Lettera aperta al sacerdote, molto amato dai fedeli della Chiesa siracusana. “Fa discutere la tua rimozione da Rettore del Santuario. Una punizione, s’era pensato… Accade a te quello che è accaduto ad Abramo per il sacrificio di Isacco. Anche in quel comune c’è bisogno di te”
Vai Abramo.
Carissimo Padre Luca, generoso Rettore del Santuario della Madonna delle Lacrime. In questi giorni sei, tuo malgrado, al centro di una importante catena di solidarietà non solo dei più affezionati al Santuario, ma di tanti fedeli della Diocesi e non solo.
Fa discutere non solo la tua rimozione, ma anche la scelta di accettare di andare a Solarino. Una punizione è stato il primo pensiero di tutti. Tra l’altro sarebbe immeritata, hai contribuito fortemente a rendere questo Santuario un “polmone spirituale di tutta la Sicilia”, sei stato in grado di svuotarlo dai contenuti di una fede passiva e devozionistica, ti sei impegnato con la comunità a renderlo un luogo di preghiera e di affidamento filiale a Maria. Era bello vedere il Rettore guidare le poche persone, tutte le sere, nella recita del Rosario. Il Rettore che fa questa cosa umile, guida la preghiera. No, facevi solo quello che sentivi come sacerdote, come guida di una comunità e, tra l’altro, ti prendevi il meglio del rapporto con Dio: il dialogo profondo col Padre attraverso Maria.
Tornando alla tua partenza ho pensato al travaglio interiore che hai provato. Da poco avevi ricevuto la telefonata del Papa Francesco per il tuo bel libro sulle lacrime di Pietro. Un sacerdote che si occupa delle “Lacrime di Maria”, che scrive sul pentimento di Pietro. Per di più fa piangere il Papa. Ma il bello è che poco dopo anche tu avrai pianto quando il nostro Arcivescovo ti avrà detto “Solarino”. Bene, caro amico, ora sai cosa significa. E vado contro corrente, ma penso che Mons. Pappalardo abbia fatto una scelta lungimirante nel farti una simile proposta.
Come al solito il buon Dio, dietro un apparente declassamento, fa fare esperienze ai suoi figli prediletti ben maggiori. Ora tu sai ancora di più cosa ha provato addirittura Abramo. Dio nel mandarti a Solarino ti ha messo alla prova come è accaduto ad Abramo per il sacrificio di Isacco. La stessa cosa. Identica, coerentemente uguale. Isacco per te è la tua fedeltà, il tuo essere sacerdote, l’obbedienza, tutte quelle persone che ti vogliono bene sono il tuo “figlio di Abramo”, messo con fiducia sull’altare. Potevi rifiutare, ma sarebbe stato un segno della tua debolezza, della tua non fiducia in Dio. Ora noi sappiamo che Dio non ha preteso il sacrificio ad Abramo, lo ha messo alla prova. Tu sei fortunato sai, non capita a tutti i sacerdoti questa opportunità, di sperimentare le esperienze di un uomo così fondamentale per la nostra fede. Di essere messi alla prova come Abramo. Capisci che cosa meravigliosa ti è accaduta?
E sai, il Signore ti sfida a vedere se sei davvero così bravo. Facile essere così efficaci, scrivere così bene quando si è giovani rettori del Santuario. Vediamo se sei così bravo e spiritualmente efficace a Solarino, dove tra l’altro ci sono anime del Signore che hanno gli stessi diritti di avere un bravo sacerdote di chi abita a Siracusa città. E non bisogna dimenticare che lavoreresti in continuità con quanto ben fatto da Don Luigi Corciulo negli anni scorsi.
Dio ti sfida di fare un “polmone spirituale” per tutta la Diocesi a Solarino, perché sai come farlo, l’hai già fatto, tu sei in grado di riuscirci.
Infine, tanto si è discusso e ancora si discute del mistero delle Lacrime di Maria. Ecco, sono convinto che una di quelle lacrime, di circa sessanta anni fa, fosse rivolta a te, che vai via dal servizio dalla casa di Maria. Pensi lacrime di dolore? No no, caro fratello, sono lacrime di gioia, perché vuol dire che sei cresciuto e puoi camminare da solo iniziando il tuo percorso. Lei lo sa che tu sei sempre con lei, come lo sa la comunità del Santuario. Ora vai.
Vai Abramo, buon viaggio fratello.

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