Catania ed Augusta: obiettivi da costruire speriamo senza prevaricazioni e con uno sguardo al futuro. Il presidente Annunziata sembra contrario a utilizzare risorse pregresse per impegni di spesa fuori dal porto megarese e ciò fuga sospetti e cattiverie
La Civetta di Minerva, 30 giugno 2017
E’ da tempo che assistiamo da parte del giornale etneo ad una vera e propria campagna per affermare l’idea che Catania sia la naturale sede dell’autorità di sistema poiché è più dinamica, il suo porto ha registrato una significativa crescita etc etc… ; ora, è legittima ogni azione di valorizzazione e di promozione pubblicitaria a condizione che essa non sia svolta enfatizzando o, peggio, alterando i dati oggettivi e la naturale realtà dei fatti. Cosa che non è, finora, accaduta. Né può pensarsi di drogare il ruolo del Sindaco di Catania nella gestione dell’autorità di sistema per condizionarne le scelte e aggredirne le risorse poiché, da quest’ultimo punto di vista, sembra che il nuovo presidente non intenda consentire l’utilizzo delle risorse pregresse e non utilizzare ad Augusta per impegni di spesa fuori dal porto megarese… il che è buona cosa perché sgombra il campo da sospetti e cattiverie. Nel nuovo sistema i flussi finanziari che in futuro saranno prodotti andranno in una cassa comune, ma saranno generati in quantità diversa dai due porti e dovrà essere chiaro che nell’impiego delle risorse dovrà rispettarsi un minimo di proporzionalità altrimenti lo stupro sarebbe provato.
Nessuno pretende che i fondi europei e/o statali e regionali disponibili per investimenti su Catania siano dirottati ad Augusta e, quindi, non potrà accadere il viceversa; dunque aspettiamo l’insediamento della governance dell’ADSP per verificare cosa accadrà; conseguentemente, valuteremo sui fatti e verificheremo in concreto le dichiarazioni del nuovo Presidente ascoltando le linee guida che intenderà seguire per utilizzare la cassa e le risorse europee, presenti e future.
In questi giorni l’azione promozionale del giornale catanese si è fatta più intensa, Bianco discetta su portualità e trasporti enfatizzando a dismisura piccoli riconoscimenti che, a suo dire, confermano la grande vocazione eccetera eccetera, promette di parlare con il Presidente della Port autority della nuova opportunità offerta dalle ZES recentemente varate dal governo (nelle Zone economiche speciali sono previste procedure molto semplificate) per Catania.
Il decreto governativo varato dal CDM definisce la cornice normativa per le Zone economiche speciali, che potranno però essere individuate solo dopo il via libera ufficiale della Ue e in seguito alle proposte che faranno le singole Regioni. All’interno delle Zes, che dovranno contenere almeno un’area portuale, si prevedono procedure amministrative e di accesso alle infrastrutture semplificate, da affidare a un unico soggetto gestore. Nessuno si meraviglia che Bianco cerchi visibilità e protagonismo utilizzando l’unico strumento di sviluppo economico oggi disponibile: lo sviluppo della portualità, specie a fronte del silenzio assoluto del sindaco di Augusta e delle forze politiche del siracusano in ordine alle nuove opportunità che si delineano all’orizzonte. Ma sarebbe opportuna un po’ di misura e di rispetto per i fratelli (politicamente parlando) minori per non esasperare ancor di più l’irritazione e la frustrazione del cugini siracusani/megaresi per l’oltraggio subito.
In ogni caso oltre alle manie di protagonismo, il vero problema sul tappeto risiede nella grande quantità di risorse impegnate e non utilizzate a causa di una quantità notevole di sequestri, indagini in corso e provvedimenti giudiziari che, di fatto, al di là della volontà dei singoli attori, rischiano di far evaporare le risorse economiche disponibili perché l’UE è poco propensa a valutare tutte questo coacervo di vicende e potrebbe ritirare le somme stanziate, contribuendo a vanificare speranze di rilancio e protagonismi di piccoli uomini che non riescono a vedere oltre il proprio naso.
Queste chiacchiere sulla stampa isolana rendono più angosciante il risultato di un report sui porti italiani presentato da un centro studi collegato ad Intesa Sanpaolo il quale rileva che i porti meridionali sono in forte ritardo rispetto allo sviluppo degli scali del Marocco e di Malta, e quindi rischiano di restare fuori dagli investimenti cinesi e che spetta a Regione e Autorità portuali attivare senza ritardi, nè sprechi, le misure del decreto Sud.
