Melilli, quando si fa chiarezza sugli altri non su di sè

Il segretario generale del Comune che per l’incarico di responsabile sulla Trasparenza e Integrità nell’amministrazione ha ottenuto un’integrazione del 50% di stipendio, omette di pubblicare la sua posizione patrimoniale e retributiva

 

Nelle sue “Satire”, Giovenale si chiede chi “controlla i controllori”. E’ il caso del Segretario Generale del Comune di Melilli. Infatti in barba alla legge n.190 del 06/11/2012 sulla Trasparenza ed Integrità nella Pubblica Amministrazione, il dr. Sebastiano Marano omette di rendere pubblica la sua posizione patrimoniale oltreché quella retributiva, sua e dei suoi congiunti.

Ora qualche anima bella potrebbe obiettare che si è trattato di mera dimenticanza. Ma se per tre anni consecutivi si dimentica un atto amministrativo di valenza fondante l’applicazione stessa della legge, le cose sono due. O si tratta di smemoratezza assoluta su qualcosa che il titolare della Trasparenza non può non sapere o vi è la totale inosservanza dell’obbligo. Nel secondo caso, dato che l’alto funzionario esplica tutti gli altri incarichi, è possibile ipotizzare l’omissione d’ atti d’ufficio.

E’ il caso di ricordare che, secondo l’ANA, le disposizioni in materia di trasparenza di cui al d.lgs. n. 33/2013, salvo i casi in cui sono previsti specifici diversi termini, sono immediatamente precettive, così come indicato nella delibera n. 50/2013 e nel Piano Nazionale Anticorruzione, allegato 1, § B.3. L’immediata precettività è stata anche ribadita, per gli enti territoriali, nell’Intesa tra Governo, Regioni e Autonomie locali sancita in Conferenza Unificata nella seduta del 24 luglio 2013 per l’attuazione dell’art. 1, cc. 60 e 61, della l. n. 190/2012. Un vulnus ancor più grave se commesso dal “Sorvegliante” della Trasparenza Amministrativa.

A tutto questo bisogna aggiungere la intrigante situazione venutasi a determinare a seguito delle determini dirigenziali n. 22 del 26/6/2015 e n.266 Reg. I settore del 22/05/2015 dalle quali emerge che il Comune di Melilli ha attribuito al Segretario Generale la maggiorazione del 50% dell’indennità di posizione con decorrenza 1/7/2015, giustificando tale incremento stipendiale con l’assegnazione di incarichi speciali  aggiuntivi.

Due consiglieri comunali d’opposizione, Massimo Magnano di Melilli dei Valori, e Sebastiano Rubera UDC, hanno presentato una formale richiesta di chiarimenti sulla legittimità della condotta dell’Ente, indirizzandola proprio al Segretario Generale, e per conoscenza al sindaco Pippo Cannata, al dirigente del I settore Natalina Castro, e al Revisore Unico dei Conti.

Domanda facile, facile: quali sono questi incarichi speciali meritevoli di un aumento del 50% di stipendio? Il ruolo di Responsabile dell’Anticorruzione e della Trasparenza è ipso facto di competenza del Segretario Generale Comunale.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, per i comuni con popolazione tra i 3.000 e i 10.000 abitanti la categoria del dirigente in questione è la B3. Il dr. Sebastiano Marano quindi dovrebbe avere uno stipendio di circa 51.000 euro l’anno. Se cosi fosse, dato che non ha reso pubblico il suo appannaggio, con l’ultimo aumento che si è dato, possiamo ipotizzare un incremento che lo porta a 75.000 euro. Certo che per i dipendenti comunali un aumento del 50% è veramente impensabile. Ma cosi è!

Forse la Corte dei Conti potrebbe darci una risposta esaustiva?

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