Rimossa e rotta la tavola con frase di Giovanni Falcone posizionata dagli scout del branco di Grottasanta accanto allo scarpone rimasto della statua di Moira Ricci trafugata nella pista ciclabile
[Salvo La Delfa] Ha avuto lo stesso destino della statua in bronzo di Moira Ricci la tavola di monito posizionata nello stesso punto da parte dei ragazzi scout del branco di Siracusa 2. Una fine triste che lascia ancora una volta attoniti e ci fa interrogare su quale sia il destino di questa città.
Grande indignazione ed amarezza aveva allora suscitato il furto dell’opera d’arte di Moira Ricci dal titolo “Tornerai alla terra” che era stata installata nel 2015 lungo la pista ciclabile con il progetto “Rebuilding the future”.
Indignazione ed amarezza che gli scout del branco “Raggio di luna” del gruppo scout di Grottasanta avevano elaborato decidendo di porre, accanto a quello che è rimasto della statua (uno scarpone fissato al terreno), una tavola su cui avevano inciso una bellissima frase del giudice Giovanni Falcone, vittima di mafia (“Basta che ognuno faccia il proprio dovere”), incorniciandola con delle pietre in cui ciascun ragazzino aveva scritto il proprio nome.
Avevano, in questo modo, i ragazzini del branco scout fatto il proprio dovere, come richiesto da Giovanni Falcone, denunciando apertamente il loro disappunto per il trafugamento della statua che raffigurava un soldato che corre verso il mare.
Ma qualcuno ha pensato che anche quel gesto dovesse essere censurato e quella tavola dovesse essere rimossa. E’ stata rimossa dal punto di posizionamento ed è stata ritrovata, spezzata in due parti, a circa 200 metri dallo scarpone della statua, ad un metro dal precipizio del mare.
Dispiaciuto Salvo Minioto, capobranco del gruppo Siracusa 2: “Avevamo posizionato la tavola in legno il giorno dell’anniversario della morte di Giovanni Falcone. Con i ragazzi scout avevamo scelto di posizionarla li perché la notizia del furto della statua in bronzo di Moira Ricci ci aveva amareggiato. Il posizionamento era stato preceduto da un percorso di formazione alla legalità che abbiamo svolto con i ragazzi e il posizionamento ci aveva visti impegnati in una cerimonia”.
La tavola prima di essere rimossa era stata danneggiata: alcune delle pietre della cornice erano state tolte. “Sapere che la tavola è stata tolta e rotta ci riempie di amarezza, continua Salvo Minioto. “Ma non vogliamo mollare. Per adesso le attività degli scout sono terminate. Sistemeremo la tavola o ne faremo un’altra e la riposizioneremo. I ragazzi non sanno ancora di questa rimozione. Non vogliamo mollare e nel nostro piccolo continueremo a fare il nostro dovere”.
Dovere che stiamo volendo fare anche noi, raccontando questa piccola storia di delinquenza spicciola, di basso livello culturale che, assommata a tutte le altre piccole e grandi storie di delinquenza che si verificano nel nostro territorio, lascia la società civile sgomenta e impotente.
Delinquenza spicciola a cui, purtroppo, la nostra città assiste in attesa che i responsabili vengano individuati dalle autorità competenti.
Basta che ognuno faccia il proprio dovere.
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