“L’enciclica del papa il più violento attacco portato al capitalismo”

L’astrofisico Daniele Spataro: “In essa ci vedo degli assi tematici, quali: l’intima relazione fra i poveri e la fragilità della terra, la convinzione che tutto è connesso, la critica alla tecnologia come forma di potere, l’invito a cercare altri modelli economici…ˮ

 

 

Laudato si: una lettura con l’occhio dello scienziato (Daniele Spataro) Inaf, direttore dell’Osservatorio astrofisico di Catania, in conferenza al salone del santuario della madonnina.

Com’è accolta questa enciclica da chi guarda il cielo?

 

‟Leggendo l’enciclica sappiamo che chiede un impegno verso nuovi stili di vita e suggerisce proposte; a me, astrofisico, chiede una maggior consapevolezza, perché mi rimanda a una maggiore attenzione alla Terra, che è la casa comune e non bisogna essere così irresponsabili saccheggiandola e violentandola; il nostro corpo è formato dagli stessi elementi che costituiscono questa Terra, siamo un tutt’uno. Il papa afferma di entrare in dialogo con tutti, parlando di ambiente, non solo con altri cristiani, ma con altre religioni, scienziati, filosofi, economisti, politici… Egli riprende l’esempio di Francesco d’Assisi che parlava di cura verso chi è più debole diffondendo così il concetto d’ecologia integrale vissuta con gioia autenticaˮ. Allora tutto ha un’origine comune in questa sfida ambientale che tocca ciascuno?

 

‟È l’enciclica che si aggiunge al magistero sociale della chiesa e da com’è strutturata propone una discussione etica in quest’approccio integrale. In essa ci vedo degli assi tematici, quali: l’intima relazione fra poveri e la fragilità della terra, la convinzione che tutto è connesso, la critica alla tecnologia come forma di potere, l’invito a cercare altri modi economici…ˮ.

Da scienziato cosa può dire su questa interdipendenza?

 

‟L’universo è composto da sistemi aperti in profonda interdipendenza e ciò lo rileva l’enciclica. Il nostro pianeta è strettamente collegato al Sole e questo alla galassia e questa agli ammassi e via dicendo, nessuna entità fisica è sola nell’Universo. È bastata una variazione di 5 °C in meno dell’irraggiamento solare per portare l’ultima grande era glaciale, ricordiamoci che la Terra ha subito varie ere glaciali ora siamo in un periodo interglaciale. Ci fu una piccola era glaciale fra il 1600 e il 1850 in cui si registrò un brusco abbassamento della temperatura media soprattutto in Europa. Dai dati raccolti in quel periodo, si è dimostrato che la temperatura media si abbassò solo di 1 °C circa, ma ciò comportò il congelamento del Tamigi e di altri fiumi durante l’inverno. C’è anche da ricordare che dipendiamo da altri eventi come il vento solare: è un flusso di particelle cariche emesso dall’alta atmosfera del Sole, che se aumenta più del dovuto e la magnetosfera terrestre non riesce a contrastare può portare al verificarsi di fenomeni veramente terrificanti sulla nostra attuale alta tecnologia basata sui GPS, satelliti artificiali, linee elettricheˮ.

Viviamo in una stretta interdipendenza?

 

‟Dirò di più, gli scienziati chiamano “zona di abitabilità” una fascia molto ristretta in un sistema solare in cui vi siano le condizioni favorevoli per la vita per come noi le conosciamo sulla Terraˮ.

È un’altra risposta che ci dà l’astrofisica sull’importanza del nostro pianeta e del suo ambiente.

 

‟L’uomo non compare a caso in questo ecosistema molto delicato. Concordo su questo con il papa ed egli afferma che urge un cambiamento e atteggiamento nuovo con una maggiore consapevolezza, non più l’uomo come signore assoluto della Terra, ma l’andare verso un nuovo modello antropologico in un’ottica comunitaria sapendo che ogni piccola ferita che facciamo alla Terra, anche l’abbattimento di un solo albero, è una ferita che facciamo a noiˮ.

Anche lo scienziato dipende, per le sue ricerche, da questa economia iperliberale, che fagocita tutto e tutti ed è per questo disequilibrio che l’umanità vive l’attuale perversa situazione?

 

‟Appunto, deve esserci un grande equilibrio fra tutte le conoscenze. Condivido l’affermazione dell’economista Luigi Bruni, che afferma: l’enciclica è il più violento attacco al capitalismo finora fatto e occorre fare uno sforzo per cercare di correggere le cause non accanendosi contro gli effettiˮ.

 

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