spavalderia persone che fanno il loro dovere o esercenti coraggiosi e innovativi che, con le loro iniziative, danno lustro a Siracusa. Bene ha fatto il Comune a manifestare immediatamente lo sdegno popolare e la ferma intenzione di fare quadrato attorno alle persone minacciate. Va anche lodata la decisione di Gradenigo di metter mano da subito alla riparazione dei danni arrecati al suo pub, con ciò manifestando la resistenza civile ai tentativi di sopraffazione.
La Civetta ha qualche motivo in più nel dare solidarietà a questi uomini. Eugenio Bonomo e Carlo Gradenigo sono stati collaboratori del giornale. Con Gradenigo abbiamo condotto l’inchiesta sulla Pillirina documentando i viaggi a Siracusa del marchese di Cuneo, i contatti con i proprietari dei terreni, i mediatori, gli incontri ai massimi livelli. Bonomo ha scritto per la Civetta l’inchiesta sul rigassificatore della Ionio Gas, attivando i movimenti spontanei di Priolo e Melilli. Aurelio Caliri, valido pittore e scrittore, strumentista e cantante, ha in varie occasioni manifestato solidarietà al giornale. Li conosciamo come intellettuali, ecologisti, difensori pugnaci di quel che resta della bellezza del nostro territorio.
Uniamo a quella di tante associazioni siracusane la nostra solidarietà attiva e operosa nei confronti delle persone minacciate, invitando le forze dell’ordine a mobilitare i loro reparti per bloccare sul nascere questo rigurgito di fango. Siracusa ha bisogno di legalità.

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