Retata a Tripoli

La Civetta di Minerva 4 Febbraio 2017

Tripoli, i primi giorni di gennaio di quest’anno. Una pattuglia dell’esercito libico in perlustrazione, ha individuato un covo in cui i trafficanti nascondono i migranti. Li hanno costretti ad uscire e a lasciare ogni loro avere dentro la casa che li ha ospitati per 21 giorni.

Senz’acqua corrente né cibo, hanno vissuto tre settimane mangiando pane e tonno in scatola. Dopo il rastrellamento sono stati trasferiti presso il campo di raccolta nell’area nord di Tripoli.

Una tendopoli simile ad una bolgia infernale.

In quella casa hanno lasciato le povere cose che si erano portati dietro.

Non i soldi. Quelli li tengono sigillati al loro corpo.

Quando abbiamo più volte sostenuto che la traversata del Canale di Sicilia è la parte più semplice, intendevamo proprio questo.

Dall’Africa sub sahariana fino a Tripoli, è un continuum di sevizie, violenze e prevaricazioni. Altroché viaggi di lusso e hotel a 4 stelle come vorrebbero certi benpensanti.

 

 

 

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Filmato della retata dell’esercito libico a Tripoli. I migranti in attesa di un imbarco per la Sicilia verranno portati fuori dalla città.

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