Cos’è cambiato dallo scandalo di gettonopoli? Ci sono meno sedute e un risparmio di 1,2 milioni. Ma i resoconti dei lavori in tantissimi casi non ci sono e alcuni sono “illeggibili perché scritti a mano”
La Civetta di Minerva, 30 giugno 2017
Manca un anno dal rinnovo degli organismi dell’amministrazione comunale e si scaldano i motori per la grande competizione. Sicuramente con un’accelerazione prevedibile subito dopo l’estate, c’è da attendersi un redde rationem per la Giunta Garozzo: analisi e bilanci piomberanno da ogni parte e perché il quadro sia il più oggettivo possibile, ci si augura che gli attuali amministratori siano in grado di controbattere punto per punto alle innumerevoli critiche che piomberanno su di loro, contrapponendo, se potranno, dati oggettivi a contestazioni a volte fondate a volte meno o per nulla.
I cahiers de doléances sono irrinunciabili presenze nel gioco democratico. E che ben vengano.
In questo contesto il M5S continua la sua lenta e pervicace opera nell’affrontare, settore dopo settore, tutti gli aspetti della pubblica amministrazione con quello stile che gli è proprio: gruppi di attivisti organizzati secondo schemi ormai collaudati, settimane di lavoro nella ricerca di dati e documenti, analisi degli stessi, e resoconto ai propri seguaci e non.
Ad essere sotto la lente di ingrandimento, ancora una volta, i lavori delle commissioni consiliari e soprattutto la trasparenza degli atti amministrativi.
Si parte dai riscontri positivi.
Il numero delle commissioni è diminuito: il nuovo regolamento, a cui si lavorava dal luglio 2014, sull’onda lunga di gettonopoli e della cosiddetta antipolitica, è stata varato nel marzo 2015, con importanti novità. Da 8 a 5 le Commissioni formate da 16 componenti e riorganizzate a livello di competenze; corresponsione del gettone di presenza a seduta e non riconosciuta nel caso di sedute nulle per mancanza del numero legale, sia in apertura che successivamente alla sospensione di un’ora; partecipazione di ogni consigliere a non più di due commissioni (salvo una specifica eccezione che consente la titolarità fino a 3 commissioni); snellimento delle procedure; convocazione preferibilmente di mattina.
Da qui i risparmi registrati in due anni. Rispetto al 2014 il costo dei gettoni di presenza si riduce del 60% e i rimborsi ai datori di lavoro per i consiglieri assunti nelle ditte private del 70%, l’effetto delle indagini della Procura con il rinvio a giudizio di alcuni consiglieri e relativi imprenditori. Costante il calo del numero delle riunioni: dalle 1201 del 2014, alle 478 del 2015 e alle 254 del 2016. Così, solo per queste due voci, rispetto al 2012, il risparmio nel 2016 è stato di un milione 225 mila euro.
Ma restano le ombre, secondo il M5S che si è chiesto se le residue 254 riunioni delle commissioni siano servite a qualcosa. La risposta fornita non è potuta essere che parziale data l’assenza delle “pezze d’appoggio”. “Nonostante la legge regionale 11/2015 obblighi i Comuni a predisporre nei propri siti internet una sezione dedicata ai consigli comunali e alle singole commissioni per inserirne ordini del giorno, verbali, orari di inizio e di fine delle riunioni – lamentano gli attivisti -, quello di Siracusa non ha ottemperato in pieno alla legge. Solo parte dei verbali sono stati pubblicati, alcuni per altro illeggibili perché scritti a mano.
Si passa dal buon esempio della prima commissione – lavori pubblici/urbanistica/ecc (48 su 53) al pessimo comportamento della quarta commissione – personale/polizia municipale/sport ecc, che nel 2016 ha pubblicato solo 11 verbali su 108. Mentre la seconda commissione – servizi sociali/ spettacolo/scuola ecc, a causa degli scandali che hanno visto protagonisti diversi consiglieri, praticamente è rimasta bloccata per quasi tutto il 2016, portando addirittura alcuni consiglieri a chiederne lo scioglimento”.
E ad abundantiam vanno qui ricordate le recentissime dimissioni, il 21 scorso, proprio dalla prima commissione, della consigliera del PD Stefania Salvo: “una commissione assolutamente incapace di incidere sull’attività amministrativa e di essere propositiva. Troppi gli argomenti rimasti irrisolti: dal porto di Siracusa alla manutenzione delle scuole, dalle zone balneari abbandonate a se stesse all’incuria del cimitero”; cimitero le cui foto, il 20, su face book – pavimenti ricoperti di sangue o altra sostanza proprio come un macello – hanno scatenato una forte indignazione da parte di tutti.
Quindi, per tornare ai 5Stelle, poco, o non sufficientemente, avrebbe fatto l’amministrazione di Siracusa per rendere trasparente la propria attività, per riavvicinare i cittadini all’istituzione che meglio dovrebbe rappresentare le loro istanze con l’obiettivo di una diversa e più consapevole partecipazione alla vita pubblica.
“Oggi – ha evidenziato il gruppo MeetUp – attraverso la rete è possibile raggiungere e garantire la massima pubblicità di ogni atto e questo può stimolare gli amministratori di oggi e di domani a una gestione più oculata, responsabile e trasparente della “cosa pubblica”, rendendo al tempo stesso i cittadini più partecipi nelle scelte amministrative e nel controllo dell’attuazione e dell’efficienza dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione. Esiste una piattaforma web open source (GitHub) denominata Open Municipio che usa i dati politico-amministrativi ufficiali del comune per offrire alla cittadinanza servizi di informazione e monitoraggio sulle attività di sindaco, giunta e consiglio in tempo reale, servizi grazie ai quali è possibile incentivare la partecipazione attiva. Ad un anno dalla scadenza del mandato, auspichiamo che il Sindaco Garozzo faccia qualcosa di concreto sul tema della trasparenza e della partecipazione, così da non essere ricordato solo come il Sindaco della città degli scandali e delle indagini”.

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