Il decano delle guide turistiche: “Stagione ok ma c’è molto da fare”

Carlo Castello: “Moltissimi visitatori vengono a Siracusa da Letojanni, Acireale, Taormina senza pernottare nella nostra città. Quelli che lo fanno preferiscono i Bed & Breakfast (c’è un incremento sempre crescente di presenze), seguiti da case vacanze e ville al mare”

 

Giornata primaverile. Piazza Duomo è uno spettacolo, come sempre. Una passeggiata qui, adesso, o una sosta a un tavolo-bar all’aperto è quanto di più invidiabile la nostra città potrebbe vantare. Per i suoi abitanti, ma soprattutto per turisti e visitatori. Peccato che a saperlo (che a novembre qui è come a primavera e che ti puoi fare pure il bagno in mare) nel resto dell’ Italia e del mondo sono in pochi. E i tour operator non investono molto sulle destagionalizzazioni.

Ne parliamo con Carlo Castello, decano delle guide turistiche di Siracusa e componente del Consiglio direttivo nazionale dell’Associazione Guide Turistiche.

Il nostro clima potrebbe rappresentare il valore aggiunto per allungare le presenze turistiche e destagionalizzare i flussi. Com’è andata quest’anno?

Da noi la stagione turistica inizia già da maggio, non soltanto per il clima ma per la straordinaria attrazione che offrono le Rappresentazioni Classiche. E questa conclusa è stata un’ottima stagione, sia per il numero delle presenze turistiche, in aumento, sia per la durata dei flussi cha abbiamo registrato fino al mese di novembre. Spalmare le presenze, destagionalizzare, è compito dei grandi Tour Operator che gestiscono la destinazione dei grandi numeri del turismo organizzato ma dipende da una serie di fattori: i calendari delle vacanze (concentrati soprattutto a luglio e ad agosto), i collegamenti aerei (che si interrompono a fine estate), i cartelloni dei grandi eventi, le domande del mercato, ecc.

Quanto risiede in media un turista a Siracusa e che tipologia preferisce: alberghi di lusso, medi, B&B, agriturismo?

C’è da specificare che moltissimi sono i visitatori che vengono a Siracusa senza pernottare, in escursione dai grandi alberghi della costa Ionica (Taormina, Letojanni, Acireale) o dai tours della costa occidentale. Chi sceglie di pernottare si ferma in media 2/3 giorni. Mi sento di evidenziare, in base alla mia esperienza e ai riscontri diretti, che in origine il turista prenota per un solo giorno. Solo dopo essersi accorto del reale patrimonio artistico e culturale, decide di prolungare il suo soggiorno per godere di più della città. Per quanto riguarda le strutture, al primo posto delle preferenze metterei i Bed & Breakfast (c’è un incremento sempre crescente di presenze in questa tipologia), seguito da casa vacanze e ville al mare.

Nell’ultimo decennio i posti letto si sono duplicati. Abbiamo anche molti alberghi a 5 stelle. Ma i turisti ci vanno?

Evidentemente sì, altrimenti chiuderebbero o non se ne aprirebbero ancora, come sta succedendo. Quelli che mancano, piuttosto, sono gli alberghi con meno stelle, più abbordabili dalla massa. Quelli che fanno la differenza nella costa tirrenica o adriatica a prevalente target familiare. Come pure le grandi strutture (600/800 posti) che offrono un’ampia scelta al settore convegnistico.

Di quanti posti letto dispongono le nostre strutture?

Tra strutture alberghiere ed extra alberghiere, in città possiamo contare circa 10.000 posti letto, che si raddoppiano considerando la provincia. Significativa la presenza di B & B, anche sedifficilmentecensibili perché molti non sono dichiarati. In tutta la città se ne contano almeno tra 100 e 120. Di questi, da 80 a 100 sono concentrati solo in Ortigia.

Da tempo si discute sulla validità dei mega Villaggi Turistici da realizzare sulle nostre coste. Cosa ne pensi?

