Onlus: “Puliamo gratis il castello”. Il Demanio: “Pagate il canone”

L’Hangar Team di Augusta si offre di diserbare con propri fondi il maniero di Brucoli e viene trattata come un privato che intenda fare del monumento un uso esclusivo

 

La Civetta di Minerva, 10 febbraio 2017

Una storia di ordinaria follia, ovvero quando gli organismi periferici dello stato lavorano per scoraggiare ogni atto di collaborazione dei cittadini.

Spesso nella polemica sui social, sui giornali ed ovunque si possa esprimere una opinione i soggetti che si cimentano nelle proprie valutazioni hanno come unico riferimento negativo la classe politica (la quale come è noto, nulla o poco fa per migliorare l’immagine che di essa hanno i cittadini). Fuori da queste polemiche, perché poco note, sono le azioni e le iniziative che assumono alcuni organi periferici dello Stato che però incidono profondamente nella qualità della vita di ciascuno di noi e che spesso sono liberate da qualsivoglia rendiconto pubblico perché la verifica e la vigilanza sulle loro attività viene svolta all’interno dell’apparato statale, che raramente si espone a dare notizie in pubblico preferendo la sobrietà ed il silenzio.

La stampa, generalmente poco attenta, asseconda , nei fatti, tranne in rare occasioni (e solo in seguito ad iniziative censorie della magistratura), questa coltre di silenzio che copre l’attività di organi periferici dello stato che però sono  importanti per la vita delle comunità come, ad esempio, Il Demanio, le Soprintendenze, il Genio Civile, l’ARPA, etc. Oggi vogliamo raccontare una storia che, seppur marginale, potrebbe spiegare il perché tante assurdità, incomprensibili ai più, accadono nella gestione dei beni pubblici.

Siamo a Brucoli dove sorge il Castello Aragonese, chiuso da tempo immemorabile, dove nel 2008 sono stati fatti lavori di manutenzione conservativa, quasi mai aperto al pubblico, esposto alla mercé di qualche vandalo e a disposizione del tempo che lo consuma inutilmente. Una associazione di volontariato Onlus, costituita tra cittadini volenterosi di godere delle bellezze della comunità, si fa venire l’incredibile idea di dare un contributo, anche mediante i fondi ottenuti con il 5 per mille, per estirpare le erbacce da tempo padrone assolute del maniero, fare le opere di manutenzione ordinaria al fine di consentire la fruibilità dai molti turisti e cittadini che lo vorrebbero visitare. Mai pensiero fu più sconvolgente poiché si sono condannati ad un defatigante percorso attraverso  la burocrazia statale che meriterebbe un documentario di denuncia sociale. (A proposito di documentario informiamo i nostri lettori che lunedì 27 febbraio ci sarà la presentazione del documentario “La casa dei dirigibili” al Palazzo di Città alle ore 18:00)

Raccontiamo brevemente  sorvolando sulla miriade di carte che ne testimoniano  l’estenuante viatico.

Tutto comincia nel novembre del 2015 quando l’associazione di volontariato Hangar Team Augusta offre alla Soprintendenza la propria collaborazione per la valorizzazione del Castello, proponendo una sorta di adozione del monumento e mettendo a disposizione propri fondi. Ma la Soprintendenza di Siracusa, pur favorevole all’intervento, non può autorizzarlo perché non ha la proprietà del Castello, ne ha solo la tutela; occorre quindi ricominciare l’iter burocratico con il proprietario: il Demanio dello Stato. Nell’aprile 2016 esso si dichiara favorevole a che l’Associazione effettui lavori di ripulitura, diserbo, piccola manutenzione, potenziamento dell’impianto elettrico, previ opportuni accordi anche con la Soprintendenza.

Nel mese di luglio la Soprintendenza consegna le chiavi all’Associazione che inizia subito i lavori di pulizia e diserbo e, successivamente, si pone il compito di verificare lo stato dell’impianto elettrico per predisporre un progetto di adeguamento alle norme di sicurezza vigenti.

Nel mese di settembre l’Hangar Team formalizza un piano di interventi  di manutenzione nel Castello: la Soprintendenza lo esamina con celerità e lo autorizza nel mese di ottobre. Quando l’Associazione comunica ai due interlocutori l’inizio dei lavori, l’Agenzia del Demanio di Catania diffida l’Associazione a interrompere ogni attività sull’immobile minacciando di rivolgersi, in caso contrario, alla Procura delle Repubblica (sic!), affermando di non aver ancora rilasciato la propria autorizzazione, fermando tutto..

