Siracusa al primo posto in Sicilia per nuovi casi di AIDS

Rispetto ai 19 del 2015, nel 2016 ricoveri più che raddoppiati (31 fino a novembre +16 a dicembre). E aumentano di anno in anno. I cittadini infetti il doppio degli stranieri, i maschi il doppio delle donne, gli etero il doppio dei gay 

La Civetta di Minerva, 24 febbraio 2017

Ringraziando la cortesia della dottoressa Antonella Franco, referente aziendale per l’AIDS a Siracusa da molti anni, posso mettere a disposizione dei miei concittadini i dati certi dell’incidenza e prevalenza dell’AIDS a Siracusa.Se non fosse una notizia tragica direi che questi dati sono un motivo di orgoglio provinciale. Non siamo certo una grande città ma balzare ai primi posti per malati di AIDS, rispetto alle città più grandi come Catania e Palermo, meriterebbe l’iscrizione nelle targhe di accoglienza all’ingresso della città.

Quando vado in giro per la mia Sicilia sono colto da istinti omicidi contro i sindaci dei piccoli centri, leggendo quelle belle targhe all’ingresso: “città denuclearizzata”, “città per la pace”, “per i diritti umani”, mentre mancano le strade, gli asili, i mezzi pubblici, il lavoro, la cultura, la cura del bello, dell’arte. In compenso cacche per le strade, buche paurose, strade interrotte per anni, delinquenza nei consigli comunali, abusivismo come simbolo dell’unica legge che imperversa: quella del più furbo. Spazzatura dappertutto, vendita abusiva a ogni angolo, coordinata dalla mafia, mentre i poveri commercianti che pagano gli affitti e le tasse chiudono una bottega al giorno. Direi che è preferibile, in queste realtà, il nucleare perché farebbe pulizia più radicale e duratura.

C’è tanta voglia, dalle nostre parti, di primeggiare per attrarre i turisti cui, poi, propinare le truffette continue che sono la regola da noi. Ecco, quindi, un’idea e un primato da sbattere sulle targhe d’ingresso della nostra bella città! Siamo la città siciliana con il più alto numero di nuovi casi di AIDS, rapportata alla popolazione. Per giunta, anno dopo anno, superiamo il nostro record.

I nuovi pazienti che si sono presentati nell’ultimo anno appena trascorso hanno fatto un bel boom. Rispetto al 2015 (19 nuovi casi) nel 2016 abbiamo fatto il raddoppio (31 entro novembre+16 entro dicembre = 47).

Chi sono questi siracusani? Non lo sapremo mai. Posso dare qualche informazione utile lo stesso. I siracusani infetti sono il doppio degli stranieri, i maschi sono il doppio delle donne e, attenzione, gli eterosessuali sono il doppio degli omosessuali. In calo i tossicodipendenti.

Che vogliono dire questi numeri? Moltissime cose. Innanzitutto che i casi veri di AIDS sono di certo molti di più. Quasi nessuno fa il test. Le persone già infette per molti anni non si accorgono di avere alcunché e non ricorrono alle cure. Nel frattempo vivono, si accoppiano, viaggiano. Spesso non fanno neanche alcun controllo medico. Mentre nel passato le categorie a rischio erano gli omosessuali e i drogati, ora le vittime più frequenti dell’infezione sono persone eterosessuali. Più spesso maschi siracusani e meno spesso donne straniere, pochissimi i drogati.

Chiaramente rischia di più chi ha rapporti sessuali con molti partners diversi. I tipi di rapporti più infettanti, a parità, sono quelli anali, durante il ciclo mestruale, durante il decorso d’infezioni genitali maschili e femminili. I baci non sono infettanti, i liquidi più pericolosi sono il sangue, il liquido seminale e fluidi vaginali. Tutte quelle condizioni che facilitano le perdite di sangue, come le infiammazioni o piccoli traumi inapparenti, si accompagnano a un rischio maggiore.

Poi ci sono le eccezioni che fanno la differenza: la signora timorata di Dio malmaritata con il puttaniere in incognito, il bacchettone galantuomo malammogliato con un’allupata consumatrice di rapporti mordi e fuggi con giovanotti allegri, ornati di piercing e molto “free”, la povera giovane infelice, innamorata persa dello sciupafemmine farfallone, il compassato signore che di nascosto consuma rapporti focosi con un trans che lo fa impazzire, esportando in famiglia le conseguenze del suo vizietto.

Rimane da citare la causa più frequente, evocata dal povero maschietto o signora che apprendono d’essere malati di AIDS: il dentista. Giuro che è il meno imbarazzante dei responsabili e, quindi, il più gettonato. Da medico devo precisare che quasi mai è così, ma fa tanto comodo accusarlo.

Cosa ci fa vincere questo bel premio del primato siracusano in Sicilia? Tentiamo una ventina d’ipotesi, senza garanzia di centrare il bersaglio o il buco, per meglio dire: i preservativi costano troppo e si risparmia dove si può; qui da noi si pratica l’amore in tutte le sue accezioni, più delle altre province; ci sono più untori e, quindi, più casi; ci sono più deficienti che altrove; ci sono più allupate che altrove; ci sono più sibariti, vecchi infetti, che diffondono a omosessuali e bisessuali il loro virus dell’immunodeficienza; ci sono, più che altrove, figli di puttana che non hanno scrupoli; ci sono più rapporti anali che altrove; si pratica preferibilmente durante il ciclo mestruale per risparmiare sugli anticoncezionali;  si sconosce che l’esame per l’AIDS è gratuito e si perdura nell’infezione solo per essere pidocchiosi e non farsi svenare dai superticket sanitari siciliani; sarà una provincia babba… ma per fottere va alla grande; si crede troppo al detto ”Futti, futti ca Diu pirduna a tutti”;  vi è un’ampia e deliberata propensione a Siracusa per le fregature; vi è, più che altrove, una limpida fiducia nel futuro e nell’impunità; vi è un’istruzione così infima che non si conoscono le malattie trasmesse sessualmente;  molti omosessuali siracusani sono bisessuali; ci si crede immuni e non deficienti; la città valorizza ed esalta le puttane e i farfalloni; il siracusano crede di poter non pagare il conto dei suoi errori; è pura sfiga.

Mi sono permesso di scherzare su una cosa seria ma chissà se la satira sortisca migliori effetti del silenzio delle istituzioni sanitarie cittadine, sindaco in testa. Di AIDS oggi si sopravvive anche se a prezzo di ingurgitare tante medicine per tutta la vita.

Suggerisco qualche rimedio per salvare la pelliccia: portarsi dietro i preservativi sempre; essere fedeli; aprirsi al proprio medico e chiedere consigli; fare il test se ci sono minimi dubbi: è gratis; usare il preservativo fin dall’inizio dei contatti sessuali, anche orali; diffidare di qualunque tipo di partner che acconsente a rapporti sessuali fin dal primo incontro; più che del dentista diffidare di tutti quelle professionalità improvvisate che maneggiano forbicine, aghi da tatuaggio, lamette da barba o depilazione, attrezzi da manicure e pedicure; saper governare i propri appetiti sessuali in modo da rispettare se stessi e gli altri; non chiedere mai a una prostituta o partner occasionale di avere rapporti senza preservativo. studiare e informarsi.

E’ un primato che ci conviene perdere al più presto!

Da leggere

TERAPIE CONTRO IL CANCRO – LA SALUTE NELL’ERA DELLA DISINFORMAZIONE. FAKE NEWS IN SANITA’ 4a PARTE

Il cancro è uno degli ambiti dove si sono sviluppate le peggiori forme di pseudoscienza …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti