Tantissime mail di solidarietà alla redazione de La Civetta

Deputati, amministratori, docenti, ambientalisti, antiracket, professionisti autonomi, cittadini. “Sempre dalla parte di chi combatte per la verità e la giustizia”. E una ventenne: In questa società codarda, concedersi la libertà di parola è un atto di coraggio”

 

La Civetta di Minerva, 23 dicembre 2016

Che La Civetta di Minerva non sia un giornale-impresa crediamo sia chiaro ormai a tutti i nostri lettori. E’- è stato fin dall’inizio – un giornale progetto che vede riuniti attorno al tavolo della redazione giornalisti che condividono l’ideale della legalità, sulla base di un codice di valori ben evidenziato nello statuto fondativo del giornale. E infatti i nostri collaboratori sono: due ex dirigenti scolastici, il presidente di Rifiuti Zero, cinque insegnanti nelle scuole superiori, il portavoce provinciale dei Verdi, dipendenti di enti pubblici o di aziende della zona industriale, eccetera. Essi non solo costituiscono l’ossatura del giornale ma contribuiscono anche, con le loro donazioni mensili, a finanziare le spese per la pubblicazione.

In questi sette anni di vita, abbiamo condotto inchieste importanti nel territorio: Sai8, rigassificatore, Tributi Italia, cementificazione delle coste (che ci è valsa due volte la lusinghiera citazione di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera), fotovoltaico, premialità non dovuta negli enti locali eccetera. Lo abbiamo fatto sempre con i documenti alla mano, com’è d’obbligo al giornalista che tratta argomenti scottanti.

Anche nell’inchiesta sulla Procura della Repubblica di Siracusa a guidarci sono state le visure camerali e quel che si diceva negli ambienti giudiziari. C’è voluto del coraggio per spingere lo sguardo su quanto avveniva nel Palazzaccio, consapevoli dei rischi che avrebbe comportato far luce su un sistema chiuso, spesso autoreferenziale. E certo non ci aspettavamo che a metterci alla gogna fossero alcuni giornali locali, chi schierandosi dalla parte dei magistrati di cui avevamo scritto, chi brandendo la spada dell’intimidazione (la notizia diffamante della nostra presunta estorsione nei confronti di 4 misteriosi imprenditori, per la quale attendiamo da mesi che il Gip decida nei confronti del direttore del Diario).

Sono stati i processi, non noi, a condannare in appello il pm Musco a un anno e mezzo di reclusione; è stata la Cassazione Sezioni Unite, non noi, ad annullare l’assoluzione da parte della III Commissione Disciplinare del CSM rinviandola a un nuovo esame; non sappiamo come finirà il processo penale su Villa Corallo, la cui ultima udienza è stata il 30 settembre. In decine di pagine delle sentenze la figura del pm Musco è stata descritta in maniera impietosa come noi non avremmo potuto fare, e non avremmo mai fatto nel rispetto delle funzioni: della stampa che racconta i fatti, della magistratura che valuta gli stessi. Verrebbe da dire infatti che se noi avessimo diffamato, e non lo abbiamo fatto, altrettanto (e a valutare ciò che è stato scritto nelle sentenze, ancor di più) avrebbero fatto i magistrati che finora si sono occupati della vicenda. Sono tutti denunciabili?

Siamo consapevoli del potere che abbiamo di fronte, ma noi continueremo per la nostra strada. Lo faremo con il nostro rigore morale e nel più assoluto disinteresse economico o di altro tipo, com’è stato sempre nel nostro percorso. Le tante attestazioni di stima e di amicizia che abbiamo ricevuto ci spronano ulteriormente. Ed è ai nostri lettori e sostenitori che diciamo grazie. Anche per loro è stato difficile metterci la faccia e averlo fatto è segno di un grande risveglio morale della nostra comunità, pur nel momento difficilissimo che si vive a Siracusa per altre vicende.

La maggior parte dei messaggi di solidarietà ha avuto, su per giù, lo stesso contenuto: “A Franco Oddo e Marina De Michele, oggetto di una richiesta di risarcimento danni per diffamazione di 5.000.000 di euro da parte del Dott. Maurizio Musco per la loro attività giornalistica, desideriamo esprimere la nostra vicinanza ed amicizia, nella fiducia che la correttezza del loro operato sarà in grado di emergere anche in questa circostanza”, un messaggio rimbalzato sui social e nelle chat.

