Eleonora Aleo e Fabio Ferreri: “Alcuni più spinti rispetto alla normativa”. “L’abbiamo redatto a costo zero. Questa è una tra le poche Società in Sicilia ad averlo fatto”
[Salvo La Delfa] La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017
Sono stati Fabio Ferreri ed Eleonora Aleo i progettisti che hanno redatto il piano d’ambito della Società di Regolamentazione per la gestione dei Rifiuti (SRR) Siracusa che è stato recentemente approvato dal consiglio di amministrazione ed inviato agli Uffici dell’assessorato regionale.
Fabio Ferreri, chimico, ricopre da 10 anni il ruolo di dirigente dell’ATO RG1 e precedentemente per altri 8 anni è stato dirigente dell’Ufficio ecologia del comune di Vittoria. Eleonora Aleo, invece, è un ingegnere e svolge attività di tecnico presso l’ATO AG2 ed è amministratrice unica della società in house della SRR. Li abbiamo incontrati per capire meglio l’impostazione del piano d’ambito e come si sono svolti i lavori.
“Il piano d’ambito è stato redatto da noi a costo zero”, esordisce Fabio Ferreri, che nella progettazione ha svolto il ruolo di capogruppo, “questa è stata una delle poche SRR in Sicilia ad osservare questa prescrizione. Noi siamo dipendenti e, quindi, non ci è stato riconosciuto nessun indennizzo per l’attività che abbiamo svolto”
Eleonora, come si è svolta l’attività per la redazione del piano d’ambito?
L’esperienza alla SRR di Siracusa nasce a luglio a seguito di una manifestazione di interesse che venne mandata a tutte le ATO della Sicilia. Avendo maturato esperienza sulla predisposizione di progetti all’interno della mia società d’ambito del genere mi sono proposta. Alla fine di settembre siamo stati riconvocati dall’allora commissario Ing. Nicola Russo. All’inizio di questa avventura eravamo in cinque ma poi, per vicissitudini interne alla società, l’incarico venne affidato all’inizio di dicembre solo a noi due. Abbiamo raccolto i dati principali necessari per la progettazione e in due mesi, abbiamo redatto un piano d’ambito che possiamo definire dignitoso. In questa attività abbiamo dovuto tenere conto anche delle diverse ordinanze emanate nel frattempo dal presidente Crocetta. È stata una bella esperienza professionale e soprattutto umana.
Fabio, ci descrivi meglio come è stato redatto il piano d’ambito della SRR Siracusa?
Il piano d’ambito è costituito da più di 600 pagine e da tre parti: una introduttiva, nella quale si affronta la contestualizzazione normativa del piano, la seconda, la più corposa, nella quale si passano in rassegna i piani di ARO (Ambiti di Raccolta Ottimali) dei comuni dell’ambito e la terza ove si affrontano i temi del ruolo della SRR, della riduzione della produzione dei rifiuti, della dotazione impiantistica attuale e di previsione, della possibile ubicazione degli impianti previsti, del ruolo della comunicazione, dei controlli e degli aspetti legati ai costi dei servizi, al fabbisogno di personale necessario al corretto funzionamento della struttura nel suo complesso, al costo di realizzazione e di gestione degli impianti.
In particolare, nella prima parte..?
Nella prima parte sono state descritte le funzioni attribuite alle SRR nel contesto normativo vigente e i criteri generali utilizzati per la redazione del piano. Si è proceduto a descrivere la delimitazione territoriale della SRR operando una descrizione delle caratteristiche geomorfologiche e climatiche, della viabilità e delle infrastrutture logistiche, della caratterizzazione della produzione di rifiuti urbani. Sono state individuate le criticità dell’attuale sistema di gestione del ciclo dei rifiuti; sono stati posti gli obiettivi del piano e fatto riferimento ad alcuni indicatori di prestazione legati a dati nazionali, regionali e provinciali in merito alla produzione e raccolta differenziata.
E nella seconda parte..?
La seconda parte ha riguardato la dettagliata ricognizione dei piani di ARO adottati descrivendo i servizi di raccolta e spazzamento per tutti i comuni della provincia. Poiché la SRR sarà la responsabile per le procedure di affidamento si è provveduto alla ricognizione dei Comuni con Gare non espletate secondo quanto previsto da una ordinanza del Presidente della Regione.
La parte più interessante è sicuramente la terza.
Si, sicuramente. In questa parte si è trattato l’organizzazione del servizio e il ruolo della SRR. In particolare è stata proposta una ipotesi di sistema di controllo presso le piattaforme e centri di smistamento CONAI. Sono stati dettagliatamente descritti i presupposti di un moderno ciclo integrato dei rifiuti attraverso l’introduzione dei vuoti a perdere, dei punti vendita di beni sfusi. Si è provveduto ad una attenta disamina e confronto fra sistemi di raccolta integrata e sistemi di raccolta aggiuntivi a quella stradale: dei due sistemi sono stati sottolineati vantaggi e svantaggi e obiettivi di raccolta differenziata tecnicamente raggiungibili.
