Lettera aperta

Butto il cuore oltre l’ostacolo, mi candido a sindaco di Noto

Mi hanno consigliato di rimandare, ma la vita è qui e ora. Non potevo sostenere più situazioni che non rispettavano le premesse del mio agire, non potevo trovarmi in un nuovo schieramento che annichiliva la mia identità e soprattutto non potevo tradire i miei valori

 

Ho deciso infine. Butto il cuore oltre l’ostacolo: mi candido a Sindaco della mia città. Quella Noto che ho sempre custodito nel cuore come si fa per gli affetti vivi e presenti e a cui da lunge le palme ho sempre teso, quella per cui, dieci anni fa, facendo marcia indietro sull’ipotesi di futuro che avevo costruito, ho lasciato il Piemonte ed una vita sicuramente più comoda, per ritornare qui. Nel punto da cui sono partita a 18 anni, fresca di maturità classica e futura studentessa in archeologia greca a Firenze.

Quando sono ritornata a Noto nel 2006 mi sono rimboccata le maniche convinta del fatto che se c’è qualcosa che non va, piuttosto che lamentarsi o criticare chi agisce, è giusto impegnarsi per cambiare le cose, darsi, spendere le proprie energie e la propria fantasia. Costruire. Così in questi anni ho costituito un’associazione culturale, Sogni Differenti che ha cercato di animare la vita culturale cittadina, ho nel frattempo ampliato le mie competenze studiando comunicazione e marketing, progettazione di eventi culturali allo IED di Milano, ho seguito le vicende netine da corrispondente de La Sicilia, e ho scritto di Noto e per Noto per riviste che promuovono il territorio.

Tanti passi di attivismo convinto che mi hanno poi portato nelle scorse elezioni a candidarmi per il movimento Rinnovamento per Noto nella lista del PD con Corrado Bianca Sindaco. Poi il mio operato nell’amministrazione comunale, prima come consulente per l’assessorato al Turismo della Giunta Bonfanti e quindi il ruolo di assessore tecnico alla Cultura e Vicesindaco che mi hanno vista in prima linea fino allo scorso febbraio quando ho dato le dimissioni. Non potevo sostenere più situazioni che non rispettavano le premesse del mio agire, non potevo trovarmi in un nuovo schieramento che annichiliva la mia identità e soprattutto non potevo tradire i miei valori. In questi anni sono cresciuta anche politicamente e ho compreso, da dentro, tante dinamiche e distinto ciò che fa tornare indietro la città da ciò che la fa invece andare avanti.

Dopo un travaglio politico doloroso e di cui la cronaca cittadina ha dato notizia, sono arrivata alla conclusione che il percorso più autentico e coerente che io possa fare è solo questo, correre da sola con il Movimento Passione Civile per dare forza e voce a una visione di cambiamento e crescita delle coscienze: un processo che ha bisogno di idee e buone pratiche, di onestà e competenze, di disciplina e passione. Questo oggi credo che sia il vero contributo che le donne possono dare alla politica: chiarezza nell’ambiguità, coraggio nella bufera, sincerità nella ipocrisia, onestà nell’illegalità, poesia e bellezza contro il grigiore del calcolo e delle logiche del profitto, sentimento nell’aridità spietata della burocrazia, cura e attenzione nelle piccole grandi cose del quotidiano che rendono però veramente vivibile una città. Passione.

Qualcuno mi ha detto che è troppo presto, che è difficile, ma la vita è qui ed ora, rimandare a domani è solo non scegliere. E più difficile per me sarebbe stato scendere a patti con la mia dignità. Ogni altra soluzione che mi si è prospettata passava da un compromesso, da una mutilazione, da una mortificazione di quella che è l’idea più nobile e alta della Politica. Non un fatto di opportunismo, mero calcolo numerico o di giochi di potere ma una chiamata alle armi, una necessità di partecipare per mettere in salvo valori come l’onestà e il disinteresse e dare un contributo ad una comunità che è a forte rischio di degrado non solo economico ma soprattutto culturale e sociale. Ora dunque sono qui, in pace con me stessa perché davvero libera e perciò, forte.

Non sono in grado di sapere quale sarà l’esito di questa nuova avventura perché non ho “pacchi di voti”, perché non parlo alle pance ma al cuore e alla testa e così come sono, con la mia storia di donna che fatica ogni giorno per essere anche madre di un adolescente di quasi 16 anni, mi presento al vaglio di un elettorato in gran parte abituato a seguire logiche distorte o casuali: votare il parente o l’amico, votare chi promette posti di lavoro, chi vende illusioni o sborsa volgarmente una carta da 50€ in cambio di una croce su di un nome.

Ma oggi io ho nel cuore contentezza e speranza, e sono certa che, se pur difficile questo nuovo cammino è quello giusto. Perciò ti dico che il Tuo sostegno è davvero importante, se hai creduto in me in questi anni rinnova questa fiducia e credici anche tu, insieme a me.

Grazie.

                                                             Cettina Raudino

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