Del Rio invita gli armatori a demolire i vecchi navigli ad Augusta

Il ministro, che ha verificato di persona la vastità delle aree utilizzabili, avrebbe già contattato le principali società, tra cui Aponte con la sua MSC. Intanto sta per essere siglata un’intesa fra enti, confindustria e autorità marittime per sviluppare nel porto la cantieristica navale

 

Utilizzazione articolata del Porto di Augusta… si muove qualcosa? Sembrerebbe di sì visto che è prossimo alla sottoscrizione un protocollo di intesa per la valorizzazione e lo sviluppo della cantieristica navale nel porto della città. Attori ne sono l’autorità portuale di Augusta, il comando marittimo di Sicilia, la capitaneria di porto di Augusta, la camera di commercio e Confindustria Siracusa.

Da qualche mese, in ambienti ristretti e solitamente ben informati, si sussurra di una iniziativa del ministro Del Rio che, in occasione della sua recente visita, colpito dalla vastità di superfici utilizzabili e prospicenti il mare ad Augusta, ha ipotizzato un sondaggio tra le principali società armatrici (in particolare Aponte con la sua MSC) affinché venga scelta Augusta quale luogo per la demolizione di gran parte del naviglio in via di sostituzione al fine di rilanciare i cantieri navali esistenti e l’arsenale militare. Questa iniziativa creerebbe inoltre opportunità d’ impiego e di manodopera qualificata del settore metalmeccanico attualmente in crisi.

Il protocollo in via di sottoscrizione sembra essere un primo passo verso la concretizzazione del progetto.

L’economia marittima rappresenta una fonte, spesso sottovalutata, di crescita e di innovazione oltre che motore di sviluppo sostenibile; tutti sappiamo che la cantieristica navale è un settore chiave in grado di fornire posti di lavoro altamente qualificati e maggiori opportunità per piccole e medie imprese; di conseguenza, per raggiungere gli obiettivi dell’UE in termini di competitività e sviluppo sostenibile e in linea con la strategia Europa 2020, è fondamentale valorizzare la cantieristica navale e le competenze d’ingegneria marittima; è necessario che le istituzioni e le imprese promuovano, insieme, strategie condivise, orientate verso il futuro, al fine di dare vigore alla cantieristica locale e riaffermarne la sua competitività nel Mediterraneo. Tutto ciò è richiamato nelle premesse dell’intesa.

Nel documento si evidenzia che tra i propri compiti istituzionali l’autorità portuale di Augusta ha quelli di indirizzo, programmazione, coordinamento, promozione e controllo delle operazioni portuali e delle altre attività commerciali e industriali esercitate nei porti (come indicato dall’art. 6 comma 1 lettera a. della legge 84/94) e che l’arsenale militare marittimo di Augusta è, storicamente, un punto di riferimento per le attività cantieristiche militari nel Mediterraneo oltre che luogo ove sono presenti alte competenze tecniche e professionalità di settore.

Sulla base di queste considerazioni i sottoscrittori del documento “convengono di realizzare un programma di attività comuni, sotto l’egida dell’autorità portuale e dell’arsenale militare marittimo di Augusta, aventi lo scopo di valorizzare e promuovere il settore cantieristico del porto, per attirare imprese armatoriali navali, compagnie di navigazione e nuove opportunità economiche e di lavoro per il territorio“. Il documento prosegue identificando “come finalità di carattere generale l’attuazione di una strategia sistemica di marketing territoriale finalizzata ad accrescere la competitività della cantieristica locale con la valorizzazione dei settori più innovativi e dei servizi offerti in genere”.

I firmatari, “nell’ambito delle proprie competenze e dei rispettivi ambiti, pubblico e privato, si impegnerebbero a collaborare al fine di riaffermare l’importanza del settore cantieristico del porto di Augusta quale punto di riferimento altamente qualificato nel Mediterraneo, con competenze sia di avanguardia tecnologica che artigianali; avviare attività condivise per la diffusione di informazioni, buone pratiche, elementi attrattivi, peculiarità ed eccellenze del settore cantieristico del porto di Augusta; promuovere progetti congiunti finalizzati all’innalzamento della qualità dell’offerta di servizi di cantieristica, che prevedano il potenziamento delle competenze professionali e della qualità dell’offerta in genere; organizzare iniziative (convegni, seminari) su tematiche inerenti la cantieristica e il ruolo strategico della cantieristica locale nel Mediterraneo, il rapporto con l’economia del territorio, lo sviluppo sostenibile ed eco-compatibile”.

Al di là delle affermazioni di principio e per dare concretezza all’impegno, si dichiara la volontà di costituire un comitato di coordinamento presieduto dal Presidente dell’autorità portuale di Augusta allo scopo di coordinare le attività degli “attori” di questa iniziativa. Siamo, quindi, in presenza di un protocollo di intesa che sembra preludere a una serie di novità prossime che muovono in più direzioni: si assicurerebbe una diversificazione dell’utilizzo del porto di Augusta (meno dipendente dalla sola movimentazione delle merci liquide) e, qualora si determinassero condizioni geopolitiche più favorevoli, oltre al “transhipment” si andrebbe verso una vocazione plurale del porto meno soggetta all’andamento del mercato petrolifero come è oggi.

C’è solo da sperare che l’intuizione e la volontà del Ministro diventino realtà. Va dato, comunque, atto a questo ministro di avere una visione di futuro molto determinata, moderna e finalmente seria, per il trasporto e la razionalizzazione della logistica nel nostro paese così come ha dimostrato nelle recenti decisioni ed indirizzi assunti nella sua gestione politica presso il Ministero.

In questa prospettiva  siamo in attesa di veder fiorire le rose dopo tanta erbaccia che ha soffocato il nostro territorio.

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