A Melilli, costruendo da privati, il primo impianto di compostaggio in provincia

 

 

L‘Aia rilasciata a Ofelia Ambiente che ha venduto a Sea Group, cui è subentrata un’altra società… L’AD dell’impresa catanese: “L’ho ceduta a 50 euro a mq e sono cinque ettari (2 milioni e 500 mila euro)”

 

 

 

Con il decreto n. 990 del primo luglio 2015, il dirigente generale del Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti, ha rilasciato l’autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.), alla società Ofelia Ambiente s.r.l. per la gestione dell’impianto per la produzione di compost di qualità e produzione di fertilizzante naturale da realizzarsi nel comune di Melilli in contrada Santa Catrini, che ricade nella frazione di Città Giardino. Questo decreto è stato pubblicato successivamente, il 4 settembre 2015, nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. Con questi due atti si pone il via agli interventi e ai lavori del primo grosso impianto di compostaggio finora in fase di realizzazione in provincia e, sicuramente, deve essere visto positivamente, in quanto servono gli impianti di compostaggio in Sicilia, senza i quali anche la differenziata dei comuni più virtuosi è destinata a fallire e a non raggiungere gli obiettivi posti sia a livello regionale che nazionale. Quindi ben vengano gli impianti di compostaggio nel territorio. Il progetto è stato presentato oltre diciotto mesi fa dalla società “Ofelia Ambiente” di Catania. Esso prevede l’installazione di un impianto in un’area ampia oltre 10 mila metri quadrati ed un investimento che supera i 6 milioni di euro per la produzione di 125 tonnellate al giorno e mediamente 45 mila tonnellate annue di compost. A questo impianto potranno conferire l’umido tutti i comuni della provincia di Siracusa (ma è possibile che si aggiungeranno comuni di altre province) anche se si dovessero raggiungere alti livelli di differenziata. Dal punto di vista occupazionale, l’impianto potrà impiegare non più di una ventina di lavoratori (perché molto lavoro è meccanizzato).

Per saperne di più abbiamo sentito telefonicamente il geometra D’Orazio, dirigente all’ufficio ecologia del comune di Melilli: “La richiesta dell’Autorizzazione AIA presso la Regione Sicilia è stata fatta da Ofelia Impianti e la società è già stata autorizzata. Contemporaneamente, Ofelia ha avuto anche l’autorizzazione edilizia da parte del Comune di Melilli. Quindi tutta la documentazione è a posto. Però, da quello che sappiamo, perché già abbiamo avuto i contatti, Ofelia Ambiente s.r.l. sta cedendo o ha ceduto l’AIA ad un’altra società, la S.E.A. Group, che è una società veneta. Non abbiamo molto chiaro l’iter di subentro e quindi non abbiamo nessuna informazione sull’avvio dei lavori. Per iniziare i lavori devono comunicare l’avvio dei lavori all’Ufficio Urbanistica, ma non mi sembra che sia stato fatto”.

Geometra D’Orazio, chi è la S.E.A.Group?

“Con questa società abbiamo avuto un incontro, loro sono venuti a Melilli, e ci hanno comunicato che subentrano ad Ofelia nella fase di gestione. Presumo che il subentro sia in fase di discussione, perché ancora non abbiamo nessuna comunicazione ufficiale, e quindi supponiamo che il subentro sia in itinere. Nell’incontro qui a Melilli sono venuti Luca Maurina, presidente di S.E.A. Group e Matteo Segafredo, presidente di Enrice s.p.a, del parco scientifico tecnologico Vega presso Veneto Sviluppo”.

Abbiamo chiamato l’avvocato Monaco, amministratore delegato di Ofelia Ambiente per capire meglio questo discorso del subentro di S.E.A. Group.

Avvocato Monaco, come stanno effettivamente le cose?

“La realizzazione dell’impianto e il progetto, li stanno acquisendo una società nuova… per la realizzazione sono necessari circa 6/7 milioni di euro perché ci sono tecnologie complesse. In effetti, il subentro non è con S.E.A. Group ma con una nuova società che si chiama “Compost del Mediterraneo”, a cui partecipa S.E.A. Group ma anche un’impresa locale del siracusano, un’impresa che si occupa di impiantistica ad alto livello del polo petrolchimico, di cui non ricordo il nome”.

Che tempistiche si hanno per il subentro e a quanto sta vendendo?

Il subentro dovrebbe chiudersi entro la fine di questo mese di novembre. Con noi hanno già firmato un preliminare e mi hanno dato 200 mila euro di caparra. Sto percependo quello che avevo speso, più tutta la progettazione, più tutte le altre spese e qualche cosa che ovviamente rimarrà alla mia azienda. Lo sto vendendo a 50 euro a metro quadrato e sono 50 mila metri quadrati (2 milioni e 500 mila euro): tutto incluso, compreso i capannoni presenti all’interno. Valeva molto di più ma con la crisi il valore è stato questo.

Invece per la realizzazione?

La società Compost del Mediterraneo deve costruire l’impianto di compostaggio come da progetto approvato: non possono variare nemmeno una virgola perché in tal caso devono iniziare l’iter autorizzativo daccapo. Nel progetto, fatto da Ofelia, non sono fissati i tempi di realizzazione. La Regione Siciliana approva i progetti ma non richiede di inserire mai i tempi di inizio e fine lavori e questa è una cosa errata, perché sono attività di pubblico interesse. Comunque, credo che la società Compost del Mediterraneo voglia iniziare subito i lavori. Io credo che loro vogliano farlo nel breve tempo possibile perché se non fossero intenzionati non spenderebbero queste somme”.

Abbiamo chiamato anche il dott. Luca Maurina, presidente di SEA Goup, il quale non ha voluto aggiungere altre informazioni a quelle già in possesso e ha dichiarato che “questo momento è un momento in cui vogliamo mantenere una certa riservatezza”, Non ha voluto aggiungere nessuna informazione sui tempi di realizzazione, su come vogliono realizzarlo e gestirlo. Informazioni che, noi crediamo, siano utili sapere anche per conoscere la società che gestirà l’umido del nostro territorio. In ogni caso, facendo una ricerca su Internet, apprendiamo dal loro sito che la S.E.A. Group, società che ha partecipazione più grossa in “Compost del Mediterraneo” si occupa di tematiche ambientali, essendo diventata “uno dei più significativi player nazionali in materia di ambiente”, attraverso la Veneta Recuperi Ambiente che si occupa di smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi, sia solidi che liquidi.

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