Il San Domenico e il consolidamento delle marine e della villa possono rientrare nel nuovo elenco se con progettazione definita e rapidamente cantierabili. Ciascun intervento non deve superare i 5 milioni di euro; quindi, non si rincorrano farfalle
La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017
Come era prevedibile, la nota pubblicata su un precedente numero del giornale, orientata a fare un piccolo bilancio della prima parte – pari ad un terzo dell’intero mandato – della nuova amministrazione di Augusta ha suscitato malumori e reazioni stizzite nei supporters e nei tifosi pentastellati. Lungi dai loro pensieri valutare nel merito le osservazioni critiche, le ragioni della loro fondatezza e riflettere sulla necessità di avviare una opportuna autocritica per migliorare i risultati e l’immagine che si è formata nella città; nelle loro valutazioni ha prevalso la recriminazione, il sospetto di complotti e pregiudizi, se non, addirittura, un “rancore” dello scrivente per l’esito del voto amministrativo; di fatto si è affermata solo l’insofferenza ad ogni valutazione che sia immune dalla propaganda.
Anche in questo campo essi dovranno percorrere il viatico della normalità che li vedrà oggetto di critiche e di osservazioni, poiché, naturalmente, una volta che al potere della città ci sono loro, saranno loro ad essere valutati e giudicati: nel momento in cui si sono avviati ad essere un “partito”, sia pure senza regole (o meglio con regole variabili) e senza organizzazione soggetta al pluralismo democratico, fatto di congressi, confronti pubblici e di opinioni diverse, sarà inevitabile che il metro utilizzato dalla propaganda grillina, nella polemica politica, per valutare gli altri sarà utilizzato dalla attuale opposizione; è auspicabile, comunque, che ciò avvenga senza gli eccessi e le miserabili semplificazioni applicate dalla retorica pentastellata per blandire il mondo a loro esterno.
Ma voltiamo pagina e concentriamoci sui temi che meritano attenzione, oltre la propaganda. Come è noto, abbiamo evidenziato come punto più basso dell’azione amministrativa l’incapacità di far inserire alcuni importanti lavori pubblici necessari alla città tra le opere finanziabili con il “patto per il sud” di circa un anno fa. In particolare segnalavamo due problemi che aspettano da anni una definizione complessiva: il completamento del complesso del San Domenico e il consolidamento della marina e della villa comunale: Interventi che senza fondi esterni difficilmente riusciranno ad essere compiuti e di cui non sfugge a nessuno, neppure agli “illuminati”, l’importanza .
Una delle principali motivazioni addotte all’epoca per tentare di giustificare la clamorosa defaillance fu che non ebbero notizia, per tempo, della suddetta opportunità. Sorvolando sulla giustificazione per non alimentare la polemica, è utile che si sappia, oggi mese di marzo che, ad un anno dal varo di quel provvedimento, fra qualche mese verrà fatto dalla Regione il monitoraggio dello stato dell’arte delle opere ammesse e che, per quelle non cantierate e prive di progetti esecutivi, verrà disposta la revoca dei finanziamenti. Si aprirà, quindi, una finestra per un nuovo elenco, sostitutivo, di opere pubbliche da ammettere a finanziamento. E’ bene aver chiaro che ciò avverrà ad alcune condizioni: che siano opere con progettazione definita e quindi rapidamente cantierabili e che rientrino nelle categorie delle opere che il Governo, all’epoca, intese finanziare; ovvero, opere a difesa e a consolidamento del suolo per fronteggiare il dissesto idrogeologico e opere di recupero dei beni culturali/turistici o simili, non altro.
Entrambe le opere segnalate: San Domenico e dissesto delle marine e della villa rientrano nelle suddette categorie. Ciò premesso cosa occorre fare per non perdere l’ultimo treno? Chiamare i progettisti del San Domenico, definire l’uso che del suddetto monumento si vuole fare ed imporre la relativa progettazione per renderlo funzionale all’uso stabilito, avvertendo che l’importo massimo finanziabile per ciascun intervento non deve superare i 5 milioni di euro; quindi, non si cominci a rincorrere farfalle o idee fantasiose. Bisognerebbe orientarsi per una spesa che lo renda funzionale e fruibile senza rincorrere sogni che comportino costi che non consentano il completamento dell’opera e la costringano all’attesa di altre risorse mantenendolo chiuso a disposizione di vandali o di accattoni che lo utilizzino per la propria residenza.
Analogo discorso per le marine e per la villa comunale. Siamo nel mese di marzo, la verifica accennata sarà fra qualche mese. C’è tutto il tempo utile per provvedere. Vogliamo provarci? Lo dico in special modo ai supporters dell’amministrazione affinché ne stimolino l’iniziativa, visto che ogni proposta che venga dall’esterno del cerchio magico viene avversata e scartata per principio. Invitino i loro beniamini a produrre le carte in tempo. Si tenga conto che, almeno per i prossimi 5 anni, questo sarà l’ultimo treno per queste opere. Si rimuovano incertezze e indugi inserendo le opere nel prossimo piano triennale e si assumano per tempo tutte le iniziative opportune con i progettisti e il Genio Civile affinché non si perda questa occasione.
Invito l’opposizione e chiunque abbia un ruolo ad evitare pregiudiziali e tentativi di attribuirsi meriti ricercando l’unità di intenti ed adoperandosi per sostenere questi obiettivi; poi, dopo che saranno stati raggiunti, chi vuole si intesti i meriti. L’importante è realizzare qualcosa di utile per tutti, questa città non può più aspettare tempi infiniti di rodaggio né polemiche infinite che non portano a nulla.

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