Cettina Di Pietro: “Per il PRG si è dovuto abbandonare l’ausilio di Architettura, i costi sono troppo elevati”
La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016
Giunge molto attesa la prima relazione annuale del sindaco di Augusta Cettina Di Pietro, un momento che è ben più di un semplice bilancio, diventando un’occasione di confronto con la città, l’opposizione e anche con la propria maggioranza.
Questo primo anno di mandato è stato vissuto in maniera molto intensa. Dopo la schiacciante vittoria al ballottaggio le speranze di un cambiamento forte nella politica cittadina erano davvero tante, alimentate da una mole pesantissima di problemi ereditati dalle amministrazioni precedenti. In fondo, si trattava del primo sindaco eletto dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. La luna di miele è stata però molto breve, come spesso accade in circostanze simili, e ben poco è stato concesso alla nuova amministrazione dalle opposizioni e da parte dell’opinione pubblica veicolata dai social, senza contare gli intralci che sono giunti anche dalle proprie fila.
Proprio per queste ragioni il discorso pronunciato dal sindaco Di Pietro è sembrato assumere una grande rilevanza non solo per gli effetti politici ed amministrativi che porta con sè, ma anche per testare la tenuta dell’amministrazione di fronte alla cittadinanza.
Nell’aula consiliare di Palazzo San Biagio, il sindaco si è rivolto al Consiglio comunale partendo dal riconoscere l’importanza del lavoro svolto dai commissari prefettizi che “hanno dovuto affrontare circostanze particolarmente delicate, quali quella relativa alla gravissima situazione debitoria dell’Ente in relazione alla quale hanno tentato un “Piano di Riequilibrio Finanziario”. All’emergenza finanziaria si aggiunge anche il peso che hanno avuto il problema “della gestione degli sbarchi degli immigrati a partire dalla operazione Mare Nostrum” e “l’acquisizione, non preventivata, della gestione del servizio idrico, a seguito del fallimento della società che ne aveva la gestione”.
Il secondo momento del “discorso del sindaco” ha affrontato, in maniera dettagliata, alcuni dei problemi più gravi che la sua amministrazione si è trovata subito a dover affrontare. In primo luogo si è soffermato su quello relativo alla gestione del personale a tempo determinato, una situazione in divenire sia per quanto riguarda il reperimento delle risorse necessarie alla proroga dei contratti, sia per le prospettive di stabilizzazione; quindi ha posto l’accento sul problema degli sbarchi dei migranti e in particolare quello dei minori non accompagnati, la cui cura ricade tra le competenze del Comune, e sull’avere “scongiurato” l’ipotesi che venisse realizzato l’hot spot per l’identificazione dei migranti proprio sulle banchine del porto commerciale compromettendone l’operatività.
Entrando nel vivo della propria relazione, il sindaco si è concentrato sull’attuazione del programma amministrativo, mettendo in evidenza i temi affrontati a partire dalla dichiarazione di dissesto finanziario. “Già in campagna elettorale – si legge nella relazione – sulla base delle motivazioni espresse dalla Corte dei Conti, che aveva rigettato il Piano di Riequilibrio finanziario presentato durante la gestione commissariale dell’Ente, avevamo dichiarato che l’unico modo per “azzerare i conti” con il passato e ridare al nostro Ente un bilancio sano, sarebbe stata la dichiarazione di dissesto”.
Difficile riassumere in breve i vari punti programmatici individuati nella relazione, il cui testo è comunque reperibile sul web; volendo però evidenziarne gli aspetti principali, si potrebbe partire dall’esigenza, espressa dal sindaco alla fine del documento, di rinnovare quei regolamenti considerati ormai obsoleti volti a individuare le modalità di gestione di molti spazi e servizi pubblici. Così, sono stati rilasciati nuovi regolamenti a proposito della biblioteca comunale, del museo civico, del museo della Piazzaforte, del Piano di studi di storia patria, e pare inoltre che il regolamento sull’utilizzo degli spazi comunali per la cultura sia in dirittura d’arrivo.
Sul piano degli interventi economici, oltre la dichiarazione di dissesto, il sindaco Di Pietro ha rivendicato l’approvazione del regolamento sul baratto amministrativo, la revisione della tari, gli interventi a sostegno della portualità e del commercio locale. Guardando con maggiore attenzione alle attività di programmazione svolte nell’anno amministrativo appena concluso “sono state compiute gran parte delle attività propedeutiche alla messa a regime del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti previsto nel nostro programma elettorale. E’ stata attivata ed è tuttora in corso una massiccia campagna di informazione grazie alla quale auspichiamo che tutti i cittadini siano pronti ed edotti in relazione al nuovo sistema che rivoluzionerà le loro abitudini”, un progetto ambizioso, quello portato avanti dall’assessore Pulvirenti, di cui la “Civetta” ha già scritto, che potrebbe avere un’incidenza molto forte sulla vivibilità urbana e sui costi della gestione del servizio dei rifiuti, ma che non può fare a meno della collaborazione attiva della cittadinanza.
Altro punto molto sentito è stato quello riguardante il piano regolatore generale che l’amministrazione ammette di aver in un primo momento affrontato cercando un dialogo con la facoltà di architettura. “Purtroppo – ammette il Sindaco – nonostante svariati incontri abbiamo dovuto abbandonare tale ipotesi in ragione dei costi che allo stato non possiamo sostenere, atteso che le somme acquisite tramite un mutuo che era stato stipulato dalle precedenti amministrazioni a tale scopo, sono state quasi del tutto impiegate senza tuttavia lasciarci adeguate basi dalle quali ripartire”.
Tra gli interventi di pianificazione in campo culturale uno dei momenti di maggiore rilievo è stato il progetto di riqualificazione del macello comunale, con il quale si è inteso partecipare a un bando pubblico proposto dal MEF. Un dettaglio, questo, su cui è necessario soffermarsi. Se l’ente dovesse riuscire a recuperare porzioni di territorio grazie a finanziamenti acquisiti tramite bandi pubblici compierebbe un passo in avanti di grande importanza, verso quella “normalità” amministrativa fatta di opportunità colte e risultati conseguiti che i cittadini potranno toccare con mano. Questa sì una vera rivoluzione.

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