La Sicilia in questo scenario è ancora assente ed ha performance ancora insufficienti nonostante da Augusta nel 2016 siano passate 27 milioni di tonnellate di merci (+3% sul 2015), da Messina-Milazzo 23 milioni (-1,7%) mentre nei due scali che vorrebbero governare i traffici deli’ Isola si hanno posizioni residuali: 8 milioni Catania (+4,3%) e 7 milioni Palermo-Termini (-6%). Le nuove alleanze su cui sta lavorando la Cina riguardano, fra i porti core, solo Genova, La Spezia e Gioia Tauro. Gli economisti del Srm rilevano che «l’Italia deve essere pronta ad attrarre questi investimenti», ma questa indicazione, nell’attenzione dei nostri decisori politici, sembra assente.
Intanto sulla “querelle” della nomina del comitato di gestione delle ADSP si registra lo sblocco delle nomine, rispetto alle quali mi sento di esprimere due valutazioni positive e due negative. Le valutazioni negative: entrambe le nomine, quella proposta dal Governatore Crocetta e quella avanzata dal Sindaco di Augusta sembrano inadeguate, seppure con diverso grado di inadeguatezza, al disposto normativo e a un ipotetico conflitto di interessi trattandosi di operatori/fornitori portuali che potrebbero essere influenzati dai propri interessi in talune questioni specifiche che implichino refluenze nel proprio lavoro; la soddisfazione espressa da Assoporto sulle nomine non è dirimente in ordine alla qualità delle designazioni, poiché l’essere associati ad una organizzazione di categoria non è condizione né necessaria né sufficiente a qualificarle. Le valutazioni positive: trattasi di due giovani, non di primo pelo, che potranno capitalizzare questa esperienza, qualora positiva, nel proprio curriculum umano e professionale e conseguentemente nelle professionalità cittadine , e la loro natura di Augustani (il che non garantisce nulla, viste le pregresse esperienze) che, almeno in linea teorica, dovrebbe garantirci una attenzione adeguata agli interessi della città.
Ciò premesso attendiamo l’intero board alla prova dei fatti, riservandoci, per quello che vale, un giudizio più approfondito nel tempo man mano che le scelte, qualora rese pubbliche, si manifesteranno. Poco ci sentiamo di dire su Giuseppe Gulizia indicato dal Sindaco di Catania perché a noi ignoto, anche se stando al suo curriculum sembra molto più vicino ai requisiti previsti dalle norme ed adeguatamente supportato da esperienze concrete molto qualificate.
Sullo sviluppo del GNL nei trasporti marittimi si sta procedendo a grandi passi e sono sempre più gli armatori che si preparano al cambiamento. In merito va segnalato che la Caronte & Tourist ha dichiarato: “Nei prossimi 10 anni investiremo 200 milioni per nuovi ferry a GNL” rinnovando la flotta con 10 traghetti ibridi, mentre Grimaldi studia le ‘navi a batteria’ per abbattere l’inquinamento nei porti, fatto, quest’ultimo, ancora lontano dall’attenzione dei nostri ambientalisti. All’estero la compagnia di navigazione di Honolulu Pasha Hawaii ha annunciato la costruzione di due nuove navi portacontainer a GNL.Le due unità, che saranno dotate di una velocità di navigazione di 23 nodi,funzioneranno esclusivamente a GNL, a partire fin dal primo giorno della loro entrata in servizio. La consegna della prima nave è prevista nel primo trimestre del 2020, e la seconda nel terzo trimestre dello stesso anno; le due portacontainer avranno una capacità complessiva di 2.525 TEU. Anche la Samsung Heavy Industries ha firmato un contratto – del valore approssimativo di circa 100 milioni di dollari – per costruire due metaniere di piccola taglia per conto della Korea Gas Corporation (KOGAS); entrambe della capacità di 7.500 metri cubi ciascuna e una delle due navi sarà dotata anche delle attrezzature per prestare servizi di bunkeraggio ship to ship del GNL. Le consegne delle due navi, sono previste rispettivamente nel secondo e terzo trimestre del 2019.Tra gli attuali progetti di SNG rientrano quelli relativi alla distribuzione del GNL nel porto di Oristano, in Sardegna, e per fornire il GNL alle aree della Scozia (Porto di Rosyth) non servite dalla rete esistente del gas. Come si vede il mondo continua a girare mentre da noi si gira solo sulla stampa..

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