In questa parte avete analizzato i principali sistemi di riduzione a monte della produzione dei rifiuti.
Sì, la riduzione della produzione dei rifiuti può avvenire attraverso lo sviluppo del consumo consapevole ed ecologicamente sostenibile, l’incentivazione alla riduzione dei rifiuti da parte delle utenze coinvolte (applicando la tariffazione puntuale della produzione di rifiuto indifferenziato) , l’attivazione di un gruppo di Ecovolontari, l’incentivazione al compostaggio domestico (fornendo un breve vademecum utile al corretto funzionamento della compostiera domestica), gli acquisti verdi, la riduzione della carta negli uffici pubblici e privati, le ecofeste, la sensibilizzazione dei punti vendita nei confronti del progetto “Buon Samaritano”, la promozione della vendita sfusa di beni presso i supermercati e negozi di vicinato, la sensibilizzazione all’uso di pannolini ecocompatibili, l’allungamento della vita di beni ingombranti e durevoli e Centro del Riuso, gli acquisti verdi da parte della Pubblica amministrazione, il Compostaggio di comunità, le isole Ecologica/Centro di raccolta Comunale (CCR) come Centro di Riuso.
E per l’impiantistica?
Perno centrale del piano è stata la disamina dell’impiantistica presente nel territorio della SRR e di quella necessaria per una corretta gestione integrata dei rifiuti. Una articolata proposta tecnica ha riguardato l’integrazione della digestione anaerobica e degli impianti di compostaggio per il trattamento della frazione organica dei rifiuti. Essa come noto è la parte preponderante del rifiuti e che tanti problemi ambientali determina nelle discariche. Un ampio spazio è stato dato alla gestione dei Rifiuti Urbani Biodegradabili (RUB). E’ stata anche trattata la problematica tecnica relativa ai Rifiuti Urbani Residui (RUR).
Quali sono stati gli scenari di raccolta differenziata che avete elaborato?
Partendo dal dato di produzione media dei rifiuti del periodo 2012-2015, pari a 191.625,90 t/anno, abbiamo sviluppato quattro scenari, alcuni dei quali più spinti rispetto a quelli previsti dalla normativa: raccolta differenziata al 65%, 75%, 84% con percentuali di intercettazione stabiliti dal piano regionale ed un altro di raccolta differenziata al 75% con percentuali di intercettazione stabiliti da noi progettisti.
Danilo Pulvirenti, assessore all’ambiente del comune di Augusta, ha evidenziato che nel piano era previsto il recupero energetico di 30mila tonnellate di rifiuti anno da bruciare presso il Cementificio della Buzzi Unicem e che grazie al suo intervento questa parte è stata stralciata dal piano.
Come previsto dal piano regionale dei rifiuti, abbiamo sviluppato anche l’ipotesi di trattare il Combustibile Solido Secondario (CSS) proveniente da impianti di selezione dei RUR presso i cementifici. Nel piano è descritto cosa si intende con questo, quali sono i vantaggi e gli svantaggi. Abbiamo fatto una ricognizione dell’impiantistica esistente, ed abbiamo riportato una scheda sinottica della Buzzi Enichem. Comunque, nel piano non abbiamo scritto che il CSS potesse essere trattato lì, anche perché prima l’altoforno dovrebbe essere adeguato al trattamento dei rifiuti. Danilo ci ha invitato a non inserire la scheda sinottica del cementificio in questione.
Particolare attenzione avete riservato alla comunicazione e al sistema di tariffazione attraverso la tecnica RFID.
Si, abbiamo ritenuto che la comunicazione sia fondamentale per il perseguimento degli obiettivi previsti dalla norma. Nel piano abbiamo proposto un quadro sinottico d’insieme relativo alla iniziative da porre in essere affinché si raggiunga una capillare e completa informazione e una funzionale visibilità sul territorio.
La tariffazione puntuale basata sulla tecnica Rfid richiede che si abbia la tracciabilità dei rifiuti. Sia che si utilizzino sacchetti, mastelli o contenitori carrellabili, l’identificazione fissa e mobile è necessaria per avere i dati raccolti in automatico per il calcolo della tariffa precisa e per stimolare comportamenti virtuosi degli utenti. La gestione intelligente dei rifiuti è quindi inserita nella più ampia cornice delle smart cities.
Fabio, come reputi il lavoro che avete svolto?
Siamo partiti in cinque ed avevamo prospettato sei mesi di lavoro. Successivamente ci siamo ridotti in due e le diverse ordinanze della regione hanno decurtato il tempo assegnato a soli tre mesi. Nonostante ciò e nonostante siamo impegnati lavorativamente (essendo dipendenti di strutture complesse) ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo svolto il lavoro che riteniamo essere dignitoso e comunque aderente alle norme e tale da far conseguire alla SRR gli obiettivi prefissati.

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