La madame ai genitori poverissimi: “Fatela arrivare in Italia, vi darò 25 mila dollari”. Il racconto che leggerete è stato validato dalle indagini dei magistrati di Catania. Ora la minore è al sicuro
La Civetta di Minerva, 27 gennaio 2017
La chiameremo Lucy. Diciamo che arriva dall’area sub sahariana. E’ ricercata dai trafficanti di bambini destinati all’espianto d’organi. Allo sbarco ad Augusta è stata immediatamente trasferita presso una comunità alloggio per femminucce, in provincia di Siracusa. E’ qui che l’abbiamo conosciuta. Ecco una sintesi del suo racconto.
“La mia famiglia è composta dai genitori e da tre figli. Siamo poverissimi. Viviamo di quello che riusciamo a racimolare durante la giornata. Sono la primogenita. Un giorno è venuta a casa una signora. Ha parlato con i miei genitori. Dopo qualche giorno un’auto si è fermata davanti casa nostra. La signora elegante mi ha detto che avevo bisogno di fare una visita medica in ospedale. La mamma mi ha rassicurato dicendomi che mi avrebbero fatto soltanto degli esami.
“Siamo giunti in una zona di campagna. Vi era una pista e un piccolo aereo. Non ero mai salita su un aereo. Siamo partiti alla volta della capitale. In ospedale sono stati gentilissimi. Mi hanno fatto un prelievo di sangue, urine e feci. Siamo quindi tornati a casa.
“La mamma mi ha allora presa in disparte. Se partirai con un’altra ragazzina della tua età alla volta dell’Italia, la madame che ti ha portato in ospedale ci darà 25.000 dollari americani. La proposta non prevedeva una risposta contraria. La nostra povertà non concede alternative. “Disperata com’ero, sono stata affidata a una ragazzina col compito di portarmi in Italia. Abbiamo viaggiato lungo il deserto a bordo di un pick up. C’erano tante persone a bordo, penso una ventina. Abbiamo poi raggiunto una città lungo la traversata del deserto. Qui ci hanno chiusi dentro un camion con delle grate in alto da cui entrava un po’di luce e aria. Però non si respirava.
Abbiamo viaggiato per giorni. Una sera una donna incinta ha partorito un maschietto. Tutti le stavano addosso. A un certo punto un anziano le è salito sopra la pancia e l’ha aiutato a fare uscire il bambino. Altre cose brutte sul camion. Uomini che hanno preso a pugni altri uomini. Gli hanno fatto uscire tanto sangue. Poi ho visto che un uomo e una donna facevano quelle cose. Davanti a tutti. Intanto la ragazza con cui ero partita era più una guardiana che non una compagna di viaggio.
“Siamo rimasti a Tripoli in attesa di una barca per attraversare il mare. Non avevo mai visto il mare. La traversata è durata tutta la notte. Poi dopo l’alba abbiamo visto da lontano una grande nave bianca. Italiani, ci hanno detto. A bordo la mia compagna ha cercato sempre più di nascondermi in mezzo a tutte quelle persone. Una signora con una divisa da soldato mi ha presa per la mano. La mia sorvegliante mi ha strattonata. Gridava che ero sua sorella. Ma io non sono sua sorella. La soldatessa ha chiamato dei signori. Un interprete mi ha accompagnata in un ufficio. Hanno creduto alla ragazza perchè più grande di me. Ci hanno separate dal gruppo.
“La mia sentinella mi impediva di uscire dalla cabina. Quando la nave è giunta in porto, la soldatessa ci ha affidate alla polizia. Sul molo c’era una brava mamma. Mi ha presa in braccio e assieme alla mia guardiana mi ha portata a casa sua. C’erano altre ragazzine africane. Ho detto subito che la ragazza non era mia sorella. Ho urlato alla signora del comune che lei mi controllava perché voleva portarmi in un ospedale.”
Il racconto di Lucy è stato validato dalle indagini della procura di Catania. Attraverso il test del DNA è stato possibile verificare che la sorvegliante della piccola Lucy, così come sostenuto, non era affatto la sorella maggiore. Dunque il tribunale ha separato le due ragazzine ponendo tutte le condizioni per l’assoluta tutela della bambina. Più volte sono giunte al comune richieste per localizzare la bambina. Avendo secretato la sua collocazione definitiva, al momento la piccola è al sicuro.
Purtroppo i dati della Procura di Catania sulla scomparsa di migliaia di minori giunti in Italia lasciano pochissimo sperare sulla sopravvivenza di queste povere creature. Per ogni Lucy salvata, sono migliaia i piccoli usati come fonte di organi da impiantare a ricchi malati europei.

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