Appalto rifiuti, storia di un’aggiudicazione non aggiudicata

Nella cronaca della seduta pubblica, il garbuglio di una procedura che, nella migliore delle ipotesi, può richiedere ancora fino a un mese e mezzo. Assegnati i punteggi: Aimeri ne ha 94, IGM 80. Ma quest’ultima insiste sulla regolarità contributiva e sulla congruità dell’offerta

 

Erano presenti da un lato i rappresentanti dell’ATI Ambiente 2.0 – Aimeri/Tech con i fratelli La Bella (Christian e Barbara) in prima fila, dall’altro lato gli avvocati di IGM Rifiuti Industriali e i responsabili sindacali dei lavoratori. C’erano, inoltre, i rappresentanti delle associazioni (Rifiuti Zero Siracusa), del comune di Siracusa (Emma Schembari e Sandro Randazzo), qualche giornalista ed anche un semplice cittadino a rappresentare gli abitanti dell’intera città. Dall’altra parte del tavolo, schierata, tutta la commissione Urega (ing. Grasso dell’Urega di Enna, dott.ssa Caligiore del Comune di Siracusa, arch. Provino di Palermo, ing. Vaccaro di Caltanissetta), guidata dal dott. Giuseppe Merlino, il presidente.

Si respira, all’interno del salone degli uffici Urega di Siracusa, un’aria densa, un po’ tesa, tutti consapevoli che si sta partecipando a una seduta, in questo caso pubblica, importante per la definizione della società che dovrà gestire i rifiuti nei prossimi sette anni a Siracusa e, quindi, importante per il futuro di questa città: dopo 13 anni, si riunisce una commissione che ha il compito di aprire una busta C, relativa all’offerta economica, e di procedere all’aggiudicazione provvisoria a una società per la gestione del servizio dei rifiuti.

Si inizia mezz’ora dopo, perché uno dei commissari arriva in ritardo. Ma tutta la seduta dura un po’ più di mezz’ora.

Il dott. Merlino inizia ricordando che era stata richiesta alle imprese la conferma del pagamento della polizza fideiussoria e dichiara, aprendo le buste, che entrambe le imprese hanno adempiuto a quanto richiesto (Ambiente 2.0 – Aimeri/Tech si sono avvalsi della finanziaria GBM – General Business Market, mentre IGM della Generali Assicurazioni).

L’avvocato di IGM chiede, a questo punto, se “la commissione ha preso atto di quanto denunciato da loro stessi, in qualche seduta precedente, riguardo la non regolarità contributiva di una società che partecipa all’ATI Ambiente 2.0”. Il presidente Merlino risponde affermando che ha anche ricevuto una controdeduzione da parte di Ambiente 2.0 ed informa che “la commissione aveva interessato il RUP del Comune riguardo a questa richiesta, il quale aveva risposto che tutte le società, comprese le ausiliarie, che partecipano alla gara sono in regola. In seguito a una ulteriore e successiva nota di IGM sempre sulla questione della regolarità contributiva di una società di Ambiente 2.0, la commissione Urega, che ha solamente compiti istruttori e di supporto, compiti serventi alla stazione appaltante, ha chiesto al RUP di provvedere alla verifica della regolarità del DURC prima di procedere all’aggiudicazione definitiva”. Incalza l’avvocato di IGM: “Noi avevamo chiesto di fare la verifica espressamente per un certo periodo che è il primo luglio 2015: è stato fatto?”. Risponde Merlino: “L’abbiamo fatto, se ci sono errori verranno verificati nella seconda fase, quella dell’aggiudicazione definitiva”.

L’avvocato La Bella riferisce che “in una seduta precedente, durante l’apertura nella busta B, quella tecnica, dell’IGM sono state trovate altre tre buste più piccole che non dovevano essere presenti”. Chiede di sapere cosa ci fosse scritto fuori. Risponde la dott.ssa Caligiore: Sì, sono state trovate tre buste e all’esterno c’erano scritti riferimenti relativi all’offerta dei servizi aggiuntivi, al piano ammortamenti mezzi e ai servizi opzionali. La commissione ha ritenuto di non aprirle né in seduta pubblica né in seduta riservata in quanto il disciplinare di gara stabilisce esattamente su cosa dare punteggi e quindi non era prevista dal disciplinare di gara l’apertura di altre buste”.

Il dott. Merlino a questo punto dà lettura del punteggio tecnico ottenuto dalle due imprese. L’ATI Ambiente 2.0 totalizza un punteggio di 64,1393 su 70 mentre IGM Rifiuti Industriali un punteggio di 61, 5957 su 70.

L’avvocato Barbara La Bella richiede ed ottiene l’autorizzazione, di controllare l’integrità della busta C dell’ATI Ambiente 2.0. Il dott. Merlino apre la busta C dell’ATI Ambiente 2.0 – Aimeri/Tech leggendo che questa ATI offre un ribasso percentuale del 10,19% (poi appurato essere del 10,18%) sul prezzo posto a base d’asta (127.909.707,03) al netto dell’IVA, con una offerta di euro 114.885.039 e oneri aziendali per la sicurezza di euro 154.500, indicati perché previsto dal disciplinare di gara ai sensi dell’art. 87, comma 4 del DLS n.163/2006.

Successivamente si apre la busta C di IGM Rifiuti Industriali dove si legge che la società offre un ribasso del 6,51% (poi appurato essere del 6,58%) sul prezzo posto a base d’asta al netto dell’IVA con una offerta pari a euro 119.497.169 e oneri aziendali per la sicurezza di euro 295.029. In base a tutto ciò, per quanto riguarda l’offerta economica, vengono assegnati 30 punti all’ATI Ambiente 2.0 e 18, 8365 a IGM. Quindi, sommando il punteggio tecnico e il punteggio economico, l’ATI Ambiente 2.0 – Aimeri/Tech totalizza un punteggio pari a 94,1393 mentre la società IGM Rifiuti Industriali un punteggio di 80,4316.

In base a quanto previsto dall’articolo 86 comma 2 del D.Leg.vo 163/2006, essendo il punteggio ottenuto dalle due imprese superiore ai 4/5 (80) del punteggio massimo (100, 70 offerta tecnica e 30 offerta economica) previsto dal bando di gara, è necessario che la commissione Urega valuti la congruità dell’offerta. Per questo motivo, il dott. Merlino comunica che non viene aggiudicata la gara e, secondo quando previsto dagli articoli 86, 87, 88 del D.Leg.vo 163/2006, chiederà alla impresa classificatasi prima di portare, entro venti giorni i giustificativi per verificare la congruenza con quanto offerto, aggiornando la commissione, in seduta riservata, a lunedì 11 aprile 2016. Il dott. Grasso, vicepresidente della commissione, dichiara che i tempi per l’aggiudicazione provvisoria a questo punto si allungano in quanto bisogna espletare ciò che è previsto dagli articoli 86, 87, 88 del D.Leg.vo 163/2006 e la procedura di aggiudicazione può richiedere un intervallo di tempo fino ad un mese e mezzo.

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