Non sono ideologicamente contrario a questo tipo di strutture. Se realizzati nel rispetto delle leggi e del territorio (certo non in zone vincolate o in prossimità di Riserve) possono rappresentare un elemento di ulteriore sviluppo economico ed occupazionale. Soprattutto se si pensa alla domanda sempre crescente dei grandi flussi del turismo di massa proveniente dai paesi asiatici, russi e cinesi in primo luogo. Per non parlare poi del turismo congressuale (di cui accennavo sopra) che richiede una concentrazione di almeno 800 posti. Tassello totalmente assente nel nostro panorama.

Cosa preferisce visitare il turista a Siracusa, per quale attrazione viene?

Viene sicuramente per il mare e poi per visitare la zona archeologica, in primo luogo, e Ortigia. Meno interesse, purtroppo si riscontra per i Musei, meta sicuramente prediletta da un turista dal livello culturale medio-alto, ma non dalla massa. Forse perché richiede molto tempo, forse perché costa molto, sicuramente perché manca una politica promozionale e di sostegno.

Luci ed ombre del turismo in città, cosa funziona e cosa non funziona?

Bisogna dare atto a questa Amministrazione di aver visto bene nell’istituire i bus navetta. Non esiste in nessun’altra città, per quanto mi risulta, un servizio che più o meno dall’albergo ti porta fino alle porte del parco archeologico o in Ortigia. Mi consta personalmente che i turisti lo apprezzano molto, così come la realizzazione dei solarium che hanno avuto un successo incredibile, specie quelli in Ortigia, offrendo la possibilità ai numerosi ospiti dell’isolotto di uscire dall’albergo o dal B & B e poter scendere direttamente al mare. Cosa non funziona? Forse lo stesso servizio trasporti andrebbe migliorato (nella puntualità), incrementato (nel numero di bus e di fermate) ed esteso ad una parte più ampia della città. Poi le solite lamentele che riscontriamo riguardano la pulizia e l’igiene urbana, la segnaletica (spesso obsoleta o inesatta) e i punti di informazione turistica.

Mi risulta che ultimamente sono stati spesi circa 40.000 euro per l’installazione di totem alla zona archeologica, al Museo P. Orsi, e nei pressi dell’incrocio tra V.le Teocrito e V.le Teracati. Questi impianti indicavano i percorsi stradali definiti “Via della Cultura”. Il servizio è durato qualche mese. Adesso è finito e non è rimasto nulla se non gli impianti inutilizzati. Forse quei soldi potevano essere spesi meglio, magari creando un Info Point stabile e collocato al Tempio di Apollo.

Fruizione del teatro greco. Per molti mesi il monumento è sottratto a una vera fruizione a causa delle rappresentazioni. Ridurre il periodo utilizzato dall’Inda? Trasformarlo in vero contenitore per spettacoli come Taormina o Verona? O limitarne l’uso per una migliore conservazione e fruizione?

In effetti tra allestimento, prove e rappresentazioni, il Teatro Greco per tre mesi (i più intensi turisticamente) è fruibile solo parzialmente. E molti turisti si lamentano di dover pagare comunque un prezzo pieno per una visita molto limitata. Ma non parlerei di ridurre o limitare la fruizione, piuttosto di abbassare il costo del biglietto per quel periodo. Quanto all’idea di contenitore stabile, paragonato a Taormina o Verona, va detto che il calcare dei gradoni del nostro teatro è molto fragile e seriamente compromesso. Problema che non si riscontra a Taormina (dove i posti a sedere sono di legno) o a Verona dove le gradinate sono di pietra dura simile al marmo e molto resistente. Secondo me andrebbe, quindi, studiata una soluzione per una possibile protezione della pietra dall’usura sempre più evidente.

Per concludere, che proposte faresti per una migliore politica turistica?

Bisogna fare in modo che i Tour Operator trovino conveniente spalmare le presenze tra marzo e ottobre piuttosto che concentrarle a luglio e agosto; bisogna che gli Enti Locali realizzino eventi o offrano opportunità lungo tutto questo periodo; bisogna sfruttare meglio i quattro mesi morti (da novembre a febbraio), per esempio dedicandoli alle gite scolastiche (piuttosto che tenerle ad aprile e maggio); realizzare alberghi a target familiare e costi contenuti, e strutture per i convegni ad alto numero di presenze.

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