“A leggere Strabone e Al Idrisi, l’antica Xifonia era ad Augusta”

Vittorio Sardo, presidente del centro studi storico militare: “Le cartografie e l’analisi di alcuni manufatti custoditi nel Museo della Piazzaforte accreditano questa ipotesi. Siamo pronti a collaborare con la Soprintendenza”

 

La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017

Il panorama culturale di Augusta si arricchisce di un nuovo contributo, quello che proviene dal “Centro studi storico militari”, associazione di recente formazione che lo scorso lunedì 27 marzo ha debuttato con un’attesa conferenza dedicata all’insediamento di Xifonia che, come testimoniato dai relatori, sarebbe sorto sull’isola di Augusta, secoli prima che Federico II di Svevia fondasse la città.

La partecipazione di pubblico è stata buona, per noi è stato un buon esordio – spiega Vittorio Sardo, avvocato e presidente del centro studi – dedicato ad un tema di cui non si parla da tempo. Molti collocano Xifonia dalle parti di Acireale, in particolare nei pressi di Capomulini, le descrizioni sono però molto vaghe. Noi, invece, nella conferenza abbiamo analizzato le fonti storiche tenendo conto delle cartografie e dell’analisi di alcuni manufatti custoditi nel Museo della Piazzaforte, che sono stati oggetto dell’intervento dell’archeologo Giuseppe Cacciaguerra. Anche la sovrintendenza ha apprezzato la nostra iniziativa pur sottolineando la necessità che vi siano ulteriori campagne di scavo per sostenere questa tesi. Da parte nostra c’è la disponibilità a collaborare con loro e con le istituzioni”.

Quali sono i principali rilievi di natura storiografica e storica che supportano la vostra tesi?

Il toponimo di Xifonia viene utilizzato a partire dal quarto secolo avanti Cristo, ma una collocazione più puntuale si ha negli scritti di Strabone che descrive la costa in maniera molto precisa e definisce “promontorio di Xifonia” la zona di Monte Tauro oggi nota come Capo Santa Croce. Successivamente, abbiamo una nuova conferma nel lavoro di Al Idrisi, nel 12° secolo, che risalendo la Sicilia orientale, dopo aver superato Santa Panagia, scrive di Xifonia chiamandola “Xifù”, il che sottolinea la continuità con cui viene utilizzato il toponimo, dall’epoca greca a quella arabo-normanna. Il nome dell’insediamento è strettamente legato alla Grecia, “xifos” era, infatti, una spada utilizzata al tempo e il profilo dell’isola di Augusta richiamava quella forma particolare. Durante la conferenza ho anche proiettato alla sala una suggestiva sovrapposizione tra i due profili”.

La conferenza è stata solo la vostra prima iniziativa, ma come è nato il progetto dell’associazione?

Il progetto è nato dalla passione che abbiamo per la storia e per la storia militare in particolare. Con questa iniziativa abbiamo messo insieme persone che condividessero questi interessi e che avessero diverse competenze; infatti, nel nostro gruppo abbiamo storici, archeologi, docenti universitari, avvocati e magistrati, ammiragli, esperti in modellismo, con cui abbiamo cercato di analizzare i fatti storici e militari sotto diversi punti di vista anche di natura tecnica, in modo da mettere in evidenza l’importanza strategica di Augusta, da un punto di vista storico e militare, nel mediterraneo. Nel prosieguo dell’anno abbiamo in mente di realizzare altre quattro conferenze, la prossima sarà a fine maggio e riguarderà ancora il racconto della città nel mondo antico. Per le nostre iniziative cerchiamo sempre di collaborare con altre realtà, sia istituzioni pubbliche che associazioni private; per noi è un importante confronto.

Per le nostre iniziative puntiamo anche sul dialogo con le scuole e con i più giovani cercando di coinvolgerli e far capire loro l’importanza del territorio, portandoli ad interessarsi di questi argomenti”.

Perché in questa fase l’associazione si concentra sulla storia militare antica di Augusta?

“Alcune vicende storico – militari sono state poco studiate, negli anni si è prestato più attenzione ai periodi storici legati alla prima o alla seconda guerra mondiale, o alle vicende di epoche più recenti. Noi abbiamo voluto concentrarci sulla storia militare partendo proprio dalle epoche più antiche. Il nostro lavoro sarà segnato da un percorso che solo in seguito arriverà a momenti più recenti della nostra storia. Abbiamo anche l’intenzione di arrivare a pubblicare, alla fine del ciclo di conferenze, dei quaderni che raccolgano in maniera ancor più dettagliata e sistematica i contenuti proposti negli incontri, coinvolgendo anche in questo caso nuove competenze che ci possano aiutare a trattare l’argomento sotto prospettive nuove. Tra settembre e dicembre proporremo ancora tre eventi, di cui parleremo quando saranno definiti nel dettaglio”.

Cos’altro si propone l’associazione per incidere sulla realtà cittadina?

Tra le nostre idee vi è anche quella di lavorare per la valorizzazione del territorio. La posizione geografica di Augusta ha sempre consentito alla città di avere un ruolo strategico per i presidi militari, il presente e il futuro della città è legato proprio alla sua collocazione centrale nel mediterraneo. Soprattutto in questo periodo di crisi economica, la rivalutazione del territorio, unita a un risveglio culturale e al recupero dei monumenti e delle strutture militari, potrebbe permetterci un futuro migliore.

In queste settimane, è in corso un intervento di sistemazione dei bastioni del Castello Svevo, ma per riaprire la struttura occorrono ancora molte risorse, ci vorranno anni per poter fruire del Castello, proprio per questo motivo occorre tenere i riflettori accesi su questo bene e sugli altri monumenti della città, dai “Forti” all’”Hangar”, per consentire ai cittadini, soprattutto ai più giovani, di non dimenticarsi di questi beni. Riqualificare il territorio significa ricordare l’importanza di quei siti creando un legame con la città, facendo in modo che i giovani non li dimentichino”.

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