Sarebbe di 750 euro la presunta “truffa” del sindaco di Priolo

Il provvedimento giudiziario un segnale forte su pratiche diffuse nelle pubbliche amministrazioni e non estranee allo stesso Comune in giunte del passato

 

Il sindaco di Priolo, Antonello Rizza, di cui ci siamo occupati più volte su La Civetta, è balzato all’attenzione della cronaca giudiziaria in virtù di un’ordinanza piuttosto insolita: l’obbligo di firma per un presunto reato di interesse privato in atto pubblico, oltre che per associazione a delinquere. Alla misura cautelare, non si è però aggiunta la richiesta di sospensione come da legge Severino.

A leggere le carte di cui siamo in possesso, una certa curiosa reazione l’abbiamo avuta. Il capo d’imputazione rilevato al primo cittadino è legato a un uso, secondo la Procura di Siracusa, diciamo spregiudicato dell’organizzazione di viaggi rivolti ai cittadini anziani di Priolo. Insomma, il sindaco e la sua consorte avrebbero goduto dei servizi rivolti ai cittadini, a danno delle casse erariali.

Il sindaco da parte sua si schermisce sostenendo di avere la dichiarazione del direttore dell’albergo, circa l’applicazione delle gratuità ammesse dalla legge per gruppi di vacanzieri. Pertanto, a sentire Rizza, nessun danno economico sarebbe stato patito dalle casse comunali. Ancora, come da regolamento municipale, all’art. 39, si descrive come essenziale la presenza di un dipendente comunale tra gli accompagnatori. Peccato però che, secondo una lista dei vacanzieri partecipanti agli eventi, di cui siamo in possesso, troviamo l’assessore Giuseppe Crocillà accompagnato dalla sua signora nel viaggio dell’8 giugno 2010, che, non essendo dipendenti comunali, non avrebbero potuto fungere da accompagnatori.

Ora, in considerazione dell’esiguità dell’eventuale danno patito dal comune di Priolo ci chiediamo quale possa essere l’intrinseco significato di queste indagini. Da sempre al comune di Priolo si sono elargite vacanze a non aventi diritto. Ad esempio, durante la sindacatura Toppi, il consigliere Montagno e la sua signora parteciparono a una vacanza organizzata in piena campagna elettorale, quindi fuori legge. In quell’occasione furono graditi ospiti l’assessore Sebastiano Costantino e consorte.

Insomma, crediamo che un’inchiesta come si deve la meriterebbero proprio tutti. Rizza intanto è nell’occhio del ciclone. Diciamo che se dipendesse da noi, sicuramente saremmo andati ben oltre le quattro lire di spese per un viaggio non dovuto. In fin dei conti il sindaco ha partecipato col comune di Priolo a gare d’appalto per decine di milioni. Un pensierino malizioso lo si potrebbe fare su cifre di ben altro significato piuttosto che le 750 euro addebitate.

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