I fondi del patto per il sud (capitoli di spesa non comunicanti) consentirebbero richieste multiple. A margine di un convegno, il sindaco ha detto: “Priorità alle marine”. Sarebbe invece opportuno approfondire la problematica, magari con l’ausilio di esperti
La Civetta di Minerva, 21 aprile 2017
Con una meritoria iniziativa, l’associazione Genitori e Figli e l’ICOB di Augusta, ospitati per l’occasione dall’associazione Umberto 1 di piazza Duomo, hanno promosso un incontro per informare i cittadini sulla storia del “San Domenico” e sullo stato dell’arte dei lavori. I due progettisti, redattori del progetto di recupero e di valorizzazione dell’importante complesso monumentale sito alle spalle del duomo, hanno percorso la storia dell’edificio e illustrato le caratteristiche dell’intervento conservativo fin qui realizzato grazie ai fondi del terremoto del 1990, alla presenza di un qualificato pubblico, del sindaco e del presidente del consiglio comunale.
Dopo la brillante relazione, corredata di foto e dati tecnici di assoluto interesse, si ci è soffermati su alcuni aspetti ancora non definiti nella proprietà di una parte dell’edificio (esattamente i locali del convento adiacenti la chiesa di S. Domenico) che potrebbe essere oggetto di una retrocessione al FEC dell’intera ala adiacente alla chiesa; una vicendaancora non definita tra comune e curia arcivescovile che, se non adeguatamente risolta, arrecherebbe un serio pregiudizio alla possibilità di realizzare la necessaria uscita di sicurezza di servizio all’intero edificio.
Nel corso del dibattito che ne è seguito è emerso, inoltre, che il comune, più volte sollecitato nel tempo, ancora non ha definito in maniera inequivocabile la destinazione che vuole assegnare all’edificio ed in particolare ad alcune sue parti, impedendo di fatto ai tecnici di completare la progettazione definitiva dell’opera. Infine, con sommo stupore dei presenti, l’Amministrazione intervenendo ha dichiarato che, pur interessata al recupero del complesso, ha altre priorità nei sui programmi, indicando tra di essi i lavori necessari al consolidamento delle marine.
Non vi è dubbio che il consolidamento delle marine e della villa siano tra le necessità primarie della città, pur nondimeno tali lavori, che sicuramente non possono essere finanziati dai fondi del bilancio comunale, abbisognano di finanziamenti straordinari quali, sono ad esempio quelli previsti dal patto per il sud. Quello che sfugge nella considerazione svolta dall’Amministrazione è che i fondi previsti dal patto per il sud, essendo articolati in capitoli di spesa non comunicanti, non impediscono richieste multiple, per cui chiedere i fondi per il consolidamento delle marine non implica l’impossibilità di chiederli per il complesso San Domenico, che afferiscono ad altri capitoli; da qui lo stupore dei presenti. Che ciò sia conclamato èdimostrato dal fatto che ad altri comuni, nella precedente fase di finanziamento, sono stati assegnate ingenti risorse a carico di capitoli diversi. Speriamo che si approfondisca la problematica, senza la presunzione di avere le idee chiare, magari con l’ausilio di esperti, al fine di non perdere quella che si appalesa come l’ultima occasione per recuperare questo importante contenitore culturale.
Se ciò servirà a rimuovere le incertezze dell’Amministrazione, l’iniziativa delle tre associazioni, oltre ad essere stata un’utile occasione di conoscenza, si rivelerà un opportuno e necessario contributo alla città.

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