Francesco Perez, portavoce del gruppo ValorAbile che sulla sedia a rotelle hanno trasportato materiale e distribuito acqua e viveri ai volontari: “E’ stato bellissimo, c’era empatia fra tutti”. I numeri: 160 armati di rastrello, 25 associazioni, 900 ore di lavoro
[Salvo La Delfa] La Civetta di Minerva, 5 maggio 2017
Sono stati tanti i volontari che hanno contribuito alla pulizia dell’Anfiteatro Romano, sito nel parco Neapolis di Siracusa, che si trovava in un evidente stato di degrado e di abbandono, con la presenza di erbacce e sterpaglie. Un lavoro notevole che è stato svolto con grande generosità ed amore impiegando il proprio tempo libero per la cura di uno dei simboli più importanti della città.
Più di 160 volontari, 25 associazioni coinvolte, 20 decespugliatori, 80 rastrelli, 900 ore di lavoro, circa 400 metri cubi di sfalci di potatura prodotti, 10 mila metri quadri di terreno ripulito. Questi sono alcuni dei numeri che hanno caratterizzato l’evento della pulizia dell’Anfiteatro Romano che si è svolto sotto il sole cocente di una domenica primaverile e sotto gli sguardi curiosi dei turisti. C’erano tutti: le associazioni ambientaliste, i marines della base di Sigonella, le associazioni di categoria, i ragazzi delle scuole e dei gruppi organizzati, le associazioni di settore, i movimenti politici, i semplici cittadini. Sono riusciti a raggiungere l’obiettivo di dare un segno tangibile, per dimostrare che non ci si arrende al degrado, per mostrare che la bellezza in questa città non può essere violata da inefficienze degli organi competenti. Non a caso l’evento era stato denominato “Pulizia Anfiteatro Romano: Per Siracusa con Amore e Rabbia”. Alla fine della manifestazione tutti i volontari e le associazioni hanno sottoscritto un documento per chiedere alle Istituzioni preposte una maggiore attenzione ed impegno.
Fra le associazioni partecipanti, particolare attenzione ha destato quella del gruppo ValorAbile che, capitanati dal portavoce Francesco Perez, si sono distinti per il concreto contribuito dato per la pulizia del sito.
Francesco Perez che possiede una disabilità motoria, con la sua sedia a rotelle e indossando una curiosa maglietta con su scritto “Vado anch’io al teatro!”, ha lavorato intensamente per tutta la giornata, rendendosi disponibile per trasportare materiali da una parte a un’altra dell’arena dell’anfiteatro e portando acqua e viveri ai partecipanti.
Abbiamo voluto sentirlo per comprendere meglio le sue motivazioni per la partecipazione e le sue emozioni. “Ma perché – si chiede Francesco – tanto stupore? Ho voluto partecipare a questa manifestazione per contribuire a ridare dignità a una delle tante bellezza di questa città e per condividere ciò con tutte le persone che si impegnano a rendere Siracusa un luogo migliore. Con <tutte le persone> intendo trasversalmente: bambini, donne, uomini, anziani e i cosiddetti diversamente abili (come se fossimo marziani!)”
Francesco, però, spesso su questi argomenti si fa distinzione.
“Si è vero. Anche se esiste una distinzione oggettiva, è proprio quella che rende speciali le cose perché rende più completo un progetto, un pensiero e quindi la conoscenza. E’ con questi presupposti che ho voluto fondare il gruppo “ValorAbile”, un progetto educativo che mira alla consapevolezza del valore individuale di ognuno di noi”.
Perché hai partecipato all’iniziativa?
Ho voluto collaborare con il resto dei volontari dell’associazione Rifiuti Zero – a cui sono anch’io associato – perché credo fortemente che tutti possiamo dare il nostro contributo in modo diverso ma allo stesso tempo ugualmente efficace.
Quali sono state le tue sensazioni?
“E’ stato bellissimo partecipare ed essere partecipe! Cercare di riportare alla luce uno di quei pochi percorsi resi, da qualche anno, accessibili che attraversano 2750 anni di storia e che adesso rischiano di essere abbandonati all’incuria burocratica è stato emozionante e deprimente allo stesso tempo. Perché Siracusa è una città che vive il paradosso di percorsi che attraversano siti archeologici e strutture, monumenti, strade e marciapiedi che rendono difficilissima la vita quotidiana di ogni cittadino – figuriamoci quella di un disabile “marziano” che vive ogni giorno quelle stesse difficoltà ma in maniera raddoppiata. Si avvertiva nella giornata della pulizia dell’Anfiteatro Romano una particolare empatia perché tra tutti noi c’era lo stesso desiderio e la stessa motivazione: rendere la città migliore e contemporaneamente viverla al meglio”.

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