Seguito di articolo: LE CONSULENZE
La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017
Il CGA quindi accoglie una parte delle risultanze del dottor Pace (e questo garantisce ai Frontino una vera e propria boccata d’ossigeno puro) ma si accorge delle abnormità commesse dal consulente che ha nominato (e che non ha voluto sostituire, e la cui nomina non pensa di revocare) e lo accusa con ineffabile candore di aver “valorizzato più le allegazioni di parte che la documentazione realmente esistente in atti e risalente al momento storico esatto in cui la vicenda originaria si è sviluppata”. E questo senza che nulla accada, senza che ne scaturisca una benché minima conseguenza.
Ma a fronte di tutto ciò, ora che la nuova indagine della Procura di Roma sospetta l’esistenza di un “mercimonio di sentenze” in alcuni processi amministrativi e quindi il reato, gravissimo, di corruzione in atti giudiziari, non appare più rinviabile da parte degli organi inquirenti una verifica a tappeto sulle tante decisioni fin qui prese dai tribunali amministrativi su note vicende siracusane, su quelle, annose, che hanno sollevato dubbi e domande giuridicamente fondate.
Sapere se è del tutto regolare che gli stessi consulenti nominati da una Procura vengano nominati sempre in relazione alle stesse problematiche dai magistrati giudicanti in ultimo grado o se questo poco risponda agli irrinunciabili principi di terzietà e imparzialità; se ha davvero risposto a ragioni giuridiche demandare alla Corte di Giustizia europea la questione delle autorizzazioni commerciali all’Open Land, e perché lo si è fatto, dal momento che secondo la Corte la domanda di pronuncia pregiudiziale è “manifestamente irricevibile”; se non ci sia stato l’obbligo per alcuni giudici di astenersi dal trattare questioni, direttamente o indirettamente, a cuore di avvocati loro soci in affari, sono alcuni dei tanti se su cui occorrerà fugare legittimi dubbi.
A seguire articolo:
L’AVV. PIERO AMARA ALL’ESPRESSO

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