Litigi coi condomini: “Pigghiassi si giuunnali e jttassi nta spazzatura, no a menzu a banchina”. Tre o quattro cose che ci sentiamo di suggerire per migliorarne i risultati
La Civetta di Minerva, 11 novembre 2016
Stavo scaricando una scatola di libri e vecchie riviste da collezione. L’avevo prelevata dal cofano dell’auto e poggiata sul marciapiede, in attesa di aprire il portone poco distante dal mio parcheggio. Prendo le chiavi, apro, torno alla macchina e… la scatola era sparita. Mi guardo attorno mentre una lapa grigiorossa dell’Igm gira l’angolo e si allontana scoppiettando. Aveva prelevato la mia scatola ma io non avevo carta da conferire.
Due settimane prima (a proposito, chi lo sa che il porta a porta passa esattamente ogni due settimane?) avevo accuratamente differenziato e raccolto ogni rifiuto di carta e cartone, depositato il tutto in una capiente e resistente scatola (che mi ero premurosamente procurato) ma il temporale e la bufera avevano distrutto contenitore e sparpagliato per la strada tutto il contenuto inzuppato fradicio. Brutta cosa, ma pazienza.
Quattro settimane prima (così vi resta in mente che la raccolta è quindicinale) della lapa scoppiettante nessuna notizia: o non era passata, o aveva sbagliato giorno, oppure il baldo operatore non aveva visto la mia piccola scatola davanti il portone, forse perché ostruita alla vista dalle macchine parcheggiate a ridosso dello stesso marciapiede. E così, dopo vana attesa, la carta non è stata ritirata e me la sono risalita a casa.
Ma sei settimane ancora prima (io ho segnato i giorni indicati dal porta al porta sul calendario) il servizio passò. Avevo depositato all’orario indicato la mia produzione familiare di rifiuti cartacei in una grande busta (una di quelle che usano i negozi di abbigliamento). La carta se la ritirarono, ma la busta (il contenitore) me la lasciarono davanti il portone, sporca, stracciata e con tanto di puzza di piscio (gatto o cane?). Ho riflettuto un po’ prima di realizzare che avevo utilizzato un contenitore di plastica, per questo non l’hanno ritirato.
Otto settimane addietro (me lo ricordo bene perché faceva caldo e il sig. Pace del secondo piano usciva ancora in canottiera sia per buttare la spazzatura che per comprare il pane) ho dovuto sostenere una lite condominiale per difendere la mia adesione alla raccolta porta a porta. Avevo appena poggiato sul marciapiede una pila di vecchi giornali e stavo salendo in macchina quando il sig. Pace (un tipo sempre nervoso e pronto al litigio che aveva appena buttato il suo sacchetto nei cassonetti all’angolo) mi dice:
“Scusassi, chi è modu, chissu, ri lassari a spazzatura?”
No, guardi, rispondo io, guardi che domattina deve passare il porta a porta…
“Ma chi sta ncucchiannu, pigghiassi si giuunnali e jttassi nta spazzatura, no a menzu a banchina”
Le ripeto, il Comune ha avviato il servizio porta a porta per la carta e il cartone …
“Se uora arriva Bruno Vespa e s’arritira iddu…” mi interrompe il sig. Pace, alzando la voce e agitandosi un po’.
“Ah… allora è lei ca lassa i giunnali e i cattuna fora? – sbotta il sig. Battaglia (l’inquilino del primo piano, di solito pacifico e serafico) nel frattempo sopraggiunto – “Macari na para i simani arreri hai vistu un saccu ri catta pi du jorna ravanti o puttuni”, aggiunge sorridendo mentre si chiude il portone alle spalle.
In effetti, quella era la prima volta, e la lettera inviata dal Comune indica un giorno sbagliato per la mia zona. Ma non solo il calendario stampato dal comune è passibile di refusi e imprecisioni, sembra pure che sia stato recapitato solo a me dato che ancora, a distanza di oltre due mesi dall’inizio del servizio, io rimango l’unico su 12 coinquilini a depositare la carta per il porta a porta. E a giudicare da quanto si vede lungo il marciapiede della mia via, solo due o tre portoni di condomini (su un totale di almeno una dozzina) presentano scatole da ritirare all’uscio.
Alla luce di questa esperienza, più o meno personale, più o meno corrispondente, una riflessione sarebbe d’obbligo. La raccolta porta a porta è una gran cosa e andava avviata. Ma due o tre cose (anzi quattro) ci sentiamo di suggerire all’Amministrazione per migliorare il servizio.
Prima. La maggior parte della popolazione non sa o non ha capito che è attivo il servizio e come funziona. Occorre ulteriore, maggiore e continua informazione. È indispensabile una campagna comunicativa più capillare, più frequente, più incisiva, più efficace.
Seconda. L’indicazione-soluzione-metodo-criterio indicato da Amministrazione e Igm di lasciare fuori dalla porta carta e cartone da ritirare non è per nulla funzionale. In caso di pioggia e vento il materiale viene sparpagliato e disperso per strada, oltre ad essere a disposizione di randagi e bulli. Occorrerebbe incidere sulla gestione “condominiale” della raccolta, responsabilizzando condomini e amministratori, favorendo la collocazione di appositi contenitori comuni laddove è possibile in cortili e androni, in posizioni visibili e raggiungibili, favorire l’accesso degli incaricati al ritiro all’interno di aree condominali e lo svuotamento dei contenitori condominali.
Terza. I maggiori produttori di rifiuti sono uffici, locali pubblici, bar, negozi, ristoranti, pizzerie ed hanno orari e modalità di gestione dei rifiuti totalmente diverse dalle abitazioni civili. Se nei loro confronti non vige nessun tipo di regola e conseguente controllo, gran parte dei rifiuti non sarà mai smaltito correttamente.
Quarta. Bisogna predisporre sistemi di controllo e sanzioni certe. Fin quando chi non rispetta o non adotta le disposizioni sulla raccolta porta a porta continuerà a conferire ogni sorta di rifiuto indifferenziato (compresa la carta) nei cassonetti sotto casa senza incorrere in nessun controllo e in nessuna sanzione, ogni sforzo effettuato da chi rispetta le regole sarà indubbiamente vanificato.
Con buona pace mia, del sig. Pace, del sig. Battaglia e di tutti i condomini perplessi, confusi e disinformati.

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