Mirella Abela: “Chiediamo tempi celeri per l’attivazione di Radioterapia”

“Inaccettabile essere rimasti così indietro a Siracusa nella lotta a una malattia fortemente legata alla devastazione ambientale”

 

Mirella Abela ci parli della Consulta Pazienti Oncologici.

“La nostra organizzazione, il nostro impegno associazionistico si articola su diversi piani che ruotano attorno al trinomio: inquinamento – salute – sanità. La Consulta Pazienti Oncologici Siracusani Anonimi è un’associazione di pazienti oncologici, di lungo viventi, guariti, e dei loro familiari, nasce in tempi in cui le emozioni quotidiane, anche quelle intessute nelle sale d’attesa, dalle esperienze più dolorose e profonde, quelle stesse oggi spesso enfaticamente indotte dalla comunicazione e dai media, diventavano patrimonio di più ampie comunità di familiari, di amici e di vicini, immediata spinta a solidarietà affettuose sempre più allargate che si traducono anche in “peer counseling”, la consulenza tra pari, tra persone con una situazione iniziale analoga o con problemi simili, che, nella ricerca delle migliori soluzioni, partono dalle proprie esperienze e conoscenze, si confortano ma soprattutto si sostengono, “tifano” perché si vinca.

“Non è quindi un progetto di non-profit marketing studiato a tavolino che, identificato un determinato bisogno, attivi fasi d’autopromozione e reclutamento. Assolutamente no! La C.P.O.S.A. si propone di offrire supporto ed informazione attraverso la testimonianza diretta di persone che ancora vivono o sono passate attraverso l’esperienza della malattia oncologica e l’hanno superata con successo, senza mai pensare di sostituirsi al rapporto medico-paziente e alla consulenza medica specialistica nella consapevolezza che la responsabilità della cura è materia esclusiva delle strutture sanitarie e che le associazioni devono sempre collocarsi in una posizione intermedia, di collaborazione progettuale e sinergica stante alle finalità di supporto all’utente bisognoso”.

I vostri obiettivi?

La C.P.O.S.A. si propone di: organizzare attività di empowerment, tese a rafforzare le persone che si avvicinano alla malattia anche attraverso il Peer counseling (la Consulenza alla pari), una metodologia basata sulla relazione di aiuto tra due o più persone che hanno vissuto o vivono la stessa battaglia;- sensibilizzare la popolazione alle problematiche di prevenzione e di diagnosi precoce, così come tutte le strutture sanitarie e tutti gli operatori sanitari al rispetto delle motivazioni etiche e solidaristiche; accanto a quelli di rinnovati modelli organizzativi vincolati ad una carta dei servizi recante programmi, codici di comportamento, livelli d’assistenza professionale; di sensibilizzare le istituzioni a promuovere cambiamenti negli atteggiamenti e nei comportamenti individuali e collettivi ed i cittadini a una maggiore responsabilità verso i problemi ambientali, e alla consapevolezza della necessità di essere coinvolti nelle politiche di governo del territorio; di stabilire e realizzare rapporti di collaborazione tra le istituzioni e le altre associazioni al fine di consentire lo scambio di informazioni e conoscenze per migliorare la qualità della vita del malato oncologico.

Nel frattempo che fine ha fatto la radioterapia a Siracusa?

Nell’ambito delle nostra attività abbiamo stimolato e chiesto con forza che il Servizio di Radioterapia nascesse nella nostra città. Che il cancro abbia una matrice ambientale non vi è alcun dubbio. A certificare 50 anni di industria rimangono le statistiche che nessuno potrà sconfessare, così come nessuno potrà negare che i pazienti oncologici siracusani abbiano pagato anche in termini economici la mancanza di questo servizio che, vogliamo ricordarlo, rappresenta una delle più importanti cure per guarire da un tumore o per attenuare l’intensità dei sintomi che esso causa. L’acceleratore lineare, infatti, può attraverso il flusso radiante distruggere totalmente le cellule tumorali, ridurre le dimensioni del tumore sino alla sua scomparsa. Nell’area dell’Ospedale Rizza abbiamo spesso vigilato sui tempi e sulla realizzazione del bunker che risulta ormai completato. Oggi stiamo occupandoci perché i tempi di messa in marcia siano i più celeri possibili.

Parliamo allora di statistiche…L’allarme malformazioni genetiche è scattato nel 1990, i morti di tumore sono il 10% in più rispetto al resto della Sicilia ed il 20% in più per quanto riguarda il cancro al polmone. Certificati anche, nel 2000, il 5% dei bambini nati con malformazioni, cinque volte in più della media nazionale, in particolare la malformazione congenita dell’apparato genitale, che ad Augusta colpisce il 132 per mille dei nati. E’ inaccettabile che a fronte di dati tanto indiscutibili, la nostra provincia sia rimasta cosi indietro nella lotta ad una malattia così fortemente legata alla devastazione ambientale.

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