L’Asp a un utente dopo tre anni: “Ora può venire”

A causa della disfonia in seguito a un trauma chirurgico, un cittadino aveva richiesto nel 2013 la terapia logopedica. L’accettazione solo un mese fa

 

La Civetta di Minerva, 14 ottobre 2016

Da qualche giorno ci torna in mente una canzone di Gianni Morandi che recita “uno su mille ce la fa”. Deve avere lo stesso motto il sistema di assegnazione delle terapie da parte dell’ASP e dei suoi enti convenzionati.

Qui accanto riportiamo una lettera – ovviamente senza il nome del destinatario – che conferma questo metodo. Come si rileva dalle date, una persona che nel novembre 2013 aveva fatto richiesta di terapia logopedica per disfonia da trauma chirurgico viene convocata soltanto nel settembre 2016 per ricevere l’agognata – e forse ormai inutile – terapia!

Ma non basta, in questo come in molti altri casi, se invece di chiedere cure con esenzione chiedi visite e terapie a pagamento il posto è disponibile in pochi giorni. Crediamo sia un’esperienza che molti di noi hanno vissuto e che ci ricorda ancora una volta che la Sanità è accessibile in modo diverso a seconda delle risorse economiche (o delle conoscenze) del malato.

 

 

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