La legge elettorale dipende dal gioco che Renzi vuole condurre

Alcune ipotesi dopo le primarie PD. Più probabili larghe intese conservatrici, non impossibili nuove sintesi

La Civetta di Minerva, 5 maggio 2017

Mattarella ha sollecitato il varo di una nuova legge elettorale uniforme per Camera e Senato. Matteo Renzi ha vinto le primarie ed è tornato a guidare il “suo” PD. Suggerirà una legge proporzionale o un sistema elettorale prevalentemente maggioritario? Tutto dipende dal gioco che vorrà condurre.

Un sistema proporzionale (con soglia di accesso e modesto premio di maggioranza) gli consentirebbe di mirare al seguente scenario: il M5S vince le elezioni ma non riesce a formare un governo, non potendo disporre di una maggioranza parlamentare; il PD (in seguito ad incarico conferito al segretario in seconda missione esplorativa, dopo la rinuncia di un incaricato pentastellato) si allea col centrodestra (o con alcune forze di centrodestra) per proseguire nella tradizione delle larghe intese. Si tratterebbe di una grossa coalizione che otterrebbe il plauso della Merkel, degli euro banchieri, di Napolitano, di Berlusconi, di Verdini e… di Angelino Alfano.

Un sistema prevalentemente maggioritario (con cospicuo premio di coalizione) costringerebbe le forze politiche ad allearsi e a puntare ad un governo omogeneo. Probabilmente Matteo Renzi è dilaniato dal dubbio: gli piacerebbe questa seconda soluzione, ma non è propenso a formare alleanze con la sinistra plurale. Inoltre ha già chiuso la porta ai fuorusciti. Ed è allergico all’ulivo. E guarda di traverso quel Pisapia che si propone con signorilità come saggio coltivatore dell’ulivo. Dunque, forse Renzi si vedrà costretto a consentire che il Parlamento produca una legge proporzionale che gli consenta le larghe intese. Ed ha buone possibilità di capitanare un governo di coalizione di forze schierate a sostegno dell’establishment.

Giudichino i nostri lettori (individualmente ed autonomamente) quale possa essere l’esito preferibile e valutino il correlato trampolino o sistema elettorale. Meglio tuffarsi in una coalizione di centro-destra con Renzi o porsi all’ombra di un nuovo ulivo con Pisapia?O… ci sono altre alternative concrete?

La Civetta potrà pubblicare prossimamente una ipotesi di sistema elettorale innovativo. Si tratterà di una mera ipotesi accademica. Le primarie del PD hanno restituito la funzione di cartaio a Renzi. E sarà Renzi a dettare le regole del gioco. Da leader di una forza non maggioritaria ma interessata a governare per accordi trasversali. E probabilmente Renzi riuscirà a realizzare tale intento (suo e degli elettori che lo hanno votato alle primarie, molto meno numerosi della precedente consultazione ).

A meno che il M5S non cambi linea e, fatto il pieno di voti, apra le porte a un’alleanza con la sinistra plurale. Che però si dovrebbe anch’essa preparare a una soluzione di tal genere (anche senza dichiararla apertamente) evitando di usare il termine “populismo” come marchio d’infamia. Sarebbe possibile una alleanza tra sinistra plurale e M5S? Forse sì: sulla base di un comune programma, che potrebbe venir fuori dalla sintesi di ciò che potrà risultare condivisibile dei rispettivi programmi iniziali. Piuttosto che rinunciare a realizzare l’intero loro programma, i pentastellati potrebbero trovare preferibile realizzarne una buona parte, in armonia con parte del programma della sinistra. E tale sintesi potrebbe essere confezionata dopo le elezioni. Per strategia. Per non perdere, in campagna elettorale, consensi che potrebbero essere attratti da Salvini. Sintesi progressista o innovativa contro larghe intese renzian-conservatrici. Soluzione improbabile ma non impossibile.

Si ha l’impressione che una tale sintesi sarebbe meno eterogenea e meno innaturale rispetto al programma delle larghe (o larghe complicità) intese a sostegno dell’establishment. Intelligenti paura.

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