E ora si rimuovano le carenze del porto di Augusta

Benvenuto al nuovo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale. C’è subito da lavorare aggredendo le problematiche sollevate dagli operatori per rendere più funzionali i servizi e realizzando le opere necessarie con le cospicue risorse messe a disposizione dall’UE

 

La Civetta di Minerva, 21 aprile 2017

Benvenuto presidente Annunziata. Nell’augurarle buon lavoro, ci permettiamo di segnalarle alcuni problemi  presenti nel porto di Augusta.

Finalmente il disegno complessivo messo su dalla riforma della portualità messa in campo da Del Rio comincia a prendere forma in tutto il paese, superando le meschinità campanilistiche e i lacci e i lacciuoli che ancora ne frenano lo sviluppo.  Il nuovo presidente potrà dunque contare, una volta insediato il comitato di gestione (che, auspichiamo, sia composto nel rispetto delle indicazioni legislative con persone di adeguata competenza professionale nel settore e prive di conflitti di interesse), su un indirizzo politico/economico coerente con gli obiettivi che la politica economica del paese ha assegnato alla blue economy. Inizia una fase nuova della gestione dei porti, che speriamo sarà contrassegnata da efficienza, efficacia e rapidità operativa. Da troppo tempo la portualità italiana paga per le inefficienze di uno Stato troppo burocratizzato e di una politica che ha affidato i porti a soggetti non sempre all’altezza del compito e che li ha privati di  un disegno unitario che assegnasse a ciascuno i compiti da svolgere. La riforma Del Rio contiene in sè molte soluzioni e ancora qualche incertezza normativa, purtuttavia ha insite le premesse per garantire una svolta epocale nel settore. Per ciò che ci riguarda, nel nostro piccolo, ci aspettiamo novità e risposte ai tanti problemi accantonati e non risolti.

Annunziata inizia con stile il mandato di Presidente della  autorità di sistema portuale della Sicilia orientale.  Da subito ha avviato uno scambio di opinioni con il suo predecessore e un tour di visite ai sindaci di Augusta, Melilli, e Priolo a cui segue Catania. Naturalmente incontrerà le organizzazioni sindacali e datoriali per concludere con una conferenza stampa in cui illustrerà la sua visione sul lavoro da fare. Sembra intenzionato a lasciare un segno di sè nel nostro territorio aggredendo le problematiche sollevate dagli operatori per rendere più funzionali i servizi portuali e si concentrerà sui lavori necessari ad impiegare le cospicue risorse messe a disposizione dalla comunità europea.

Va ricordato che sulla nuova Port Autority (tra Catania ed Augusta ), grazie al “Programma Operativo Nazionale” (Pon) 2014-2020, sono stati previsti notevoli finanziamenti per infrastrutture. Augusta gode del rifinanziamento da 67 milioni di euro per una serie di opere infrastrutturali all’interno del porto commerciale; inoltre, diversi interventi sono  previsti nell’ambito della strategia di sviluppo nell’area logistica integrata di interesse nazionale ed europeo: potenziamento del traffico container intermodale  mare-strada, mare-ferrovia; opere che sono fra quelle prioritarie stabilite dal Pon nazionale infrastrutture, con la disponibilità di ben 1 miliardo e 292 milioni di cui 460 milioni per i porti, in più vi sono quelli previsti dall’ allegato infrastrutture presentato dal ministro Graziano Del Rio lo scorso novembre che portano a un totale di investimenti nel paese di circa 1,8 miliardi di euro.

Al nuovo presidente ci permettiamo di suggerire, come impegni urgenti, anche se minori rispetto all’uso delle risorse economiche disponibili, quelli segnalati dagli operatori per rimuovere una serie di carenze tecniche e strutturali che rendono il nostro porto poco sicuro: il potenziamento dell’impianto antincendio fisso del porto, l’attivazione di una squadra di pronto intervento, il potenziamento della manutenzione delle strutture, la realizzazione di parcheggi di smistamento e pre-imbarco per rotabili ed automobili a servizio del traffico traghetti che si dovrebbe attivare, nonché  idonei locali di cortesia per accoglienza degli autisti dei tir,  la realizzazione di impianti di messa a terra per ogni posto di attracco (ne esistono solo due, peraltro allestiti da privati), la manutenzione  della nuova darsena e del suo specchio acqueo nonchè la riorganizzazione dei posti di ormeggio e degli spazi; quanto sopra per segnalare una rinnovata attenzione sulle necessità minute del nostro scalo.

