Dalla sindaca di Augusta lettera aperta al direttore della Civetta

Diritto di replica (legge sulla stampa n.47 del 1948, art. 8). L’avv. Cettina Di Pietro: “Nell’articolo del prof. Totis ciò che manca è la verità dei fatti”, “Un attento giornalista… avrebbe il dovere di documentarsi”

 

La Civetta di Minerva, 10 marzo 2017

Preg.mo Direttore, in 20 mesi siamo stati silenti e scrupolosi lettori del suo quindicinale fornendo, peraltro, il nostro contributo attraverso le interviste rilasciate, su richiesta, da alcuni componenti della Giunta. Tuttavia, oggi ci troviamo costretti a scriverLe questa lettera per attenzionarLe l’articolo pubblicato a pagina 18 dell’editoriale Anno IX n. 4 del 24 febbraio 2017, a firma di Gianbattista Totis.

Il Prof. Totis, infatti, diversamente da quanto fatto in articoli precedenti, come sopra detto, relativi ad interviste rilasciate da alcuni Assessori, nelle quali ha “quasi asetticamente” riportato le dichiarazioni degli intervistati, nel menzionato articolo, lungi dall’essere mero cronista della politica locale, Suo editoriale non appare aver utilizzato il certo per fini informativi ma per un autentico e fazioso personale attacco politico. La circostanza, a nostro avviso, certamente nuoce all’immagine di un editoriale serio come La Civetta di Minerva, per anni attento a riportare minuziosamente notizie scottanti della provincia.

Evidentemente dar voce ad un ex Preside, già candidato a sindaco nelle amministrative del 2015 (dopo travagliate cuciture all’interno di un PD locale, “imbarazzato” dalle vicende che hanno portato lo scioglimento del comune di Augusta per presunte infiltrazioni mafiose e visto imputato l’ex sindaco Pd) e con due consiglieri eletti che attualmente siedono nelle file dell’opposizione, alla lunga non poteva che portare a questa conseguenza.

Non dobbiamo certo ricordare a Lei, quanto piuttosto all’ex Preside prestato al giornalismo, i principi cardine che regolano il giornalismo, quale espressione massima dell’esercizio del diritto di critica e cronaca politica, che sono: la verità del fatto narrato, l’interesse pubblico e la continenza espressiva. Pertanto, la critica negativa dell’operato altrui può essere esercitata solo rispettando detti criteri. Nel contestato articolo esiste certamente l’interesse pubblico; la continenza espressiva è al limite (ma questo può solo stabilirlo la Magistratura); ma quello che proprio manca è la verità dei fatti narrati!

Invero, come sopra anticipato, negli scorsi mesi, nel rispetto della pluralità della stampa, l’ex Preside ha chiesto ed ottenuto da “quasi” (il quasi è d’obbligo, per quello che sarà precisato nel prosieguo) tutti gli assessori componenti la Giunta Di Pietro, una intervista. Il Sindaco, invece, non è mai stato intervistato. Tanto basterebbe ad insinuare il sospetto che l’ex Preside, nello scrivere l’articolo in argomento, tanto “imparziale” non sia stato (volendo tralasciare presumibili rancori legati alla circostanza di non essersi piazzato nemmeno al ballottaggio, avendo solo contribuito a togliere al primo turno una manciata di voti – appena 2.316 – al Sindaco poi eletto con oltre 13.000 voti).

E forse su questa circostanza ha proprio ragione l’ex Preside a definire nel suo articolo questa Amministrazione “inesperiente” perché, se lo fosse stata, mai avrebbe impiegato del tempo prezioso a rilasciare interviste ad un soggetto che, per la sua collocazione politica e la recente sconfitta elettorale, doveva far sorgere pesanti dubbi sulla obiettività delle notizie riportate ed in effetti, come lui stesso scrive (chiudendo questo articolo che è solo un coacervo di menzogne), citando un celebre detto andreottiano, “a pensar male ci si azzecca”. Ma veniamo alle indicazioni di alcune delle menzogne più evidenti e clamorose contenute nell’articolo:

A) La prima notizia falsa riguarda le contestate mancanze dell’Amministrazione in relazione al “Patto per il Sud”; infatti, nell’articolo si legge di “istanze inviate fuori termine, rivolte ad indirizzi sbagliati e proposte di opere in larga parte estranee a quelle finanziabili”. In verità, in relazione alle opere finanziabili con il cosiddetto “Patto per il Sud”, per come chiaramente si evince dalla registrazione della seduta del 25/05/2016 della seconda Commissione all’Ars, ai comuni siciliani non è mai stato richiesto di fornire progetti da finanziare! Quindi come si può scrivere di “istanze presentate fuori termine” ed agli “uffici sbagliati”? Cionondimeno, con nota protocollata in data 04/05/2016 n. 25141, il Sindaco ha ugualmente inoltrato una richiesta, con opere finanziabili in quanto relative a progetti esistenti ed immediatamente cantierabili, pervenuta agli Uffici ma letteralmente cestinata. Con detto Patto, invece, la regione nel nostro territorio ha, tra l’altro, deciso di finanziare degli interventi per il Castello Svevo, di competenza e proprietà della Regione, per inciso lo stesso Castello in relazione al quale, appena qualche mese prima, il Presidente della Regione è stato iscritto nel registro degli indagati!