Alla data di mercoledì, ultimo giorno di composizione del giornale, questi i firmatari: Tati Sgarlata, Roberto de Benedictis, Michele Accolla, Salvo Adorno, Francesco Ortisi, Fabio Fazzina, Adriana Drago, Nella Leone, Emmanuele Schiavo, Roberto Fai, Marinella Incarichi, Annalisa Amato, Ada Scirpo, Viviana Scimò, Lucia Messina, Annalisa Amato, Agata Sorano, Donatella Confreda, Emanuele Suppo, Aurora Navanteri,Salvo Benintende, Anna Salerno, Luciana Pannuzzo, Brian Di Mari, Daniela Addamo, Gloria Miccichè, Ernesta Agnello, Cristina Di Dio, Toni Ciaffaglione, Maria Teresa Emanuele, Fernanda Bonaiuto, Sabrina Marino, Patrizia Campochiaro, Luisa Madella, Marinella Indomenico, Stefania Di Carlo, Ornella Spina, Giuseppe Napoli, Donatella Crucitti, Alessandra Privitera, Paolo Magnano, Michelangelo Giansiracusa, Sofia Amoddio, Agata Balsamo, Paola Aragona, Gabriele Portelli, Rita Randazzo, Anna Di Carlo, Elena Leone, Rosalba Fidelio, Rachele Vullo, Stefano Russo, Bianca Calvo, Maria Di Stefano, Antonella Baviera, Cettina Bongiovanni, Paolo Italia, Patrizia Trefiletti, Piero Di Carlo, Gabriella Dotto, Vito Privitera, Santo Geracitano.

Lauretta Rinauro, Renata Giunta, Marta Silvestre, Sean Neri, Alfio Curcio, Sebino Scaglione, Giovanni Romano, Adriana Canclini, Emiliano Colomasi, Luigi Latina, Sabina Zuccaro, Rita Gentile, Marika Cirone, Riccardo Gionfriddo, Massimo Imbrò, Elena Famulari, Fabio Morreale, Corradina Santuccio, Maria Concetta Francica Nava, Adriana Marciante, Carlo Gradenigo, Daniela Cucè, Pierpaolo Coppa, Sebastiano Sardo, Alessandra Trigilia, Nino Attardo, Simona Cascio, Valentina d’Agata, Fabio Guarnaccia, Franzo Bruno, Saro Cuda, Carmelo Sgandurra, Peppe Cantone, Antonio Rasconà, Luciano Arena, Giuseppe Galletta, Federico Galletta, Ida Aurora Mica, Simona Loreno, Enzo Moscuzza, Enzo Parisi, Nuccio Gibilisco, Pippo Giaquinta, Simona Arnone, Susi Griso, Paolo Tuttoilmondo, Marco Fatuzzo, Chicca Fascetta, Silvio Vintaloro, Noemi Aliotta, Linda Carbone, Enzo Scamporlino, Corrado Giuliano, Pippo Ansaldi, Peppe Giliberti, Nuccio Aliotta, Maurizio Di Martino, Ninni Gibellino, Laura Arcieri, Luciano Vullo. E abbiamo omesso volutamente i messaggi di solidarietà e coesione di quanti fanno parte della redazione.

Ma ce ne sono anche altri più personali e ne riportiamo alcuni per noi particolarmente importanti.

Solidarietà per la Civetta di Minerva e a Marina e Franco Oddo, sono con voi nelle battaglie per la legalità e trasparenza.

Emma Schembari

Sempre dalla parte di chi combatte per la verità e la giustizia.

Francesco Italia

Agli eroici Franco Oddo e Marina De Michele, ai quali è stato chiesto un risarcimento di “soli” 5.000.000 di euro da parte di Musco Maurizio per aver pubblicato notizie supportate da incontrovertibili fatti a tutti noti, esprimo la mia solidarietà, accompagnata dai miei più sentiti complimenti per la correttezza, la professionalità, la trasparenza e il coraggio dimostrati in questa come, del resto, in tutte le vicende oggetto delle loro mirabili attività giornalistiche, sicuro che il grande spessore della loro eccellente professionalità verrà riconosciuto nelle opportune sedi confermando ancora una volta quel loro posto di primissimo piano nel mondo giornalistico che negli anni ha fruttato la stima e l’ammirazione dei lettori, che vedono nella Civetta di Minerva una sorta di “stella polare” dell’informazione. Quell’informazione che è linfa vitale di una società consapevole e che fin troppe testate, anche di levatura nazionale, hanno purtroppo asservito ai cosiddetti “poteri forti” svilendo e umiliando la nobile professione del giornalista che questi coraggiosi fanno ancora sopravvivere.

Eugenio Bonomo

Infine, il messaggio di una ventenne, che dimostra di avere compreso la posta in gioco:

Ho letto gli articoli. Le vicende sono complesse e non nego di aver dovuto rileggere il tutto più di una volta. Quello che posso dire è che penso che ormai, in questa società codarda, concedersi la libertà di parolasia un atto di vero coraggio e chi si impegna in questo meriti l’appoggio e la stima di tutti, soprattutto se è una libertà che coinvolge non solo il bene di chi si esprime mettendoci la faccia, ma anche e soprattutto quello comune.

Mara Tiralongo

 

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