Dove sono i finanziamenti all’Autorità portuale di Augusta?

Non si sa più nulla del progetto di fare della rada il terminal europeo del trasporto via mare delle merci cinesi con prosecuzione via terra fino al centro Europa, inserito nel PRG e in alcune parti già finanziato. Che fine hanno fatto i 250 milioni per la bonifica dei fondali e altro?

La Civetta di Minerva, 16 giugno 2017

Ci risiamo! Per l’ennesima volta la Sicilia e in particolare il porto di Augusta vengono esclusi da un’importante opportunità di rilancio venutasi a proporre durante l’ultimo G7 che, per ironia della sorte, proprio nella nostra regione si è svolto. La proposta fatta dal Primo Ministro Gentiloni di riaprire la famosa “via della seta” non da un luogo reputato strategico come il porto di Augusta bensì da due porti come Genova e Trieste, porti che non consentono sviluppi come invece si potrebbero ottenere già solo mettendo in atto il progetto, datato 2011, proposto dal Presidente dell’Autorità Portuale di Augusta dott. Aldo Garozzo, come uno dei porti principali di arrivo merci via mare dall’oriente con prosecuzione via terra fino al centro Europa.

Di tale progetto, purtroppo, non se ne sa più nulla  nonostante sia tutt’ora riportato nel piano regolatore del porto di Augusta, in alcune parti già finanziato e con numerosi contatti già avviati con il governo cinese. L’aspetto che oggi maggiormente interessa conoscere è che fine hanno fatto i 250 milioni di euro, oltre alle previsioni di intervento sulla bonifica dei fondali, utili alla realizzazione della colmata e della nuova piattaforma nonché all’ammodernamento delle ferrovie per permettere una corretta e fattibile intermodalità. Tale progetto permetterebbe di collegare il mediterraneo con il Baltico via terra risparmiando circa 7 giorni rispetto all’alternativa via mare (vedi allegato).

Sarebbe interessante conoscere anche quanti e quali finanziamenti dei 47 miliardi di euro stanziati per i prossimi 15 anni ed annunciati dal primo ministro Gentiloni sono destinati a questo grande progetto di bonifiche e di operatività intermodale (un progetto Core ha precedenza nei finanziamenti europei) che il porto di Augusta è in grado, con i propri proventi, di cofinanziare come più volte affermato dall’ex presidente. Oppure dobbiamo limitare il nostro agire solo a livello di pensiero e pianificazione perché mancano poi le capacità realizzative?

Il porto di Catania, non pago di aver scippato ad Augusta la titolarità di Autorità di Sistema Portuale che le spettava e continuando non solo a non fare gioco di squadra ma pensando solo al suo personale tornaconto, vorrebbe sdoganare il fatto che entrare nella rete a livello comprensive possa essere un vantaggio non solo per se stesso ma per tutta la regione. E che dire allora di Siracusa che ha due porti nella rete TEN-T, quello cittadino a livello comprensive e quello di Augusta a livello Core?

Quindi cosa pensa di realizzare la nuova Autorità di Sistema Portuale? Che fine hanno fatto i cospicui finanziamenti ottenuti dall’Autorità portuale di Augusta e che fine farà la ricchezza generata dal porto di Augusta e Siracusa nei prossimi anni? Andranno nel calderone dell’Autorità di Sistema magari per avviare progetti secondari e non del territorio? Il porto di Augusta genera circa 20 milioni di euro l’anno che costituiscono i mezzi propri da utilizzare per i nuovi investimenti cofinanziati dal pubblico e quindi non possono essere distorti.

Parliamo di progetti di grande respiro che aprono le vie del futuro per i prossimi decenni e non si capisce perché non si realizzino e perché la politica non interviene o, se interviene, lo fa in modo non adeguato. Molti di questi investimenti sono già esecutivi ed appaltati!

Che tipo di rappresentanza si avrà negli organi dell’Autorità di Sistema voluti dalla Politica della nostra provincia? Occorrono conoscenza, esperienza e capacità di visione strategica in economia dei trasporti e logistica. Sarebbe interessante pure conoscere che posizione prenderanno i futuri rappresentanti nei Parlamenti regionale e nazionale.

Fare politica non significa essere presenti solo per  ottenere un seggio ma essere capaci  di governare la cosa pubblica nell’interesse generale e del territorio con adeguata visione strategica. Specialmente quando si amministra ricchezza generata nella  nostra provincia con l’uso del territorio in tutte le sue componenti come professionalità, suolo, aria ed acqua e che non può essere dispersa e andare a favore di altri territori che invece prospereranno a nostro danno.

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