B) Nel contestato articolo si fa di seguito riferimento ad un “errore clamoroso della dichiarazione di dissesto finanziario che, valutato inizialmente in campagna elettorale, pari a 102 milioni si è, a detta degli stessi amministratori, rivelato essere di appena (si fa per dire) 21 milioni di euro”.

A parte l’espressione di un parere personale da parte di un soggetto certamente “non tecnico”, appare palese che all’ex Preside siano sfuggite le recenti dichiarazioni, pubblicate precedentemente all’articolo in argomento, nella quali l’OSL dichiarava l’esistenza di circa 29 milioni per oltre 500 istanze di insinuazione al passivo. Un attento giornalista, lungi dall’esprimere pareri personali sulla opportunità o la pochezza di un debito, avrebbe il dovere di documentarsi e, magari, fare un raffronto con altre città siciliane; infatti, facendo ciò, avrebbe scoperto che Lentini ha dichiarato dissesto con “appena” 11 milioni di euro di debiti o Carini, amministrata dal PD, con “solamente” 7 milioni di euro.

Ebbene, in campagna elettorale unici tra i partecipanti alla competizione elettorale, abbiamo chiaramente dichiarato che i debiti complessivi del Comune di Augusta erano di 102 milioni di euro. Detti dati non erano certamente frutto di millanteria, quanto piuttosto scrupoloso studio della documentazione disponibile relativa ad una delle più spinose e cogenti problematiche che, da lì a poco, se eletti, ci saremmo dovuti trovare ad affrontare.

Infatti, è nella stessa sentenza della Corte dei Conti che, con deliberazione n.114/2015/PRSP, rigettava il piano di riequilibrio presentato dall’allora Commissione Straordinaria (a questo link la deliberazione https://goo.gl/Y0iqC7), si evince il dato numerico dichiarato. L’ex Preside, prima di lanciarsi in opinioni personali, avrebbe quanto meno dovuto documentarsi sulla differenza tra “disavanzo” e “massa passiva da ripianare”; solo così avrebbe evitato di scrivere dati “non veritieri” ed opinioni “opinabili” (per non dire di ciò che sarebbe accaduto nel caso in cui fosse stato eletto! Facile parlare di incompetenza altrui mentre si dimostra ancor oggi di non avere minima coscienza della situazione economica dell’Ente!).

C) In relazione ad un “formale ricorso al completamento dei piazzali del porto commerciale, sollevando un cavillo specioso ed inconsistente (…) e per la convinzione espressa nell’atto di cui trattasi che, tutto sommato, i piazzali fossero inutili poiché non attivo alcun traffico containers e non ipotizzabile in futuro nella valutazione dei novelli esperti di traffici marittimi”, non possiamo che ripetere le considerazioni espresse nel punto precedente, ovvero l’aver scritto delle informazioni assolutamente errate in assenza di una specifica verifica sulla veridicità di quanto scritto. Per detta verifica sarebbe bastato consultare l’Albo Pretorio Online! Infatti, con Deliberazione della Giunta Municipale n. 36 dell’1 aprile 2016, si decideva di inviare le “Osservazioni ai sensi dell’art. 20 comma 3 del D.Lgls 152/2006 e s.m.i sulla procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. del Progetto “terza fase realizzazione Banchine containers nel Porto Commerciale di Augusta- progetto unificato di primo e secondo stralcio”. Quindi non “Ricorso” ma “osservazioni” che, ai sensi del citato articolo, possono essere inoltrate entro 45 giorni dalla pubblicazione dell’avviso. Sulla “speciosità ed inconsistenza” delle argomentazioni, l’ex Preside ha omesso di specificare che siamo stati in buona compagnia di Legambiente che, sul medesimo progetto, ha presentato osservazioni dello stesso tenore. Che dire poi della valutazione “sull’inattività del traffico containers” attribuita all’Ente proprio in ragione della disinvolta leggerezza con la quale l’ex Preside pensa di poter fare il giornalista; infatti, leggendo attentamente, in nessuna delle 12 pagine di osservazioni il tema del traffico containers è stato trattato dal Sindaco.

