Si riaccendono i riflettori del Teatro Greco di Siracusa con la tragedia di Eschilo “I sette contro Tebe” di Marco Baliani
[Salvo La Delfa] Parte stasera, 6 maggio, con la tragedia di Eschilo “I sette contro Tebe”, il cinquantatreesimo ciclo di spettacoli classici del Teatro Greco di Siracusa. Domani, invece, debutterà invece “Fenicie” di Euripide.
La rappresentazione “I Sette contro Tebe” è stata tradotta da Giorgio Ieranò e messa in scena dal regista ed attore teatrale Marco Baliani. Le scene e i costumi sono di Carlo Sala, le musiche di Mirto Baliani mentre gli attori sono Marco Foschi (Eteocle), Anna Della Rosa (Antigone), Aldo Ottobrino (messaggero), Gianni Salvo (aedo), Massimiliano Frascà e Liber Dorizzi, oltre al corifeo costituito dagli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico (INDA).
“I sette contro Tebe” è una tragedia di Eschilo, rappresentata per la prima volta ad Atene alle Grandi Dionisie del 467 a.C. Essa appartiene ad una trilogia di tragedie che raccontavano la stessa vicenda (le due tragedie precedenti della trilogia sono andate perse).
La tragedia racconta la vicenda di Eteocle che nonostante si era accordato con il fratello Polinice ad alternarsi nel trono di Tebe, allo scadere del suo periodo di regno si rifiuta e Polinice, con l’appoggio del re di Argo, Adrasto, si muove con il proprio esercito contro il fratello e contro Tebe.
Nell’opera, il messaggero informa Eteocle, impegnato a rassicurare i suoi cittadini, che il fratello ha deciso di presidiare le sette porte di Tebe con i guerrieri più forti ed una di queste porte sarà presidiata direttamente da Polinice. Eteocle sceglie i suoi guerrieri e decide di presidiare lui stesso la porta in cui è presente il fratello, nonostante che il coro dei giovani tebani cerca di dissuaderlo.
Dopo la battaglia il messaggero informa i tebani che sei delle sette porte di Tebe hanno tenuto, respingendo l’attacco, mentre nella settima Eteocle e Polinice si sono uccisi a vicenda.
La trama, come in altre tragedie, è semplice con la presenza di un coro e un numero basso di personaggi. Eteocle ha la colpa di essersi rifiutato a cedere, come da accordi, il potere di Tebe a Polinice e questa responsabilità e questa colpa lo porteranno, come accede nei miti greci, alla morte.
Stasera avremo modo di capire come Marco Baliani ha interpretato l’opera iniziale di Eschilo, con eventuali riferimenti e collegamenti con la nostra realtà.

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