Corsa alla Corte di Davide 1°, Faraone di Sicilia.

Il Partito Democratico si allontana sempre più dalla sinistra inglobando tutti, anzi no diffeRENZIando tutti, e imbarca tanti forzitalioti esponenti di Sicilia Futura, qualcuno dei quali disse: “Il PD fa schifo”

 

La Civetta di Minerva, 15 aprile 2016

E niente, Renzi va avanti. Va avanti a forza di numeri più che di convincimenti ma va e attira sempre più affiliati, magari di centro o destra e per questo incurante di chi da sinistra se ne va o rimane deluso. Sarà il Partito della Nazione che si delinea? Chi lo sa, di sicuro è un partito che sta cambiando testa oltre che pelle.

È la considerazione che viene spontanea all’indomani della Faraona, la Leopolda siciliana conclusasi da qualche giorno, spulciando le presenze illustri degli intervenuti. L’anno scorso era stata la volta di Art. 4, ex fedelissimi di Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo già da tempo molto interessati al nuovo corso del Pd, tanto da trovare collocazioni istituzionali di rilievo (Ezechia Reale assessore regionale, Michela Giuffrida deputata europea, Alice Anselmo capogruppo del Pd all’Ars, dopo aver cambiato sette gruppi parlamentari). Quest’anno, seguendo i dettami del Faraone, gli orizzonti si sono allargati ancora di più e ad ingrossare (o ingrassare?) le fila arrivano anche gli esponenti di Sicilia Futura (storici esponenti di Forza Italia confluiti in un nuovo gruppo regionale) guarda caso battezzato dal vicesegretario delPd, Lorenzo Guerini, e omaggiato anche dal sottosegretario Luca Lotti.

Tra questiGirolamo Fazio, per dieci anni sindaco di Trapani con il Pdl, molto vicino al famigerato senatore D’Alì, poi eletto all’Assemblea regionale siciliana con il partito di Silvio Berlusconi (salito agli altari della cronaca per aver aggredito a forza di morsi, in bagno, un esponente dell’opposizione comunale a Trapani). E ancora: Paolo Ruggirello, ex luogotenente di Lombardo a Trapani, eletto in parlamento regionale con la lista di Nello Musumeci; Giuseppe Milazzo (anche lui berlusconiano di stretta osservanza ma recentemente migrato nel Pd – “perché Renzi è il primo premier post ideologico” – ha affermato); Nello Dipasquale, già sindaco forza italiota di Ragusa, famoso il suo comizio in piazza in cui dichiarò: “Il Pd fa schifo”. Oggi non ha cambiato idea: “Io sono rimasto democristiano, è il partito che è cambiato”.

Alla corte del Faraone Davide c’erano ancora: Stefania Munafò, leader di Forza Italia al comune di Palermo;Silvio Alessi (vincitore delle primarie ad Agrigento, poi annullate, come candidato scelto dal parlamentare Riccardo Gallo, molto vicino a Marcello Dell’Utri); Edy Tamajo; Michele Cimino (ex leader di Grande Sud, il partito fondato da Gianfranco Micciché); Salvatore Lo Giudice; Totò Lentini (fedelissimo militante dell’Udc).

Si sbagliava, forse, Totò Cuffaro quando affermava: “I miei si sono spostati tutti nel Pd di Renzi”?

Poi dicono che in Sicilia siamo scarsissimi a diffeRENZIare, ultimi a riciclare. Forse lo saremo in materia di rifiuti ma non in politica, specie nel Pd attuale. E, come sostiene il giornale Il Fatto Quotidiano, probabilmente non è un caso se come tema portante della sua convention, Faraone abbia scelto un titolo semplice ma molto sintomatico: “Cambiamenti”. Mai titolo fu più appropriato considerando quanti affiliati a questo nuovo PD hanno cambiato… qualcosa.

Possibile mai che questo partito, da quando Renzi è al doppio potere (governo-segreteria), possa essere considerato casa comune con chiunque proviene da destra e debba far sentire fuori casa quelli di sinistra che in quella casa, invece, sono sempre stati? Qual è la logica di queste affiliazioni senza scrupolo? Cosa attira esponenti (quasi sempre discussi) di destra nel PD? E cosa, invece allontana esponenti con esperienza storica di sinistra (quasi sempre NON discussi) dal PD di Renzi? Possibile che non ci sia uno del PD doc, storico, militante da sempre, con esperienza di normale sinistra, non confluito da destra che possa aspirare a svolgere un ruolo alla corte del Faraone?

Uno degli organizzatori della convention del Pd è Alberto Firenze. Attualmente dirige lo staff del sottosegretario all’Istruzione ma gli esordi di Firenze non sono stati nelle file del Pd. Infatti anche lui, guarda caso, è un ex consigliere comunale di Forza Italia nel Comune di Castelvetrano. La passione renziana gli arriva dopo una militanza azzurra e il suo passaggio al Pd è stato caratterizzato dalla nomina a Presidente dell’ERSU di Palermo, l’ente che si occupa delle borse di studio universitarie, e poi nell’organizzazione della Leopolda. Ma il Faraone Davide ha dichiarato che sta costruendo un partito aperto, staccato dalle ideologie, che bisogna allargare gli orizzonti. E rispondendo a Crocetta (che ha annunciato di volersi ricandidare) ha detto che ci saranno le Primarie e chiunque vorrà potrà candidarsi mettendoci la faccia. Salvo poi concludere: le Primarie le vincerà “uno di noi”. Ma “di noi” chi? Ci saranno le Primarie e già lui sa chi vincerà? Se non sei “uno di noi” sei fuori? Hai già perso? È un partito aperto o di soli tuttirenzianitutti, fedeli (as)servitori del Pensiero Unico del Capo? Non c’è futuro e posto al di fuori della corte del Faraone? Poi, però, se qualcuno se ne va non prendetevela col caso o con l’ideologia o con l’incapacità di accettare i “cambiamenti”.

E a Siracusa, il PD come è messo? Di questo scriveremo il prossimo numero. 

 

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