“E’ stato tra i pochissimi a contrastare il potentato di Augusta”

Il vicesindaco Nunzio Perrotta, già prima assolto: “Tanti politici hanno fatto sponda a un sistema politico-affaristico che da più di 40 anni soffoca la città”

 

La Civetta di Minerva, 15 aprile 2016

Non vuole rilasciare alcuna dichiarazione l’ex sindaco Massimo Carrubba, forse nella speranza di cancellare definitivamente un periodo certamente non facile della sua vita, come emerge dalle parole dell’avvocato Nunzio Perrotta, che con lui ha condiviso un lungo assurdo calvario.

“L’assoluzione di Massimo Carrubba, che segue la mia avvenuta oltre due anni fa, segna la fine di un calvario durato quasi dieci anni. La pronuncia dei giudici costituisce solo un parziale risarcimento (morale) delle sofferenze, patimenti ed angosce che attanagliano le persone perbene quando, avendo agito più che correttamente, si trovano, loro malgrado, nel tritacarne mediatico e tratti a giudizio sulla base di accuse false e non credibili perché smentite per tabulas e/o da testimoni muniti di credibilità ed attendibilità. In buona sostanza, senza voler commentare più di tanto la sentenza del 28 gennaio scorso, è ciò che hanno acclarato i giudici di Siracusa. Massimo Carrubba è persona perbene, è stato un buon amministratore, un sindaco coraggioso e io sono onorato di essere stato suo vice e mi pregio della sua amicizia. Massimo Carrubba è stato tra i pochissimi politici a contrastare il potentato il cui contorno ormai (oltre ad essere noto a tutti ad Augusta), è consacrato in atti giudiziari (da ultimo la sentenza di Messina sul caso “veleni in Procura”).

Chiunque abbia la ventura di essere al governo della Città di Augusta sa che, prima o poi, incrocerà tale sistema di potere e la variegata corte che gli ruota attorno: ebbene, solo due le scelte, scendere a patti ovvero contrastarlo. Quest’ultima è stata l’opzione di Massimo Carrubba (e del sottoscritto), convinti della necessità di mantenere dritta la schiena nonché ingenuamente speranzosi di trovarsi accanto frotte di sostenitori, se non altro perché stanchi di osservare lo scempio della legalità che da anni si perpetrava in città. Per converso da questa vicenda ne escono malissimo, per il loro assordante silenzio, imprenditori, professionisti, partiti politici di Augusta e dintorni (in altre parole la tanto decantata società civile di Augusta) che da più di 40 anni sono stati spettatori distratti (se non complici) dell’indisturbato agire del deus ex machina che nella mia sciagurata città ha imperato. Infine, da uomo di sinistra, non posso fare a meno di rammentare l’isolamento nel quale, in quegli anni, mi sono trovato ad affrontare e combattere (con Massimo Carrubba) il sistema di potere che ho appena ricordato (con rare eccezioni). Ho ancora negli occhi un comizio del 2008 di Rosario Salmeri (candidato sindaco di Pippo Amara come certificato in atti giudiziari) che, sul palco, era affiancato da esponenti della sedicente sinistra augustana che hanno preferito, ancora una volta, dare sponda a un sistema politico-affaristico che da più di 40 anni soffoca la città di Augusta. La disillusione è stata radicale, e però mi è servita da insegnamento per capire meglio uomini e cose. Il tempo è galantuomo (a volte con forte ritardo), le persone, spesso, un po’ meno“.

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