IL TACCUINO di TITTA RIZZA
Mi verrebbe voglia di parlare di questa meravigliosa nostra terra, la Sicilia, che di recente, dopo tanti giorni di freddo, ci ha dato un anticipo di primavera con un sole caldo e splendente ma, anche in vista del nazionalpopolareSanremo, mi preme una diversa riflessione.
Ci sono avvenimenti di cui televisioni e carta stampata si occupano per appena un giorno e poi cadono nel silenzio più assoluto, tamquam non essent, come se non ci fossero. Sembra quasi che ci sia una regia occulta: un dovere di cronaca sì, ma solo un cenno, un contentino per l’opinione pubblica e poi il dimenticatoio.
Ci sono tre avvenimenti che mi hanno lasciato perplesso.
In ordine di tempo. Primo. Due fratelli da anni controllano i telefoni e le conversazioni di uomini di Stato, ministri, fra cui quellodel Tesoro, e addirittura Renzi, allora capo del governo e le notizie che raccolgono le custodiscono in paesi lontani, uno di questo gli Stati Uniti. La polizia postale se ne avvede; per oltre un anno indaga e ne riferisce soltanto al P.M. che coordina le indagini giudiziarie. Questo poliziotto che collabora col P.M. non senteil dovere di informare il capo della polizia italiana che a sua volta avrebbe dovuto informare le persone intercettate, a cominciare dal capo del governo che era tenuto sotto controllo dai due fratelli.
Segreti di Stato che volutamente non vengono protetti. Quando la notizia viene a galla, quel poliziotto che è venuto meno al suo dovere fondamentale di protezione della Repubblica non viene radiato dalle forze di polizia, ma soltanto trasferito da un ufficio a un altro. Non mi si opponga che era stato impedito di informare le autorità della Repubblica in quanto vincolato dal segreto istruttorio per una indagine giudiziaria in corso, perché la tutela dello Stato e quindi di tutti noi deve avere, come ha per legge, la preminenza e la precedenza.
Il secondo episodio: marito e moglie si convertono alla fede islamica e cominciano a vendere armi a tutti quei paesi di religione islamica che hanno una guerra in corso; non soltanto agli stati in guerra ma anche e principalmente alle varie fazioni in guerra fra loro. Si scopre il commercio, e poi noi leggiamo che da molti anni i due coniugi erano sotto controllo, tanto che addirittura erano state individuate le banche dei paesi che consentivano il passaggio del denaro per l’acquisto e la vendita delle armi. Perché si è consentito per anni un tale commercio e poi perché all’improvviso la materia passa a un P.M. che finalmente arresta i due commercianti all’ingrosso? C’è stata una guida sapiente della vicenda?
Terzo ed ultimo episodio. La Rai è un’azienda di cui noi tutti siamo gli azionisti – azionisti senza voto e senza voce – perché la manteniamo col canone che paghiamo e oggi, con la bolletta elettrica che fa da esattore, non sfugge nessun italiano.
Ogni azienda, lo si studia sui libri di economia, ha la regola fondamentale del profitto, non quella di far fare profitto alle aziende che le fanno concorrenza. Se Sanremo è la manifestazione clou della vita di mamma Rai con un investimento di diverse decine di milioni di euro, logica di impresa impone che si mettano a profitto uomini e mezzi dell’azienda. Com’ è allora che è spuntato il nome di Maria De Filippi, regina di Mediaset, per affiancare Carlo Conti reuccio di Rai?
Invece di valorizzare una donna Rai – e ce ne sono tante di più belle, più giovani e più brave della Maria nazionale – la Rai va a valorizzare una voce della rete televisiva che è l’unica vera sua concorrente. Maria De Filippi ha rinunziato al cachet, mi si potrebbe obiettare; ma questa è la riprova che lei stessa sente l’importanza della manifestazione e vuole andare ad acquisire una maggiore popolarità che poi metterà a disposizione di Mediaset che, non dobbiamo mai dimenticare, è la vera concorrente della Rai.
Come si spiega tutto questo? Forse che in nome del festival di Sanremo scoppia la pace televisiva? Ed allora, come nell’antica Grecia per le olimpiadi si bloccavano le guerre, per le ore di trasmissione di Sanremo si sarebbero dovute ammutolire le reti Mediaset. Qualcuno più bravo di me trovi la risposta, senza dimenticare di chi sia moglie Maria De Filippi e i trascorsi di suo marito.
Sento impalpabili i poteri forti che guidano certi avvenimenti della nostra vita aldilà della logica dell’uomo comune quale io sono. Non posso influire su tali ”poteri forti” che sono invisibili anche se intuibili nella loro paternità. Ma di una cosa sono certo: la mia coscienza di uomo libero e di credente me ne impone di parlare e fino a quando ci sarà qualcuno che mi legge o mi ascolta la ribellione a questi poteri occulti è in atto.

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