Visto che l’ex Preside ha parlato di “esito negativo del ricorso”, vogliamo precisare che è nella risposta del Ministero (mai notificata all’Ente ma pubblicata solo nel sito dello stesso Ministero) che lo stesso, rispondendo congiuntamente alle osservazioni presentate dalla Giunta e da Legambiente, a trattare il tema del traffico containers. Una scrupolosa ed attenta lettura delle carte avrebbe evitato all’ex Preside, ancora una volta, di riportare circostanze false e forse anche di commentare le azioni dell’Amministrazione definendole “pasticci e amenità degni di miglior causa”. A questo link può leggere le osservazioni e trarre le sue conclusione: https://goo.gl/BhNH7D

D) Una parentesi a parte deve essere fatta sulle “rubriche assessoriali” in relazione alle quali, nel contestato articolo, si legge che “ neppure nelle gestioni minute” delle stesse “si registrano segnali di vitalità degni di nota”. Dette affermazioni non solo risultano autentiche illazioni ma consentono di definire l’operato dell’ex Preside ancor più censurabile nei confronti di quegli assessori che gli hanno rilasciato delle dichiarazioni! Solo per fare qualche esempio, citando le stesse opere indicate nello scritto, si fa notare che in relazione al Parco del Mulinello, contrariamente a quanto scritto, ovvero: “dove tutto resta com’era e, anzi, sempre grazie ai soliti imbecilli, ogni giorno tutto degrada”, se solo l’ex Preside si fosse scomodato a chiedere il reale stato dell’arte all’Assessore Suppo, avrebbe fatto la piacevole scoperta che, grazie alla diffida alla ditta che ha eseguito i lavori, fatta da questa Amministrazione, le opere vandalizzate sono state ripristinate (circostanza che avevamo omesso di divulgare solo per evitare che gli “imbecilli” di cui parla l’ex Preside trovassero stimolo a vandalizzarle nuovamente!).

Che dire dell’Hangar, per il quale si legge che è “ancora chiuso alla pubblica fruizione”, dimenticando o ignorando colpevolmente che è un bene di competenza del Demanio, a cui questa Amministrazione ha ripetutamente chiesto di poterne usufruire e che, ad oggi, rimane non fruibile a causa di una dichiarazione di inagibilità emessa dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco! Per l’ex macello comunale, non si può che ripetere la considerazione fatta per il Parco del Mulinello; infatti, bastava chiedere all’Assessore Suppo o consultare l’albo pretorio on line per scoprire che, a soli 6 mesi dall’insediamento, questa Amministrazione ha partecipato ad un bando per la riqualificazione dell’area, presentando apposito progetto di concerto con il Settore Servizi Sociali.

E) Sulla vicenda della strada e del parcheggio del Faro Santa Croce, dove – si legge nell’articolo – “passata l’estate nulla si è mosso”, è letteralmente impossibile che un soggetto, che manifesta velleità di giornalismo, sconosca l’iniziativa di democrazia partecipata promossa dall’Amministrazione per la devoluzione del 30% del taglio delle indennità della Giunta e dei Consiglieri M5S, per una somma pari ad oltre 50.000 €. Infatti, il progetto, votato nel mese di dicembre 2016, è stato, guarda caso, quello della riqualificazione della zona, attraverso diversi “stralci” con i quali si provvederà alla realizzazione di tutte quelle opere lasciate incompiute nel vecchio progetto “di riqualificazione” dell’area (illuminazione, servizi igienici etc.).

F) Ma il suo giornalista si spinge ben oltre! Infatti, oltre ad evidenziare ripetutamente l’incapacità di questa Amministrazione, in relazione al Settore urbanistica del Comune di Augusta, parla della esigenza di “modelli di comportamento condivisi che eviterebbero il manifestarsi di abusi, ammiccamenti , interpretazioni amichevoli per taluni e intransigenti per altri”! E’ evidente che siamo al cospetto di una denuncia di gravi illeciti che, a dire dell’ex Preside, si perpetrano all’interno di un Ufficio pubblico ed in relazione alle quali auspichiamo che il Prof. Totis (ma anche Lei in qualità di Direttore) possiate fornire prova!

G) Vergognoso, inoltre, appare il commento sulle Politiche Sociali in relazione alle quali si legge: “non pervenute”! Forse definite tali perché l’ex Preside non si è neppure degnato a richiedere una intervista all’Assessore al ramo? Oppure perché allo stesso, come più volte ribadito, manca alla base la corretta capacità o volontà di documentarsi consultando atti pubblici, facilmente ricavabili nel sito istituzionale del Comune?

H) Infine, l’apice della faziosità si raggiunge in merito al commento “Saltiamo a piè pari le politiche sull’istruzione”! Come si può scrivere una cosa del genere dopo che lo stesso ex Preside, presentatosi in qualità di “consulente dell’Assessore Regionale al ramo”, è stato ricevuto dal Sindaco e dall’Assessore Sirena, per proporre alle stesse la “verticalizzazione scolastica”? In detta circostanza, questa Amministrazione ha dimostrato unità d’intenti, accogliendo la citata proposta e sottoponendola ai Dirigenti scolastici locali, alla stessa presenza del Prof. Totis. Ogni ulteriore commento, a questo punto, è davvero superfluo.

Pertanto, pregiatissimo Direttore, La invito, per il futuro, ad usare lo stesso scrupolo che ha sempre contraddistinto il Suo editoriale nel verificare la veridicità dei fatti pubblicati, come per altro la legge impone al Suo ruolo, e a non permettere più a nessuno di utilizzare la Sua stimata testata per meri scopi politici personali.

Avv. Maria Concetta Di Pietro

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