Poi, quando in seguito a una reiterata richiesta dell’Associazione l’Agenzia del Demanio finalmente si decide di dare il Nulla Osta lo subordina alla stipula di un apposito atto di concessione del Castello con conseguente pagamento da parte dell’Associazione di un canone annuo e di una polizza  assicurativa per il valore inventariale del maniero (sic!) che è quasi due milioni di euro. Così come si farebbe con un privato che intende fare del monumento uso esclusivo.

Nel mese di novembre l’Hangar Team comunica all’Agenzia che gode già di una Polizza assicurativa nazionale propria delle associazioni di volontariato che copre anche la Responsabilità Civile verso Terzi, per i danni che potrebbero arrecarsi a persone e cose durante lo svolgimento della propria attività per un massimale di mezzo milione di euro. L’Agenzia del Demanio risponde formalmente alla richiesta, mentre arriva, invece, l’invito formale della Direzione Regionale del Demanio a pagare il canone di concessione. L’associazione risponde che non è stato ancora firmato alcun contratto di concessione e coglie l’occasione per reiterare la propria disponibilità ad eseguire l’intervento di manutenzione solo se verrà ritenuta idonea la propria assicurazione. 

Ovviamente dopo la diffida e le “minacce” di denuncia, i volontari hanno sospeso i lavori nel mese di ottobre e non hanno proseguito, sotto l’occhio attento della Soprintendenza, nell’opera di manutenzione e di adeguamento alle norme di sicurezza.

Tutto ciò avviene in un contesto di normativa nazionale, modificata di recente dal ministro Franceschini, che favorisce e incoraggia i privati che vogliono sponsorizzare o fare semplice mecenatismo per valorizzare i beni culturali; Il Decreto 19/12/2012 Ministero per i Beni Culturali- (Allegato A, 1.3.2) prevede, infatti, che “… associazioni e altri enti privi di fini di lucro sono e restano riferibili al mecenatismo e sono e restano pertanto liberi da intralci burocratici …”. Il dato, ad oggi è che: l’iniziativa dell’Hangar Team, partita nel novembre 2015 ancora, nel febbraio 2017, non è arrivata a buon fine. E pensare che si tratta solo di piccola manutenzione finalizzata alla riapertura parziale del Castello alla pubblica fruizione.

Ma si tratta solo di ignoranza delle normative, di incapacità dei funzionari, dell’ordinaria follia che caratterizza l’impianto burocratico della Pubblica Amministrazione o c’è dell’altro? Perché la vicenda, che in sè lascia basiti, è così assurda che sembra che tale atteggiamento appaia al limite del vessatorio nei confronti di un’associazione di volontariato (peraltro abbastanza accreditata visto che è stata impegnata anche nel recupero del parco dell’Hangar per dirigibili di Augusta e nella valorizzazione del sito archeologico di Megara Iblea dove ha liberato da zecche e erbacce il sito).

Certo è che per il Castello Aragonese dal 2008 in poi, anno in cui si è ultimato un intervento di parziale recupero da parte della Soprintendenza, nessuna iniziativa di cui si sia a conoscenza è stata intrapresa da parte dell’Agenzia del Demanio per la sua valorizzazione.

Questi i fatti fino ad oggi. Una sola domanda parafrasando Brecht: chi controllerà il controllore posto che la classificazione che ha il Castello Aragonese nel codice dei beni culturali comporta l’obbligo di valorizzarlo e renderlo fruibile?

Forse, stante la situazione, sarebbe il caso che l’Hangar Team lasci perdere il Castello Aragonese e dedichi impegno e risorse ad altri beni culturali del territorio in attesa che questo Castello transiti nella proprietà della Regione, cosa che, secondo lo Statuto della Regione Sicilia, sarebbe dovuto avvenire già da tempo. Ciò nella speranza che il conseguente trasferimento di tutte le competenze sul monumento ad una sola amministrazione non possa che migliorare l’attuale incresciosa situazione. Ma sarà così, visto come la Regione amministra il suo patrimonio? O si cadrà dalla padella nella brace, trattandosi di amministrazioni pubbliche senza controlli reali sulla loro efficienza?

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