Gli ex PD: “Eravamo padroni di casa, siamo stati buttati fuori”

Salvatore Catinella: “Quella di Scalorino, senza maggioranza in Consiglio, è stata la vittoria di Pirro”, “A sinistra del partito una prateria di fuoriusciti che o non voterà o voterà M5s”

 

La Civetta di Minerva, 10 marzo 2017

Anche a Floridia il PD perde pezzi. Figure storiche abbandonano il partito per dare vita ad una nuova coalizione composta da persone di buona volontà, appartenenti a diverse storie politiche e culturali di questa comunità che non hanno nulla di cui vergognarsi, agenti alla luce del sole e che intendono concentrarsi non sui problemi, ma sulle soluzioni. Questa sarà una coalizione che, dicono, appoggerà il candidato sindaco Giovanni Limoli. I componenti di questo gruppo sono da sempre stati attivi nel partito ed hanno attraversato tutte le stagioni della sinistra italiana e floridiana dal PCI fino ad arrivare al PD.

“Eravamo padroni di casa – dice Salvatore Catinella – e siamo stati buttati fuori da chi invece dal partito andava e veniva a piacimento, prendendosi periodi sabbatici dall’impegno politico, mentre noi, con lacrime e sangue, faticavamo a tenere vivo il partito. Il PD, a tutti i livelli, non è più riformista né plurale, né democratico e non guarda nemmeno più a sinistra”.

Sono numerosi quelli che condividono quest’ottica; oltre a Catinella, fra gli esodati si contano Zappulla, Tarantello, Tina Modica, Nicotra, Miduri, Alderuccio e altri, tutti militanti di vecchia data. Ci sono però anche diversi giovani che hanno abbandonato o stanno per abbandonare il partito. Sono tutti provenienti dalla storia anche amministrativa di Floridia: ex consiglieri comunali, segretari della locale camera del lavoro, assessori.

Dice Catinella “Una parte importante della storia della sinistra floridiana, nelle sue articolazioni storiche-ideologiche, che ritiene il PD odierno incapace di rappresentare i valori in cui ci riconosciamo. Non lasciamo il partito perché non ci piace l’attuale amministrazione, sarebbe infantile e sciocco, ma perché si è sempre più spostato al centro e, in taluni casi, addirittura a destra.”

La frattura non si è consumata oggi, in vista delle elezioni amministrative. Il distacco è iniziato da tempo. “Io per primo – è sempre Catinella a parlare – guardando con attenzione a quello che accadeva a sinistra, ho concluso che si era alla frutta. Tutti noi esodati, nazionali e locali, rischiamo di restare orfani, non abbiamo più una dimora politica. In più, oggi, a sinistra del PD si è aperta una prateria di ex che o non voterà o voterà M5S.”

Le motivazioni delle defezioni vanno ricercate nell’essere tacciati di tradimento e/o di gufismo. “Non ho mai pensato – continua il nostro intervistato – che militare in un partito significasse calare la testa alla maggioranza. A Floridia è stata mortificata la storia di tanti che non solo hanno ricostruito il partito, ma anche contribuito alla vittoria elettorale del 2012. All’indomani sono iniziate le epurazioni, che non hanno fatto bene al PD floridiano. Insomma Scalorino a Floridia, come Renzi, ha ritenuto che sarebbe stato meglio che chiunque non la pensasse come lui dovesse andar via, cancellando pezzi di storia”.

Alla domanda quali gocce hanno fatto traboccare il vaso, Catinella risponde: “L’episodio che ha aperto la strada alla fuoriuscita si è verificato tra il primo e il secondo turno delle precedenti amministrative. La decisione di andare al ballottaggio da soli contro tutti ha aperto una frattura interna e ci ha consentito di conseguire una vittoria di Pirro, in quanto ha consegnato all’opposizione la maggioranza del consiglio comunale. Questo, credo, sia stato un episodio di estrema negligenza politica, che ha portato al distacco di chi aveva detto francamente che quello era un errore, che fra l’altro ha portato al successo del singolo a dispetto della necessità di avere la maggioranza consiliare. Di fronte a tutto ciò, si è preferito fare un passo indietro fino alla definitiva separazione.”

Secondo Catinella, la mancanza di lungimiranza politica ha minato l’attività amministrativa, in quanto non si può pensare di non-fare e di non assumersi la responsabilità del nonfatto: “chi amministra è sempre il primo responsabile di ciò che avviene o non avviene in una città”.

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