Com. di gestione sistema portuale, il chiacchiericcio impazza

La corruzione e le nomine strategiche: ipotesi di studio sulla scelta dei componenti. Ad Augusta, tra i bene informati, si sussurra di patti e contropatti

 

La Civetta di Minerva, 16 giugno 2017

La corruzione è il problema centrale del nostro tempo. Se non si batte, i territori saranno sempre ostaggio della malacarne. Difronte ad essa non valgono le ideologie, si infrangono gli schieramenti, si piegano le volontà popolari messe in mano agli eletti che dovrebbero operare sulla base degli interessi che rappresentano.

Quando si pensa alla corruzione l’idea va alle mazzette, fasci di soldi arrotolati dentro un barattolo o dentro una scatola di cioccolatini, come ci hanno raccontato i film sull’argomento, assimilando l’idea della corruzione a un atto di prevaricazione rispetto alle norme fatto da chi se ne impipa delle regole. Ma questo è solo un tipo di corruzione, tutto sommato classica, meno complessa, che a volte si riesce a scovare seguendo il denaro, la modifica del tenore di vita del corrotto e così via; poi c’è la corruzione subdola, quella che si usa per sveltire le pratiche per un atto dovuto, per evitare ritardi e lungaggini: spesso si ungono le ruote dell’apparato attraverso politici e/o funzionari e il sistema funziona come un orologio; quello che un povero cristo attende per mesi in un logorio bilanciato da rinvii, incertezze, lentezze di uffici indolenti, ad un tratto diventa rapido e tempestivo.

Infine c’è un altro tipo di corruzione, ancora più infame e più difficile da provare e quindi da perseguire, ma che resta, spesso, nella consapevolezza delle persone che ti vivono accanto, ed è quella che si pratica garantendo benefit futuri e formalmente ineccepibili come avanzamenti di carriera, promozioni e ruoli dirigenziali o candidature in collegi sicuri o in posizioni utili, grazie alla quale i poteri discrezionali non seguono le naturali logiche per cui sono state pensate ma sono utilizzate per garantirsi vantaggi di vario tipo (presenti o futuri) in barba alla finalità per cui questa discrezionalità è stata concepita.

Faccio un esempio, assolutamente astratto e privo di qualunque realtà, così per essere più chiaro. Se il leader nazionale di un partito volesse piazzare ad Augusta nel comitato di gestione dell’ADSP qualcuno che gli interessi per non so quali motivi, potrebbe concertare con il governatore, ove accetti, di ottenere la nomina richiesta in cambio di un sostegno alle sue speranze di ricandidatura, oppure un guru del M5S che deve piazzare qualche amico genovese nel sistema portuale augustano per non so quale motivo potrebbe chiedere al sindaco di segnalare costui in rappresentanza del comune stesso garantendo, ad esempio, una candidatura in qualche camera, in posizione adeguata, come contropartita ad una operazione difficilmente sostenibile sul territorio, oppure ancora il capo del governo potrebbe concertare con un sindaco potente nel territorio analogo misfatto.

Come si comprende, saremmo in presenza di corruzione delle coscienze, che non so se è configurabile nel nostro codice penale come reato ma comunque di corruzione si tratterebbe. Ora, sicuramente, nulla di tutto ciò è in corso nel nostro territorio; purtuttavia in questi giorni, in cui si attende la nomina del comitato di gestione dell’autorità portuale, il chiacchiericcio impazza, nei conventicoli bene informati si sussurra di patti e contropatti, di promesse e impegni. Così si favoleggia che i futuri nominati vengano patteggiati a suon di promesse che vedrebbero oscuri neo politicanti garantiti verso lidi parlamentari, riscattando così una condizione economica modesta con un lauto stipendio con annessa pensione, oppure di giovani rampolli da promuovere ad esperti a tutela di gruppi imprenditoriali o ancora di persone estranee al territorio catapultati in questa landa desolata perché amici del capo a cui garantire supporti elettorali altrove.

E’ incredibile quante se ne sentono, c’è da restare basiti; certo presto avremo risposte dalle scelte che saranno fatte, si capirà se dietro ci saranno criteri anche non condivisibili, ma criteri logici, oppure si confermerà il detto andreottiano…

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