Accanto a queste piccole cose, ma tanto agognate, andrebbe da subito valutata una nuova perimetrazione dell’area portuale estendendone la competenza da punta  faro S. Croce alla penisola Magnisi  comprendendo l’intero porto Xifonio il che potrebbe consentire, finalmente, l’impiego delle risorse economiche giacenti nei forzieri dell’Autorità portuale per dragare il tratto di mare prospicente il rivellino, liberando gli ostacoli  che impediscono la naturale circolazione del mare tra il golfo xifonio e il golfo del porto megarese, causa non secondaria dei gravi problemi ambientali che conosciamo e denunciamo da tempo e che comportano insabbiamenti vari e il significativo fenomeno dell’aumento  della temperatura delle acque, sicuramente concausa del fenomeno dell’eutrofizzazione manifestatosi più volte nel tempo; la nuova riperimetrazione permetterebbe, inoltre,  interventi di tutela dei bastioni del Castello Federiciano consentendo la rifioritura dei frangiflutti erosi dal mare e che, ormai, offrono una ridotta protezione  alla cinta muraria. Inoltre, andrebbe valutato, per poter fruire della programmazione comunitaria al servizio di un’area industriale organicamente integrata, l’allargamento dell’area di sistema portuale con Targia, Pozzallo e Gela; fatto che assicurerebbe, oltre a una maggiore integrazione tra i territori,  una maggiore baricentricità, anche geografica, alla nuova port Autority.

Nello sfondo pesa come un macigno il problema irrisolto del risanamento della rada su cui uno studio del CNR redatto nel 2015 dal ricercatore Mario Sprovieri e pubblicato sotto il titolo: “Il caso studio della rada di Augusta”, come abbiamo già documentato in una nostra inchiesta, a pag. 241 e segg. afferma: “Lo studio è stato finalizzato all’indagine sul ciclo biogeochimico e agli effetti sull’ecosistema e sulla salute umana di un solo contaminante, il mercurio, che, a causa di un incontrollato sversamento all’interno della Rada negli anni passati, rappresenta, per le concentrazioni documentate, un’evidente e specifica peculiarità per l’impatto antropico dell’area di interesse.… Nel caso specifico, il meccanismo di interazione del mercurio e delle sue diverse forme chimiche presenti nei sedimenti della Rada di Augusta, è stato dimostrato essere la sorgente primaria di mercurio per l’intero sistema… In particolare, lo studio degli isotopi del mercurio, nelle diverse matrici ambientali investigate, chiaramente mostra proprio il ruolo dei sedimenti inquinati come sorgente del contaminante per l’intero sistema, fino all’uomo.

“Inoltre… l’analisi puntuale dei flussi all’interfaccia sedimento-acqua e acqua-atmosfera è risultata elemento chiave per indagare quantitativamente il trasferimento del mercurio dalla fase solida a quella liquida e aeriforme e quindi il trasferimento in parte del ciclo biogeochimico in cui fenomeni di accumulo e trasporto risultano “contigui” all’uomo. E’ su questa base che poggiano i bilanci di massa eseguiti e che vedono la Rada di Augusta come input di mercurio in fase disciolta per l’intero bacino Mediterraneo per un valore macroscopico ed inatteso di circa il 20% dell’intero budget a larga scalaLa specifica dinamica tridimensionale del bacino Mediterraneo e la caratteristica posizione geografica della Rada di Augusta pongono un problema di ridistribuzione ad ampia scala che richiede interventi significativi ed immediati in grado di limitare l’output di mercurio e l’interazione con dinamiche di contaminazione ad una scala ben al di là di quella locale.
“Discorso diverso è da farsi per quanto riguarda i fenomeni di bioaccumulo e biomagnificazione del mercurio, nella sua forma metilata, negli organi target di pesci bentonici, demersali e pelagici; tale effetto immediatamente pone un problema specifico di impatto sulla salute delle popolazione che risiedono nelle aree limitrofe della Rada; sebbene infatti un numero di ordinanze emanate dalla Capitaneria di Porto di Augusta vietino la pesca in aree specifiche della Rada, è da sottolineare l’importanza di estendere tali restrizioni all’intera baia. Risultati inequivocabili dimostrano l’impatto del trasferimento del mercurio dai pesci all’uomo, soprattutto per residenti che hanno dichiarato di basare la propria dieta su pesci pescati in ambito locale….”

Come vede, le responsabilità che le sono state assegnate non sono di poco conto, speriamo sappia tutelare adeguatamente gli interessi del territorio e delle sue popolazioni in maniera adeguata e visibile e che assicuri una costante informazione sul suo lavoro, cosa scarsamente considerata, da sempre, dai suoi predecessori, se si escludono gli spot promozionali.

Per concludere, Le ricordiamo che il Ministro, visitando il nostro porto, colpito dalla sua vastità, dagli ampi spazi disponibili e dalla facile manovrabilità assicurata alle navi, avanzò l’idea di potenziarne il ruolo, rafforzandone l’uso nel settore della cantieristica per lo smantellamento del naviglio obsoleto (in questo senso si segnalò uno specifico interesse della MSC di cui poi non si è saputo più nulla). Di ciò dovrebbero anche occuparsene i sindacati per sostenere con più vigore questa opportunità, per l’indubbia valenza che questa decisione avrebbe per alleviare le sofferenze occupazionali nel settore metalmeccanico.

Tutto ciò premesso e considerato Le auguriamo, con viva speranza, un buon lavoro.

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