La Ferla (Sulidarte): “La visita ai ronchi è stata un successo”

“Augustani con in mano la mappa alla scoperta di luoghi mai visitati”. David Lenaz, fotografo di moda: “Ho aggregato molte persone in un vicolo stretto, un simbolo”

 

La Civetta di Minerva, 16 giugno 2017

A distanza di circa due settimane dalla sua conclusione, non si riducono gli apprezzamenti per la “festa urbana” che l’associazione culturale “Sulidarte” di Augusta ha voluto organizzare, rinnovando il gusto degli augustani per le manifestazioni pubbliche con un appuntamento inconsueto che ha portato migliaia di persone a passeggiare tra spazi della città di solito ai margini. Con l’hashtag #immaginarioronchi, “Sulidarte” – come abbiamo scritto nel precedente numero del giornale – ha voluto far vivere nuovamente quella che per tanti anni è stata la cellula della socializzazione in città, proponendo una iniziativa che, mettendo al centro gli storici ronchi di Augusta, ha cambiato la percezione che la città ha di se stessa da un punto di vista urbanistico e non solo. Subito oltre quel reticolato regolare di strade dritte e lunghe che segnano il paesaggio urbano di Augusta, c’è un mondo quasi nascosto di vicoli e cortili, di giardini e case antiche, con il loro microcosmo di vita e quotidianità, la cui tranquillità è stata “travolta” per due giorni, il 27 e 28 del maggio scorso, da tantissimi cittadini desiderosi di scoprire angoli nascosti e condividere momenti di aggregazione.

Nelle intenzioni dell’organizzazione non c’è stato, ovviamente, solo il desiderio di trovare inusuali palcoscenici per consentire la piena manifestazione delle capacità artistiche dei propri componenti, ma il desiderio di mettere la città di fronte ad una nuova opportunità, partendo da “un momento di aggregazione e di condivisione degli spazi” per riuscire a “far vivere e comunicare la voglia di reinventarsi”. Tra lo stupore generale e la frenesia che ne ha guidato gli spostamenti tra un ronco e l’altro, gli augustani hanno ancora una volta accettato la sfida riprendendosi la città e facendo vivere le mostre, le performance, i concerti, gli spettacoli, di quel desiderio di condivisione che, seppur timidamente, appare sempre quando se ne presenta l’occasione.

“La manifestazione ha avuto un ottimo riscontro – spiega Elena La Ferla, presidente di Sulidarte – la gente ancora ne parla e quando ci incontra esprime il proprio apprezzamento. A parte un paio di eccezioni, l’accoglienza da parte dei residenti dei ronchi è stata bellissima, sono stati molto felici e collaborativi con noi che abbiamo passato giornate e nottate ad allestire gli spazi per l’evento. Tanti ci chiedono di proporre nuovamente una manifestazione simile e stiamo pensando all’idea di far diventare la “festa urbana” un appuntamento fisso, non proponendo però lo stesso tema ma esprimendo la nostra creatività attraverso la ricerca di una nuova idea da sviluppare. Credo che l’evento abbia centrato gli obiettivi che ci siamo posti, vista anche la grande affluenza e la soddisfazione della gente e la loro disponibilità a muoversi da una parte all’altra della città a piedi. Molti giravano con la mappa in mano alla scoperta di luoghi che mai avevano visitato”.

Quale scopo principale vi siete posti nel momento in cui avete immaginato questa prima edizione delle Festa?

“Come associazione volevamo che l’iniziativa non fosse fine a se stessa, ma potesse anche indicare delle strade percorribili, sia ai privati che all’amministrazione. Nei confronti dei privati che posseggono delle proprietà nei ronchi, vorremmo essere da stimolo perché queste vengano rivalutate, mentre vorremmo che l’Amministrazione comunale vigilasse sulla conservazione e la fruibilità di questi spazi, magari incoraggiandone la riqualificazione sulla base di esperienze già fatte con successo altrove, si veda l’esempio del “farm cultural park” di Favara che io prendo spesso come punto di riferimento. L’abbandono degli edifici in centro porta con sè diversi problemi di natura sanitaria e urbanistica, invece con strumenti quali le ordinanze che obblighino i proprietari al recupero e con incentivi di varia natura, si può riqualificare la città, creando così un indotto economico”.

Farm cultural park può essere un modello di sviluppo per il centro storico di Augusta?

“Certamente, ad Augusta non manca nulla per seguire questo modello, anzi la nostra città ha qualcosa in più rispetto a Favara. Basti pensare alle opportunità che la vicinanza al mare ci consente”.

Tra i tanti protagonisti della manifestazione vi è stato anche David Lenaz, fotografo di moda, augustano trapiantato a Milano ma sempre legato alla città. A pochi giorni dal ritorno da un set fotografico in Sud Africa per un noto brand dell’alta moda, David ha proposto alla città un evento che è stato quasi un flash mob.

“L’evento che ho voluto realizzare – racconta David Lenaz – riguardava l’idea di raccogliere 100 persone dentro ronco Marcello e scattare una foto che li vedesse uniti in uno spazio stretto.

La mia idea è stata quella di aggregare le persone, di metterle fisicamente insieme, in un’epoca, quella dei social, dove le persone si ritrovano in un gruppo virtuale ma non nella realtà. Così ho voluto metterli uno accanto all’altro ed ho voluto farlo qui ad Augusta riunendo la città in un vicolo per realizzare un progetto che si concludesse con una mia fotografia. Gli scatti realizzati saranno usati poi per il calendario di Sulidarte a fine anno. Sono felice dell’esito del progetto e spero che la città abbia recepito il messaggio che abbiamo voluto lanciare, cercando di stimolare l’aggregazione e il rapporto dei cittadini con l’ambiente urbano, così che si possa migliorare la vivibilità e magari promuovere la riqualificazione del centro storico. Questo evento, inoltre, ci ha permesso di allargare il nostro orizzonte, vivendo una festa di paese oltre i fuochi e le bancarelle”.

Tra i DJ augustani chiamati ad esibirsi in un lungo dj set nel ronco Maria e Gesù, vi era anche Luigi Lazzari in arte “Lazaru5”, componente con Davide Messina dei “Mastick lickers”, duo che ha pubblicato i propri lavori con etichette internazionali quali Warner e Sony music.

“A parte qualche problema di natura tecnica – confida Lazzari – superata con l’intervento di Andrea Impellizzeri, l’organizzazione del DJ set e dell’evento è stata ottima. Il mio dubbio era che la gente impegnata a muoversi da un ronco all’altro, potesse non soffermarsi su una esibizione di disk jockey, invece ho notato molta attenzione nei confronti della nostra proposta. Ero passato diverse volte davanti al ronco in cui ci siamo esibiti, ma non sono mai entrato temendo di invadere uno spazio altrui, invece siamo stati ben accolti dagli abitanti e gli stessi erano contenti che stessimo animando quello spazio. Chi è nato ad Augusta, anche se lavora e produce fuori, ha voglia di tornare ad esibirsi in città, per cui basta poco, anche un palcoscenico improvvisato, per trovare stimoli e dare il massimo”.

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